Aprire una riserva naturale: tutto quello che devi sapere

Se si è amanti della natura e si possiede un ampio spazio verde, boschivo o lacustre, si può pensare di aprire una riserva naturale. Tuttavia per prima cosa è necessario avere ben chiaro cosa si intenda con riserva naturale e sapere che le diverse aree verdi, in base a differenti caratteristiche, sono soggette a burocrazia, obblighi e diritti diversi tra loro.

La definizione di riserva naturale così come intesa oggi è relativamente recente. Le riserve, infatti, sono regolate dalla legge 394 del 1991. Possono essere considerate riserve naturali tutte quelle aree terrestri, marine, fluviali o di lago all’interno della quale vivono specie di interesse naturalistico. Le specie possono essere sia appartenenti alla flora che alla fauna: in quest’ultimo caso possono essere fisse o di passaggio in determinati periodi dell’anno. Si può scegliere di aprire una riserva anche per preservare determinati ecosistemi che garantiscano la crescita e lo sviluppo di diversità biologiche, anche in questo caso indipendentemente dal fatto che esse vivano regolarmente in tale ambiente o siano solo di passaggio in determinati periodi dell’anno.

Per quanto riguarda l’importanza, va sottolineato che le riserve possono essere di tipo statale o regionale: la differenza non viene fatta in base alle dimensioni della riserva ma esclusivamente all’importanza e al numero delle specie rappresentate.

PARCO O RISERVA?

Aprire una riserva naturaleSe si intende aprire una riserva naturale è necessario ricordare che questo tipo di area protetta è differente da quello che viene invece definito parco naturale. Le riserve naturali, infatti, possono essere realizzate solo in aree ben definite, in cui sono riconosciuti alcuni specifici parametri relativi all’ambiente e all’ecosistema. L’attività dell’uomo all’interno di una riserva naturale è praticamente nulla, in quanto viene ammessa solo per garantire il corretto mantenimento dell’equilibrio dell’area. Non sono previsti, quindi, interventi che puntano al miglioramento dell’ambiente ma solo gestione dell’habitat specifico in cui nascono o si sviluppano le specie presenti.

Alcune particolari riserve naturali, definite riserve orientate, prevedono invece interventi da parte dell’uomo che potrà, senza entrare in contrasto con gli ambienti naturali, procedere ad operazioni agricole o pastorali. Questi interventi vanno comunque effettuati solo in alcune aree della riserva, definite di pre-riserva. Si tratta comunque di interventi altamente controllati e che risultino poco invasivi con la riserva stessa.

I parchi, invece, sono caratterizzati da una maggiore versatilità: anche essi possono essere sia terrestri che fluviali o prevedere zone di lago. Per quanto riguarda invece i parchi marini, questi sono regolati da ulteriori normative. All’interno di un parco naturale si preservano non solo le specie e gli ambienti, ma anche il valore paesaggistico, nonché quello artistico e culturale. Si può quindi dire che un parco prevede una maggiore interazione con l’uomo e con la cultura e tradizioni locali.

COME NASCE UNA RISERVA NATURALE

Anche se molti appassionati di natura resteranno delusi, è necessario evidenziare che non tutti possono aprire una riserva naturale. Infatti, questo tipo di ambiente non può essere privato ma solo di tipo regionale o statale. Sono infatti le Regioni o lo Stato che istituiscono una riserva naturale dopo averne valutato le effettive caratteristiche biologiche e ambientali. Nel caso in cui la riserva venga istituita dallo Stato, questo dovrà accordarsi con la Regione all’interno della quale si trova l’area di interesse.

Una volta istituita, la riserva naturale viene data in gestione ad enti pubblici specifici, in grado di garantire la massima cura e rispetto dell’ambiente e delle specie o delle specie che vi vivono. Gli enti che possono vengono preposti alla gestione della riserva naturale sono solitamente istituzioni scientifiche, Università, Enti pubblici o associazioni ambientalistiche riconosciute: molte riserve naturali sono infatti gestite dal WWF o da Legambiente. Sono invece rari i casi di gestione integrata, che prevedono la collaborazione tra pubblico e privato. In tal caso un privato potrà gestire la riserva ma non istituirla autonomamente.

Gli enti che gestiscono la riserva possono poi fare richiesta di riconoscimento di area protetta. Questo ulteriore passaggio e riconoscimento prevede una serie di vincoli e documenti che dimostrino la completa corrispondenza dell’area a quanto definito all’interno della “Delibera del Comitato Nazionale per le Aree Naturali Protette”.

PER CONCLUDERE

Se sei interessato ad aprire una riserva naturale è necessario che tu sappia subito che questo tipo di aree verdi non può essere creata dal nulla e, soprattutto, deve prevedere l’interesse della Regione se non dello Stato. Questi, dopo aver riconosciuto l’importanza naturalistica della zona, potranno dare inizio all’iter per il riconoscimento della riserva naturale, definendone i limiti, le specie da proteggere e le caratteristiche specifiche dell’area.

Se si è proprietari del terreno su cui sorge la riserva o se si è a capo di un’associazione naturalistica o scientifica, si potrà chiedere la gestione dell’area, evidenziando tramite curriculum e documentazione idonea di essere in possesso dei requisiti necessari per garantire la corretta amministrazione della riserva naturale.