Aprire una pizzeria ai Caraibi: tutto quello che devi sapere

Il made in Italy è sempre molto apprezzato all’estero, soprattutto quando si parla di cibo. Anche se si tratta di alimenti preparati in altri Paesi, ma seguendo la tradizione italiana, i prodotti acquisiscono una grande capacità di attrarre i clienti. La pizza è certamente uno degli oggetti del desiderio dei consumatori di tutto il mondo. Per questo aprire una pizzeria ai Caraibi è una buona idea che può aprire la strada verso il successo. Non manca la concorrenza, ma non è ancora molta.

Anzi c’è sicuramente spazio soprattutto per chi riesce a combinare tradizione e innovazione, offrendo ai clienti un prodotto di qualità. A beneficiare della pizza italiana non sono soltanto gli abitanti del posto, ma soprattutto i turisti che, in gran numero, frequentano quell’area di mondo. Tra questi ci sono gli italiani che desiderano restare in contatto con la patria dal punto di vista culinario e tantissimi stranieri interessati ad assaggiare il famoso piatto.

Chi vuole abbandonare l’Italia per le tante difficoltà portate dalla crisi economica, trova nell’isola tropicale una meta ideale. Si è lontani dallo stress quotidiano e dai ritmi pressanti tipici della città. Il clima di pace e tranquillità è foraggiato anche dalla tassazione favorevole è l’ambiente giusto per avviare un’impresa. Le spiagge bianchissime e il mare blu, insieme a splendidi paesaggi marini naturali incontaminati, sono la destinazione più ambita dai viaggiatori.

Questo significa che oltre a essere una zona ottimale per il lavoro, non mancano i clienti. Il potenziale è elevatissimo per un business di successo. Certamente bisogna fare i conti con il cambio radicale di vita. Si deve essere preparati. Non si tratta delle differenze culturali oppure del vivere su un’isola lontana dal mondo. Il problema è rappresentato dal fatto che ci si muove in un ambiente poco conosciuto e un passo falso può compromettere l’attività.

La pizzeria può essere davvero redditizia, ma va affrontata la burocrazia, quindi si devono conoscere le normative locali. A questo proposito è bene appoggiarsi a un commercialista che possa operare con contatti locali per adempiere ai vari obblighi previsti dalle normative. In questo modo il professionista disbriga le pratiche evitando errori e l’imprenditore può concentrare le proprie energie sul lavoro da fare.

APRIRE UNA PIZZERIA AI CARAIBI: LA SCELTA DEL LUOGO

Aprire una pizzeria ai CaraibiUn’impresa ai tropici è certamente un modo eccellente per investire il proprio denaro adesso e anche in futuro. Quest’area posta al centro del continente americano comprende una grande quantità di isole. Le Antille comprendono tre arcipelaghi: le Grandi Antille, le Piccole Antille e le Isole Bahamas. Ci sono varie centinaia di isole di varie dimensioni. Tra queste ci sono Cuba, Giamaica, Porto Rico, Barbados, Antigua e Barbuda, Trinidad e Tobago. 

Sono quelle più note e ovviamente ognuna è uno Stato indipendente. Prima di pensare alle leggi, però, è bene fare un’analisi del territorio. Il clima tropicale rappresenta uno degli aspetti più importanti per chi vuole aprire una pizzeria ai Caraibi. Infatti la temperatura è mite per 12 mesi, ma sono molte anche le piogge. Quindi nei periodi dei monsoni, con uragani e tempeste ci sono rischi per le strutture e i turisti non ci sono.

Insomma si lavora per alcuni mesi all’anno, un fatto che non è negativo, ma va messo in conto per concentrare l’attività. Le lingue parlare tra le varie isole sono l’inglese, lo spagnolo, il francese e l’olandese, oltre a dialetti e idiomi dei diversi posti. Ci si deve stabilire nel posto in cui si conosce la lingua per riuscire a comunicare meglio. In ogni caso il turismo rappresenta la voce principale dell’economia delle varie zone. Quindi chi vuole aprire una pizzeria ai Caraibi lavorerà principalmente con i viaggiatori.

Tra le varie isole risulta più conveniente scegliere le Bahamas. Sono quelle più avanzare nel settore turistico, oltre ad avere paesaggi da sogno. Grand Bahama e Paradise Island offrono l’ambiente ottimale per stabilire la propria attività. Grazie alla grande presenza di alberghi e resort, avere un ristorante significa servire molti turisti e avere un elevato potenziale in termini di fatturato.

APRIRE UNA PIZZERIA AI CARAIBI: LA BUROCRAZIA

Prima di iniziare l’attività è meglio fare un sopralluogo per verificare la situazione, individuare il posto in cui aprire una pizzeria ai Caraibi e stabilire dei contatti. Gli italiani che entrano alle Bahamas non necessitano di visto se il loro soggiorno non supera 90 giorni. Quindi se si decide di stabilirsi in loco si dovrà fare domanda per un visto. In questo caso si deve esibire un contratto di lavoro. Quindi si dovrà dimostrare di avere la proprietà del ristorante e di avere interessi economici. Oltre ovviamente alla capacità di mantenersi sull’isola.

Il permesso di residenza permanente viene rilasciato alle persone che rientrano in una delle tre caratteristiche indicate dalla legge. Il primo riguarda il matrimonio con un/a cittadino/a del posto, il secondo concerne la proprietà di un immobile sull’isola, mentre il terzo è relativo allo svolgimento di una professione lavorativa sul territorio. Va tenuto presente se ci si stabilisce ai Caraibi per gestire la pizzeria.

Non si esaurisce certo con questi elementi la burocrazia. Bisogna pensare a tasse e imposte. Da questo punto di vista si può stare tranquilli, perché le Bahamas sono uno dei paradisi fiscali. La bassa tassazione si abbina alle numerose agevolazioni previste per gli investitori stranieri. Le misure governative sono volte proprio ad attirare capitali stranieri. Aprire una pizzeria ai Caraibi rientra sicuramente in questo ambito.

La richiesta da parte delle istituzioni è quella di creare posti di lavoro. Si deve richiedere la licenza commerciale che viene rinnovata annualmente. L’aliquota applicata è compresa tra lo 0,3% e il 3%. Per determinare la percentuale esatta si devono considerare la tipologia di attività svolta e l’ammontare del fatturato dell’impresa. Chi però non supera i 250 mila dollari bahamensi, pari a poco più di 220 mila euro, viene escluso dall’applicazione delle percentuale.

Il regime fiscale del Paese prevede un sistema indiretto con dazi doganali, imposte, accise e IVA. Quest’ultima è stata introdotta per risanare l’economia in forte difficoltà nel 2015. L’imposta sul valore aggiunto viene imposta a tutti i soggetti che vendono prodotti e servizi per un ammontare superiore a 100 mila dollari statunitensi in un anno. L’importo da pagare è pari al 7,5%, ma grazie al regime semplificato gli operatori economici corrispondono il 4,5% sul fatturato lordo.

Gli stranieri che si insediano sull’isola non hanno nessuna imposizione sui redditi, quindi il reddito generato, a titolo personale, non viene tassato. Una volta che viene pagato il dovuto sul fatturato della pizzeria, ci si può godere la propria parte di guadagni. Almeno per quanto riguarda le Bahamas. Se si dovesse mantenere la residenza in Italia si dovrà considerare la legge fiscale italiana. Neppure le filiali di società straniere pagano tasse al governo caraibico.

APRIRE UNA PIZZERIA AI CARAIBI: LA CONVENIENZA

I vantaggi fiscali e la semplicità delle richieste da ottemperare vanno messe in relazione alla grande lentezza degli uffici nel trattare le pratiche. Quindi bisogna attendere tempi piuttosto lunghi prima di riuscire ad aprire una pizzeria ai Caraibi. Diventa necessario avere una buona conoscenza dell’inglese per poter interagire con i locali, non solo con i funzionari pubblici. Quindi prima di agire è bene fare una valutazione approfondita.

Il dispendio economico per stabilirsi in loco può essere abbastanza esoso. Non tanto per il costo della vita sull’isola, ma soprattutto perché si dovrà restare inattivi per un certo periodo prima di poter ottenere le licenze necessarie ad aprire una pizzeria ai Caraibi. Bisogna essere disposti a investire nel punto di ristoro e nel proprio sostentamento iniziale. Nel primo periodo infatti non potranno esserci guadagni.

Molto importante risulta poi gestire in modo corretto l’impresa, così da attirare i clienti e incassare. Ci potrebbe volere un po’ di tempo per farsi conoscere. Sarà utile pensare anche a qualche convenzione con gli alberghi per facilitarsi l’intercettazione dei turisti che visitano l’isola. Questi aspetti non devono scoraggiare, ma far pensare bene a compiere ogni passo con attenzione.