Aprire una piscina: tutto quello che devi sapere

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APRIRE UNA PISCINA COME IDEA VINCENTE

In Italia il nuoto risulta tra gli sport più praticati, infatti arriva a contare oltre 3 milioni di persone attive a vari livelli nella disciplina. A renderlo molto apprezzato è la completezza dei movimenti, utile a portare benefici al corpo intero, per sviluppare diverse parti. Il coinvolgimento dei vari arti e organi è omogeneo, permettendo l’uso e l’allenamento di tutti gli elementi che compongono l’organismo umano. Ecco perché può essere interessante aprire una piscina.

I medici consigliano il nuoto per contrastare alcune malattie o prevenirle. Serve per allineare la colonna vertebrale, per ridurre l’obesità e la cellulite, ma questi sono solamente alcuni dei vantaggi che si ottengono dal nuoto. Raggiungere tali obiettivi, però, richiede costanza e impegno, tanto da suggerire la continuità durante tutte le stagioni. Si deve nuotare per una o più volte a settimana, seguendo un piano preciso. La necessità di non fermarsi mai costituisce la spinta per aprire una piscina. Nelle diverse città e nei tanti centri abitati sorgono piscine con differenti intenti. Ne esistono di vario tipo, da quelle coperte a quelle all’aperto, copribili con apposite strutture per determinati periodi dell’anno, agonistiche con misure disparate. Esistono vasche dedicate ai bambini.

A frequentare i locali ci sono atleti a cui serve l’allenamento continuo, bambini che prendono lezioni, donne incinte interessate a sviluppare il parco in acqua, semplici appassionati e persone desiderose di ottenere i benefici fisici del nuoto. Molti dati indicano che aprire una piscina può essere un buon business, ma è bene valutare con attenzione la strada da percorrere. La burocrazia prevede una serie di obblighi e l’impegno richiesto è notevole. Ciò non significa che si debba desistere, ma solamente essere preparati ad affrontare in modo consapevole e appropriato ogni singolo passaggio. Le norme prescrivono le azioni da compiere, ma al tempo stesso forniscono informazioni e indicazioni utili su ciò che è necessario fare e sapere. Naturalmente consultare un professionista aiuta negli adempimenti fiscali e di preparazione delle pratiche.

COSA SERVE PER APRIRE UNA PISCINA

Non bisogna spaventarsi di fronte alla burocrazia, perché la costruzione di una piscina non è complessa. Nel Paese ci sono sia le strutture pubbliche, generalmente di proprietà dei Comuni, sia quelle private. La gestione vuole una presenza costante, per l’apertura di un certo numero di ore e poi per il riordino e la pulizia. L’ igiene è importante, visto il contatto diretto con il fisico umano. Molte persone passano dai locali e trascorrono il proprio tempo dentro e fuori dall’acqua. É bene andare con ordine.

Il primo passo consiste nel decidere la tipologia di impianto si vuole avviare. Solitamente si decide in base al target ti utenti che si intende raggiungere. Perché è importante questo primo passaggio? Oltre a definire le dimensioni e le modalità di sviluppo, stabilendo gli elementi necessari, risulta utile a livello economico. Da un lato ci sono le uscite, inevitabilmente calcolabili sul tipo di struttura, ma dall’altro ci sono le entrate. Se, ad esempio, si decide di optare per una piscina agonistica, si ha l’opportunità di accedere a finanziamenti del Credito Sportivo, erogati dal Coni. Si tratta di una delle possibilità di cui può beneficiare chi vuole aprire una piscina. Ovviamente ci sono criteri da rispettare, per rispondere in modo appropriato ai requisiti del Comitato sportivo. Ci sono linee guida da seguire e applicare con molta attenzione.

L’investimento necessario è comunque più elevato, anche se si scelgono la forma e il tipo. A livello agonistico ci sono diverse attività, nell’ambito del nuoto, che prevedono differenti lunghezze, quindi ci si può concentrare facilmente su una parte specifica della disciplina. Aprire una piscina vuol dire rispondere a un’esigenza del territorio, quindi laddove non sia già presente un impianto comunale si può contattare l’amministrazione locale e richiedere un terreno in diritto di superficie. La convenzione la si può ottenere per un certo numero di anni. Nel caso in cui il Comune accetti, assumerà il ruolo di fideiussore.

All’interno dell’accordo, oltre a disciplinare la durata dell’uso del terreno, si provvede a definire l’impegno del proprietario della struttura di offrire un servizio utile alla cittadinanza, bisogna chiarire quali sono i benefici per la comunità locale. Possono esserci delle agevolazioni, delle attività specifiche. Dialogando con i rappresentanti dell’ente pubblico si individuano facilmente i modi più vantaggiosi per gli abitanti della zona. Va tenuto presente che al termine del periodo relativo al diritto di superficie, la struttura passerà di proprietà, diventando un impianto comunale. L’amministrazione non dovrà pagare nulla per ottenerlo.

LE CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER APRIRE UNA PISCINA

Una volta decisa la tipologia di struttura da realizzare, si devono necessariamente rispettare determinati requisiti. Lo prevedono i regolamenti del caso. Ad esempio una piscina coperta ha bisogno di uno spazio pari a 600 metri, mentre se si realizza l’impianto all’aria aperta, servono dimensioni maggiori. Oltre alla vasca si deve pensare alla realizzazione di spogliatoi, docce e ambienti idonei alle varie attività. Ad esempio potrebbe essere utile avere un posto dove i bagnanti possano rilassarsi prendendo il sole, se all’aperto, oppure degli spalti su cui parenti e amici possono vedere atleti gareggiare o su cui i genitori si siedono per guardare i loro bambini mentre prendono lezioni.

Aprire una piscina significa avere bene in mente il progetto da realizzare, perché tra l’impianto coperto e quello scoperto le differenze sono molte, a partire dalla stagione di utilizzo. I servizi annessi sono importanti. Un bar a disposizione dei frequentatori della piscina è molto utile e apprezzato. Ecco perché i costi sono impegnativi. Le dotazioni sono molte e ciò comporta diverse spese non solo per la costruzione, ma anche per la gestione. Serve personale preparato, come gli istruttori, in grado di intervenire in caso di difficoltà dei bagnanti, chi si occupa dell’amministrazione registrando iscrizioni, vendendo biglietti e abbonamenti, addetti alla pulizia della vasca e dei locali annessi.

Il riscaldamento della piscina e degli impianti richiede una certa quantità di risorse, quindi acqua ed elettricità sono due voci particolarmente importanti per il bilancio. I guadagni, tuttavia, possono essere decisamente interessanti, ma dipende molto dalle attività intraprese. Se si partecipa a gare, in particolar modo a campionati e tornei, si ha diritto a contributi e a qualche premio in termini economici e di immagine.

Questa opportunità, però, segue l’omologazione dell’impianto da parte della Federazione Italiana Nuoto. Prima di decidere di aprire una piscina è bene prendere in considerazione la possibilità di prendere in gestione una struttura comunale esistente, perché in alcune città le amministrazioni realizzano questa tipologia di impianti e periodicamente, in occasione dei rinnovi di contratto, escono bandi pubblici destinati a coloro che hanno i requisiti per gestire la struttura e le attività connesse.

APRIRE UNA PISCINA: ADEMPIERE ALLA BUROCRAZIA

La creazione degli spazi è certamente l’aspetto principale, soprattutto perché si possono valutare benefici e spese, ma non bisogna dimenticarsi degli adempimenti burocratici previsti per aprire una piscina. La prima richiesta va indirizzata al Comune, per essere autorizzati all’avvio dell’attività. Vale solamente nel caso in cui si intenda avere l’accesso del pubblico, perché gli impianti ad uso privato non necessitano di tale autorizzazione. Il locale destinato all’impianto deve rispondere a determinate caratteristiche in termini di dimensioni, a garanzia del rispetto delle norme di sicurezza. Bisogna informarsi leggendo le regole urbanistiche ed edilizie in vigore.

Se vengono accolti gli spettatori, si deve avere un parere sulla fattibilità con il controllo sull’agibilità da parte della Commissione di Vigilanza appositamente creata per verificare gli ambienti destinati a spettacoli destinati al pubblico. Ogni Comune segue regolamenti specifici, per cui per la presentazione delle istanze è bene informarsi su quali documenti si debbano allegare e quale modulistica sia utile compilare. Inoltre si deve interpellare l’Azienda Sanitaria Locale per avere la certificazione circa l’agibilità igienico-sanitaria, quindi si richiede il certificato previsto per la prevenzione degli incendi, rilasciato dai Vigili del Fuoco. Vanno domandate le valutazioni sull’impatto acustico e quello ambientale, così come si deve verificare il recupero di energia sugli apparati utilizzati. Infine, se si intende aprire una piscina coperta, va inoltrata al Comune la comunicazione con le date delle aperture nelle diverse stagioni.

 

 


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