Aprire una gastronomia vegana: tutto quello che devi sapere

Aprire una gastronomia vegana

Negli ultimi anni il veganesimo sta conoscendo una fase di espansione come non mai. Questo movimento propone di adottare uno stile di vita su risorse alimentari che non provengono dal mondo animale. In Italia circa il 7,6% della popolazione ha dichiarato di essere diventato vegano o vegetariano per un totale di 4 milioni e 600 mila persone. Le attività commerciali legate al business vegano sono in continua crescita e fanno registrare introiti soddisfacenti. Aprire una gastronomia vegana conviene? È solo una moda transitoria o reggerà nel tempo?

APRIRE UNA GASTRONOMIA VEGANA: STILE DI VITA E ALIMENTAZIONE

Aprire una gastronomia vegana richiede la conoscenza di questo mondo antispecista. I vegani si dividono in due gruppi: coloro che adottano uno stile di vita totalmente privo dallo sfruttamento animale, non solo in ambito alimentare, e una seconda schiera molto più folta che aderisce solamente ad una dieta vegana. Il primo stile di vita risulta impossibile da sostenere nel tempo in quanto tantissimi prodotti sono proprio di origine animale, mentre una dieta basata solo sui vegetali o che comunque non includa derivati animali sta riscontrando molto successo.

La Academy of Nutrition and Dietetics ha dichiarato che la dieta vegana opportunamente programmata, e supportata da una specifica integrazione, può essere sostenuta a tutte le età e non rappresenta in alcun modo un rischio per la salute. Addirittura è stato riscontrato una diminuzione del rischio di contrarre malattie come il cancro e la cardiopatia ischemica, oltre a produrre effetti positivi nella prevenzione e nella cura di alcune forme di diabete.

APRIRE UNA GASTRONOMIA VEGANA: COME FARE?

Abbiamo visto come il veganesimo si sta diffondendo a macchia d’olio un pò in tutto il mondo, e l’Italia non è un’eccezione. La prassi per l’aperutra di una gastronomia vegana è identica a quella di qualsiasi altra attività legata al mondo della ristorazione:

  • apertura partita IVA;
  • iscrizione presso il registro delle imprese;
  • frequentare il corso HCCP e ottenere l’abilitazione alla somministrazione di alimenti e bevande;
  • dichiarazione di inizio attività (SCIA) e ottenimento del relativo permesso di apertura rilasciato dal comune;
  • ottenimento dei vari permessi di apertura dell’ASL che attestino il pieno rispetto delle leggi e delle norme in ambito igienico-sanitario;
  • iscrizione INPS e INAIL;
  • ottenimento del permesso all’esposizione dell’insegna e pagamento della tassa legata ad essa;
  • in caso di diffusione di musica all’interno del locale dovrà essere pagata la Siae.

Una volta sbrigate le suddette pratiche il locale potrà essere avviato. Ovviamente la fase burocratica prevede dei costi più o meno variabili che devono essere sostenuti. In caso di irregolarità rilevata dall’ASL, dovranno essere attuate delle modifiche strutturali al locale e questo comporterà ulteriori spese.

APRIRE UNA GASTRONOMIA VEGANA: COSA NON BISOGNA SOTTOVALUTARE

Per riuscire ad ottenere dei risultati soddisfacenti nel mondo della ristorazione, non devono essere trascurati alcuni punti fondamentali. Molti imprenditori falliscono o non riescono a raggiungere i propri obiettivi proprio perché sottovalutano alcuni punti che poi risultano determinanti. Innanzitutto, ancor prima di avviare la fase burocratica, è fondamentale mettere nero su bianco la strategia da adottare e tutto ciò che è legato all’impresa: forza economica, eventuali spese di fornitura, reali possibilità di guadagno, ecc. Il business-plan conferisce una quadro della situazione veritiero sulle potenzialità del nostro business.

Il personale dovrà essere specializzato. In molti casi si tende a scegliere un dipendente piuttosto che un altro in base alle richieste economiche. Una figura professionale, che abbia esperienza nel suo campo e che sappia affrontare eventuali problematiche, avrà sicuramente una pretesa economica maggiore rispetto ad uno sprovveduto o ad un novizio. Un altro punto importante risulta essere il marketing.
Negli ultimi anni i social network sono diventati lo strumento migliore per pubblicizzare la propria attività e colpire in maniera precisa i potenziali clienti. Anche l’apertura di un sito internet produce i suoi effetti ma ovviamente avrà un costo di apertura e di gestione molto più alto.

Infine bisogna considerare attentamente il punto di apertura. Non si tratta di una fase superficiale e di poca importanza ma di un elemento che può determinare la riuscita o no del business. Prediligere sempre le zone a traffico medio/alto e posizionate in punti nevralgici della città o del paese. Attenzione alla concorrenza presente da tempo, risulterà sicuramente consolidata nel mercato e avrà un clientela fidelizzata.

APRIRE UNA GASTRONOMIA VEGANA: COSTI E CONSIDERAZIONI

Determinare con precisione i costi legati all’apertura di una gastronomia vegana è un pò difficile per via delle possibili variabili. Per poter svolgere l’attività, oltre ai costi legali e burocratici, sarà necessario dotare il locale dell’attrezzatura necessaria: cassa, banconi, tavolini, sedie, frigo, celle, e tanti altri strumenti. Molto probabilmente dovranno essere svolti alcuni lavori di muratura volti ad adattare la struttura al tipo di attività con conseguente tinteggiatura.

Inoltre c’è da considerare il costo di locazione mensile o il costo di acquisto del locale, se lo stesso non risulta essere di proprietà. Aprire una gastronomia vegana offre delle opportunità crescenti vista la continua diffusione del fenomeno. In caso di mancanza di fondi dovrà essere presa in considerazione la possibilità di chiedere un finanziamento o far entrare una persona fidata in società. Esistono anche le soluzioni in franchising che consentono di avviare e gestire l’attività ad un prezzo nettamente inferiore.

 


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