Aprire una cucina da asporto: tutto quello che devi sapere

L’affezione e l’interessamento degli italiani verso la cucina genuina e di qualità cresce di giorno in giorno, come confermano i dati relativi ad alcuni consumi. Per questo la concorrenza non deve spaventare più di tanto e perché ancora oggi aprire una cucina da asporto può rappresentare un’ottima opportunità imprenditoriale.

La cosa importante è saper muovere i passi nella direzione giusta, in modo tale da capitalizzare al massimo l’investimento iniziale. In questa logica bisogna puntare su un progetto fatto bene che tenga conto di una serie di valutazioni da fare con scrupolo per avviare l’attività in proprio limitando al massimo i rischi di impresa.

A nessuno di noi piace né interessa sprecare sacrifici e denaro provando a dar vita a un nuovo lavoro senza seguire precise regole di mercato, ecco perché è utile conoscere alcuni fondamentali passaggi prima di qualunque iniziativa commerciale. Allora vediamo nei paragrafi seguenti cosa c’è da fare per aprire una cucina da asporto ottimizzando le strategie di mercato: convenienza, luogo, personale, strumenti da lavoro, burocrazia, commercialista fino alle conclusioni.

APRIRE UNA CUCINA DA ASPORTO: I MOTIVI DELLA CONVENIENZA

Aprire una cucina da asporto

Per creare le basi per un business di successo con una cucina da asporto è necessario saper soddisfare in pieno la richiesta di mercato, vale a dire andare incontro alle svariate esigenze dei consumatori. Come in altri parti del mondo, a causa soprattutto degli impegni lavorativi, anche nel nostro Paese c’è sempre meno tempo per cucinare e le famiglie riunite appassionatamente intorno a un tavolo sono sempre meno.

Viceversa, aumenta sensibilmente il consumo delle pietanze da asporto, piatti da acquistare e consumare velocemente a casa o in ufficio. Oggi la cucina da asporto è la soluzione più indicata per consumare un piatto genuino ed economico della tradizione italiana. Infatti, sedersi al ristorante per consumare un piatto caldo non solo significherebbe impiegare più tempo per la pausa pranzo, ma anche spendere sensibilmente di più.

Con la tendenza di oggi dei consumatoti italiani, sempre più portati a risparmiare e a consumare velocemente i pasti, aprire una cucina da asporto è quindi un’idea imprenditoriale da valutare con molta attenzione. Un progetto realizzabile e potenzialmente redditizio a condizione di garantire ai clienti una cucina di qualità, genuina, rispettosa della tradizione locale e di applicare prezzi concorrenziali.

APRIRE UNA CUCINA DA ASPORTO: IL LUOGO STRATEGICO

Per aprire una cucina da asporto e tentare di accelerare il successo c’è bisogno di prestare attenzione alla località dove avviare la nuova attività commerciale. In tal senso sono da preferire dei posti affollati e nei pressi di uffici e aziende con un buon numero di dipendenti. Questo perché i primi consumatori dei pasti veloci rientrano nella categoria dei dipendenti di aziende, imprese e uffici, persone pronte a gustare una buona pietanza e tornare soddisfatti sul proprio posto di lavoro.

Individuare la zona migliore per questo genere di attività non è semplice e l’operazione comporta un dispendio di tempo ed energie. Alla base, infatti, occorre un’analisi di mercato per capire le potenzialità della zona e la presenza di eventuali concorrenti. Trattandosi di una cucina da asporto quindi riveste un ruolo fondamentale la posizione della location e non certamente la metratura dell’ambiente di lavoro. Con una cucina da asporto, infatti, può essere sufficiente un locale di 50/60 metri quadrati, l’importante che sia posizionato nei pressi di punti strategici.

Inoltre, per contrastare efficacemente la concorrenza, è fondamentale valutare l’opportunità della consegna a domicilio, un servizio molto apprezzato dai clienti per l’enorme comodità. Un’altra strategia di mercato da non sottovalutare con una cucina da asporto è la possibilità di stringere una convenzione con le imprese, magari proponendo piatti speciali e prezzi altamente convenienti.

APRIRE UNA CUCINA DA ASPORTO: L’IMPORTANZA DEL PERSONALE E DEGLI STRUMENTI DA LAVORO

Per aprire una cucina da asporto non serve un numero elevato di collaboratori, ma sicuramente occorre personale professionale e cordiale per fare la differenza sul mercato. Poi, chiaramente, per abbattere ulteriormente i costi, è possibile partire con una cucina da asporto a conduzione familiare. Una conduzione a carattere familiare è sicuramente conveniente in termini di economicità, ma restano da considerare le capacità professionali.

In poche parole i collaboratori, familiari o meno, devono conoscere bene il mestiere par assicurare la qualità dei servizi e dei prodotti. In ogni caso, conduzione familiare o meno, non è possibile avviare l’attività senza il supporto delle attrezzature adeguate.

In linea di massima per allestire bene una cucina da asporto c’è bisogno di un bancone per mostrare le pietanze pronte ai clienti, un piano di lavoro per permettere la preparazione dei piatti, una cucina, una friggitrice, un forno, un frigorifero e di tutti quei materiali di consumo come, ad esempio, le vaschette da asporto. Tutti strumenti da lavoro da scegliere con estrema cura e solo dopo un’attenta indagine di mercato perché i costi possono variare di parecchio in base ai fornitori scelti.

APRIRE UNA CUCINA DA ASPORTO: PROCEDURE BUROCRATICHE E COMMERCIALISTA

Per aprire una cucina da asporto e commercializzare generi alimentari bisogna seguire un preciso iter procedurale. Mettersi in regola dal punto di vista burocratico vuol dire ottemperare a una serie di obbligatori adempimenti. Bisogna cioè aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, iscriversi alla C.C.I.A.A. locale, aprire le posizioni INPS e INAIL e comunicare al Comune l’inizio attività con la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività).

Ricordiamo che con la Comunicazione Unica di Impresa, una procedura telematica semplificata, oggi è più facile e veloce ultimare gli obblighi nei confronti dell’INPS, dell’INAIL, dell’Agenzia delle Entrate e della Camera di Commercio. Detto questo, quando bisogna portare a termine un percorso burocratico, per non correre alcun rischio di sbagliare, la cosa migliore è affidarsi alla consulenza di un serio professionista.

Mettersi nelle mani di un bravo commercialista aiuta a vivere il momento in piena serenità e a ultimare le pratiche in tempi accettabili e senza intoppi. Perché allora rischiare di complicarsi la vita quando la soluzione è dietro l’angolo? In fondo rivolgersi a un esperto della materia è facile, è sufficiente consultare l’Ordine dei Dottori Commercialisti o chiedere informazioni a qualche amico di fiducia.

APRIRE UNA CUCINA DA ASPORTO: CONCLUSIONI

Per concludere, sperare di avere successo con una cucina da asporto è possibile solo tenendo fede a precise regole di mercato. Credere di avere successo con l’improvvisazione oppure applicando dei prezzi alti per favorire velocemente i propri guadagni è pura follia, soprattutto alla luce della grande concorrenza e delle conoscenze dei consumatori finali.

Alla base del successo ci sono invece la professionalità, la qualità dei servizi e dei prodotti, una location ben in vista, una buona politica dei prezzi e la pubblicità. Non basta un locale posizionato in un punto strategico per valorizzare al massimo la propria attività commerciale, per una maggiore visibilità è opportuno programmare una politica promozionale a 360 gradi.

A partire dal sito web e dai social network, la cucina da asporto va pubblicizzata con ogni mezzo per arrivare in breve tempo a un gran numero di clienti. Per questo non dimenticate neanche la possibilità di fruire di strumenti pubblicitari come radio e tv e di partecipare a fiere, manifestazioni ed eventi di settore organizzati periodicamente dalle istituzioni locali o dai privati. Oggi senza curare la pubblicità non si va da nessuna parte, meglio non dimenticarlo mai se si vogliono raggiungere risultati positivi con un’attività commerciale. In bocca al lupo per l’apertura della vostra cucina da asporto!