Aprire una boutique di abiti da sposa: tutto quello che devi sapere

Aprire una boutique di abiti da sposa

Aprire una boutique di abiti da sposa è un’opportunità che vale la pena contemplare se si coltiva il sogno di vestire le spose. Sebbene siano più concrete e autosufficienti rispetto al passato, le donne sognano ancora un matrimonio da favola e si immaginano di attraversare la navata centrale della chiesa indossando un abito che le faccia sentire delle principesse. Se c’è qualcosa su cui non sono disposte a risparmiare è proprio l’abito nuziale, l’oggetto che più di tutti incarna il sogno d’amore. Il matrimonio rappresenta ancora il coronamento di un progetto di coppia ed è forse per questo che il mercato degli abiti da sposa non sta affatto vivendo un momento di crisi.

Da un’attività imprenditoriale di questo tipo possono scaturire guadagni molto interessanti, specialmente se ci si impegna a stare al passo coi tempi e si cerca di accontentare un po’ tutti, compreso chi vuole spendere di meno e non vede necessariamente il matrimonio come una cerimonia sfarzosa e magari anche le spose agée, visto l’aumento dei matrimoni tra over 60. La passione per il mondo del wedding può essere la base per la creazione di un business di successo, ma per garantire che il negozio sia prospero e redditizio bisogna seguire alcuni passi che illustreremo in questo articolo.

Vuoi aprire una boutique di abiti da sposa? Una promettente opportunità imprenditoriale ti sta aspettando. Scopri tutto quello che c’è da sapere, dal budget iniziale agli adempimenti obbligatori.

APRIRE UNA BOUTIQUE DI ABITI DA SPOSA

Aprire una boutique di abiti da sposa può essere una scelta imprenditoriale di successo, ma ci sono delle decisioni importanti che vanno prese necessariamente prima di avviare l’attività. Una di queste riguarda la presenza o meno del laboratorio sartoriale. Un atelier può infatti limitarsi a vendere capi già realizzati oppure può avere un laboratorio interno per il confezionamento di abiti sartoriali esclusivi. Nel primo caso è sufficiente partire con un buon budget iniziale ed essere abili venditori in grado di far innamorare le clienti anche di abiti al di sopra delle loro aspettative di spesa. Per eventuali servizi di adattamento dell’abito nuziale ci si potrà appoggiare a sartorie esterne.

La seconda alternativa richiede invece specifiche competenze che si possono acquisire solo frequentando una scuola per stilisti o un corso in sartoria e modellismo. Se si sceglie di offrire ai propri clienti il servizio di sartoria è necessario iscriversi all’Albo delle imprese artigiane. D’altro canto, aprire un negozio di abiti da sposa con laboratorio consente di ampliare il giro d’affari in quanto permette di creare capi personalizzati che si adattano perfettamente alle esigenze della cliente. Ogni sposa è unica e l’abito sartoriale viene realizzato sulla base dei suoi gusti sia per quanto riguarda la vestibilità che la scelta dei materiali e dello stile del capo.

Ovviamente questo tipo di vestito è più costoso ma può essere completamente personalizzato. In entrambi i casi la professionalità e la capacità di entrare in empatia con il cliente contano quasi di più del prodotto che si sta proponendo. Un altro requisito indispensabile per avere una carriera di successo in questo campo è quello di tenersi sempre aggiornati partecipando alle fiere di settore che rimangono un appuntamento molto importante per osservare le nuove tendenze. Inoltre bisogna capire i trend degli abiti da sposa nella propria zona di riferimento.

APRIRE UNA BOUTIQUE DI ABITI DA SPOSA: LA LOCATION

Dopo aver stabilito se avviare un’attività esclusivamente commerciale o artigianale è il momento di passare alla ricerca del luogo più adatto all’apertura della boutique. A differenza di altre attività commerciali, che sopravvivono solo se collocate in zone di forte passaggio, a spalancare le porte del successo di un atelier di abiti da sposa è più che altro il passaparola: conquistarsi la fiducia delle future spose conta più della densità di passaggio di potenziali clienti e rappresenta la più importante strategia di marketing. Ciò non significa che non sia preferibile un locale situato in una zona molto frequentata, ma non è indispensabile.

Quando si decide di aprire una boutique di abiti da sposa e si cerca il locale in cui rendere operativo il business occorre valutare se gli spazi sono sufficienti e se le spese necessarie per il suo mantenimento nel tempo graveranno eccessivamente sui guadagni di fine anno. Quanto spazio serve dipende da diversi fattori. Se si opta per l’attività artigianale, oltre all’area espositiva, a quella riservata all’accoglienza, alla sala prova munita di pedana, specchi e divanetto e al magazzino, occorrerà inevitabilmente destinare uno spazio al laboratorio sartoriale. In generale, dovrebbero servire minimo 100-120 metri quadri.

Maggiore è la metratura, più ampio sarà il ventaglio di offerte proponibili. Oltre agli abiti nuziali e agli accessori necessari al completamento dell’outfit, come scarpe, veli, stole e accessori per l’acconciatura, sarà infatti possibile vendere anche abiti da cerimonia, da battesimo e da comunione. Inoltre, per ampliare il volume d’affari, l’offerta dovrà comprendere sia modelli unici creati con materiali pregiati che soluzioni low cost realizzate con tessuti meno costosi o persino abiti a noleggio. Di questi tempi le spose, soprattutto quelle della generazione Millennials, a causa del budget limitato, ricorrono sempre più spesso alla sharing economy o all’acquisto dell’abito online.

APRIRE UNA BOUTIQUE DI ABITI DA SPOSA: CONVIENE?

Aprire una boutique di abiti da sposa non è tutto rose e fiori. Occorrono buone capacità finanziarie e potrebbero passare diversi anni di bilanci negativi prima di farsi un nome. Si devono ordinare capi nuovi all’uscita di ogni collezione, scegliere fornitori che facciano il riassortimento nel più breve tempo possibile e fare di tutto per vendere ciò che si ha, il che non è affatto facile considerando le esigenze delle future spose. La professionalità e l’esperienza hanno un peso molto importante nell’indurre all’acquisto, e spesso ci si trova a dover conquistare anche mamme, sorelle, zie e cugine che accompagnano la sposa e che finiscono per confonderle le idee.

L’investimento iniziale può essere molto consistente se si calcolano le spese d’affitto, l’INPS, l’allestimento interno e la prima fornitura di merce. La somma potrebbe oscillare tra i 120.000 e i 150.000 euro. Chi però non vuole rinunciare ad entrare nel business dei matrimoni può decidere di affiliarsi ad una catena di franchising. Il vantaggio di aprire un atelier di abiti da sposa in franchising è che anche chi non ha esperienza o competenze sartoriali può avviare un’attività di successo. In genere l’allestimento del locale è a cura della casa madre che fornisce assistenza costante e si occupa del riassortimento, permettendo all’affiliato di concentrarsi solo sulla vendita.

Per intraprendere una carriera di successo nel settore dei matrimoni, con o senza l’ausilio del franchising, serve anche una buona strategia di marketing. Oggi per promuovere la propria attività in modo efficace è indispensabile utilizzare internet e i canali social, ma non bisogna abbandonare i metodi tradizionali basati su tv, radio, giornali, cartellonistica e volantinaggio, anche se sono più dispendiosi e più difficili da monitorare. Altre iniziative interessanti per attirare l’attenzione di nuovi potenziali clienti, oltre che di colleghi e giornalisti, sono le sfilate e le fiere di settore.

APRIRE UNA BOUTIQUE DI ABITI DA SPOSA: ADEMPIMENTI BUROCRATICI

Per aprire una boutique di abiti da sposa è necessario portare a termine una serie di adempimenti burocratici obbligatori. Il primo passo è inviare al proprio Comune di residenza la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), un’autocertificazione con la quale si dichiara di possedere di tutti i requisiti necessari all’esercizio dell’attività. I passaggi successivi sono l’apertura della Partita Iva e l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria zona. Seguono l’iscrizione all’INPS, necessaria per versare i contributi previdenziali previsti dalla normativa vigente, e l’apertura della posizione INAIL, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Oggi, grazie al modello ComUnica, è possibile eseguire tutti i principali adempimenti amministrativi in un colpo solo. Ciò non toglie che la burocrazia in Italia sia nota per le sue lungaggini, ma se ci si fa assistere da un bravo commercialista esperto in tematiche fiscali e societarie il disbrigo di tutte le pratiche potrà essere effettuato correttamente e in tempi accettabili, evitando di commettere errori. L’aiuto del commercialista si rileverà prezioso anche per individuare i finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto che è possibile richiedere per aprire il proprio negozio di abiti da sposa.

 


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