Aprire un poligono: tutto quello che devi sapere

Aprire un poligono

Aprire un poligono di tiro necessita di una serie di autorizzazioni e permessi oltre che, naturalmente, di una progettazione specifica che rispetti una serie di norme di sicurezza. Inoltre, per potersi esercitare sarà necessario il porto d’armi. Va però sottolineato che se l’apertura del poligono viene effettuata da associazioni sportive, la normativa è meno rigida rispetto a quella che può essere, invece, per gli enti di diritto pubblico. Ancora più facile se si intende aprire un poligono privato, per utilizzo proprio.

Ma come bisogna procedere? In questa sede si parlerà soprattutto dell’apertura di un poligono di tiro da parte delle associazioni sportive. Va tuttavia evidenziato che, per i privati, è sempre possibile aprire un poligono all’interno di una proprietà, purché vengano rispettate le basilari norme di sicurezza. Per quanto riguarda invece un poligono che possa essere utilizzato da un pubblico ci si dovrà necessariamente attenere a una serie di norme ben precise.

Per prima cosa, prima di aprire un poligono di tiro, sarà necessario individuare un luogo facilmente delimitabile e abbastanza ampio da garantire la possibilità di esercitazioni di tiro. Una volta trovato il luogo adatto, si potrà scegliere di costituirsi in Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) e affiliarsi con l’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS) oppure con la Federazione Italiana di Tiro a Volo (FITAV) o ancora con La Federazione Italiana di Tiro Dinamico Sportivo (FITDS).

L’APERTURA DELL’ASD E L’AFFILIAZIONE A UNA FEDERAZIONE

L’UITS è un organo particolare, con le caratteristiche delle Federazioni Sportive affiliate al CONI e tuttavia giuridicamente sotto la sorveglianza del Ministero della Difesa. la FITAV e la FITDS, invece, sono Federazioni vere e proprie. A seconda del tipo di sport che si vuole praticare all’interno del proprio poligono, è necessario ricordare che per procedere con l’apertura per prima cosa è necessario fondare un’ASD e affiliarsi al CONI.

L’apertura dell’ASD non è complessa. Per velocizzare alcune pratiche può essere utile rivolgersi a un commercialista esperto di gestione delle associazioni sportive. Per fondare un’Associazione Sportiva Dilettantistica è necessario individuare almeno tre persone che saranno i Soci Fondatori e che dovranno redigere un Atto Costitutivo e uno Statuto. Inoltre, i fondatori dovranno definire i ruoli di Presidente, vice-Presidente e Segretario, ossia i tre ruoli fondamentali per l’apertura dell’ASD. Ulteriori soci, se presenti, potranno coprire i ruoli di Consiglieri o Tesorieri. Possono inoltre essere presenti Soci senza ruoli attivi nel Consiglio Direttivo.

Successivamente sarà necessario richiedere il Codice Fiscale per ASD e aprire una Partita IVA. Quest’ultima non è obbligatoria per le Associazioni Sportive Dilettantistiche ma è fondamentale in caso di sponsorizzazioni, contratti o altre attività commerciali permesse alle ASD.

Una volta completato l’iter per l’apertura dell’ASD sarà necessario procedere con l’affiliazione alla Federazione scelta e, quindi, richiedere il riconoscimento del CONI. Questa parte verrà svolta direttamente online tramite le credenziali rilasciate dalle Federazioni una volta depositata la documentazione di apertura dell’ASD presso la sede regionale.

Quando questa prima parte burocratica sarà completa, ci si potrà preoccupare dell’aspetto pratico, ossia dell’apertura del luogo in cui ci si potrà allenare al tiro.

LA SCELTA DEL LUOGO E LA MODALITÀ DI APERTURA DI UN POLIGONO

Il primo punto da prendere in considerazione quando si intende aprire un poligono di tiro riguarda il dove. La costruzione di un poligono, infatti, non può avvenire in zone vincolate paesaggisticamente o che presentano altro tipo di vincolo. Sarà quindi necessario assicurarsi, anche quando il terreno è di proprietà privata, che si possa utilizzare per tale destinazione. Per questo motivo può essere utile informarsi presso gli uffici del Comune e presso il Catasto assicurandosi che la documentazione visionata sia aggiornata.

Nell’area selezionata si dovrà poi sviluppare un progetto di costruzione del poligono, sia esso aperto o chiuso. Nel primo caso sarà necessario effettuare una perizia balistica e fonometrica nonché una valutazione sull’inquinamento acustico derivante dagli spari. In caso di rumore eccessivo si dovrà provvedere all’installazione di pannelli fono-assorbenti, da progettare in maniera differente a seconda dei casi.

Qualsiasi tipo di lavoro che verrà effettuato sul terreno necessario per aprire il poligono deve essere autorizzato dal Comune tramite SCIA. Per questo motivo è importante poter fare affidamento su una ditta di lavori specializzata e in grado di provvedere anche a tutta la parte burocratica necessaria per svolgere i lavoro, così come è necessario avere un commercialista di fiducia al quale rivolgersi per conoscere le procedure, i pagamenti e le autorizzazioni necessarie per procedere senza sbagliare e rischiare sanzioni.

COSA SUCCEDE A CONCLUSIONE DEI LAVORI

Una volta che il poligono sia pronto è necessario procedere con un collaudo. Il collaudo può essere effettuato secondo regole che possono variare a seconda delle Regioni. Si ricorda che, nel caso in cui si sia scelto di aprire un poligono di tiro da affiliare all’UITS il collaudo andrà effettuato in accordo con un ufficio tecnico della Questura secondo quanto richiesto dal regolamento del Genio Militare.

Infine, va ricordato che l’utilizzo di armi da fuoco prevede un elevato numero di rifiuti speciali, derivanti dai bossoli e dai proiettili o, nel caso di poligoni per tiro a volo, dai piattelli. Si tratta soprattutto di metalli o di ceramiche che vanno smaltiti come rifiuti speciali. Per questo motivo sarà necessario valutare un accordo con ditte specializzate nella raccolta e smaltimento di tali rifiuti.


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