Aprire un pizza hut: tutto quello che devi sapere

Il marchio è statunitense e rappresenta le pizzerie made in USA. Aprire un Pizza Hut significa entrare in una catena che sta avendo successo in diversi Paesi del mondo. In Italia il licenziatario e promotore del brand è il gruppo Autogrill Spa. Quindi se si vuole avviare questi tipo di attività sfruttando un nome conosciuto e affermato si deve fare riferimento alla formula del franchising.

A rendere famosa la catena di pizzerie americane ha contribuito anche il cinema, sono infatti molte le pellicole di Hollywood. Sono queste ad aver attratto anche molti italiani che non hanno voluto mancare l’occasione di assaggiare le pizze targate USA nei loro viaggi negli States. Una cena da Pizza Hut è diventato un must, tanto da spingere alcuni imprenditori a investire nell’affiliazione per creare un punto vendita nella propria città.

Va precisato che per gli italiani abituati alla pizza napoletana, il prodotto statunitense è un po’ particolare. Infatti già dal suo aspetto sembra più una torta salata, ma gli estimatori di questo preparato sono davvero molti. Forse è merito anche del marketing portato avanti dalla società fondata il 15 giugno 1958 dai fratelli Dan e Frank Carney. Hanno iniziato il loro business a Wichita, una città del Kansas.

Negli anni sono cresciuti e hanno cominciato ad espandersi per arrivare ad oggi con 12 mila ristoranti presenti in 100 Paesi. Tra questi, da pochi anni, c’è anche l’Italia, ma i primi risultati non sono stati esaltanti. Attenzione, però, a non farsi condizionare da un inizio poco esaltante. I primi Pizza Hut italiani sono apparsi nella città natale della pizza nostrana e nei dintorni. Sebbene sul menù siano apparse ricette innovative il gradimento è stato minimo.

Con un po’ di cambiamenti i ristoranti italiani affiliati alla più grande catena del mondo specializzata nella pizza hanno cominciato a conquistare il pubblico. La complicità non è solo di ingredienti e ricette, ma anche di un software sviluppato per consentire ai clienti di comporre la propria pizza. Non viene realizzata al computer, ma si ordina con una formula digitale. Ci si siede al tavolo e si clicca sui vari ingredienti scegliendo così come far preparare la propria pizza.

APRIRE UN PIZZA HUT: LA BUROCRAZIA

Avatar

Avviare una pizzeria è un business molto redditizio, sia perché la ristorazione risponde a un’esigenza delle persone, sia perché la pizza è economica e incontra così il favore del pubblico. Si tratta quindi di uno degli investimenti più sicuri al mondo, anche se ciò non significa tralasciare le competenze e l’iter burocratico. Due condizioni inevitabili per iniziare e avere successo.

Aprire un Pizza Hut consente di avere il supporto tecnico da parte dell’azienda a cui ci si affilia, ma c’è sempre una serie di passi da compiere da soli. Soprattutto in termini di burocrazia. Ecco perché affidarsi a un commercialista è consigliabile. Il professionista aiuta a preparare un business plan e quindi a valutare il contratto di affiliazione. Poi si occupa del disbrigo delle pratiche e fornisce la consulenza per la gestione fiscale dell’attività.

Quali sono gli adempimenti previsti? Non c’è nulla di complicato, ma bisogna fare molta attenzione per non sbagliare e incorrere in problemi che possono ritardare o bloccare lo svolgimento dell’attività. Intanto va considerato che questo tipo di ristorante deve avere un servizio da asporto e in più uno spazio in cui i clienti possano fermarsi a mangiare, ordinando al tavolo. Queste caratteristiche vanno stabilite per poter aprire la partita Iva e rientrare quindi nel giusto tipo di attività. 

Così come tali informazioni servono per l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Una volta completati questi due passaggi si deve presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune. Va trasmessa in via telematica prima di aprire un Pizza Hut. L’ente rilascia l’autorizzazione e comunica le note relative all’impresa all’Azienda Sanitaria Locale e ai Vigili del Fuoco perché possano fare le ispezioni di rito.

Infatti loro rilasceranno una certificazione per attestare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e antincendio. Senza il loro nullaosta non si può operare. Va comunque ricordato che se gli ispettori dovessero trovare qualcosa che non sia a norma si dovrebbe provvedere alla sistemazione entro un certo tempo e subire un’ulteriore ispezione. Questi sono gli adempimenti di avvio dell’impresa, ma ci vogliono anche alcuni requisiti.

APRIRE UN PIZZA HUT: I REQUISITI

L’iter burocratico per aprire un Pizza Hut è comunque condizionato dal possesso di alcuni requisiti. Non si tratta solo di competenze nella preparazione della pizza e nel servire i clienti. Ci vogliono un diploma di un corso professionale riconosciuto oppure di scuola alberghiera; un’esperienza di almeno due anni, svolta negli ultimi cinque anni, nel settore della ristorazione o della somministrazione di cibi e bevande; l’iscrizione al Registro Esercenti del Commercio. 

Quest’ultimo requisito è essenziali per somministrare alimenti e bevande. Ma non basta. Bisogna essere in possesso dell’HACCP, ottenibile frequentando un apposito corso sull’igiene nella preparazione e nella conservazione di cibi e bevande. Al termine del corso si deve superare un esame. Poi vanno aperte le posizioni Inps e Inail per titolare e dipendenti al fine di garantire il trattamento previdenziale e quello assicurativo.

Aprire un Pizza Hut non è diverso da avviare una qualunque pizzeria, quindi l’iter da seguire è il medesimo. È bene sapere che se il titolare non si occuperà della preparazione delle pizze, ma assumerà un pizzaiolo, sarà lui a dover possedere la certificazione HACCP e quindi possedere titoli di studio ed esperienze nel settore. Questo è un modo per avviare l’attività senza dover seguire corsi o comunque aver fatto studi nel settore.

APRIRE UN PIZZA HUB: COSTI E FRANCHISING

Se si sceglie di aprire un Pizza Hub bisogna disporre sia del servizio da asporto sia del servizio al tavolo. Ovviamente significa sommare le spese per attrezzare il locale per adottare entrambe le opzioni. Vanno quindi installati il forno a legna, un bancone per servire i clienti che portano via il cibo, una sala con tavoli e sedie per i clienti che si fermano a mangiare, servizi igienici, spogliatoio per i dipendenti, magazzino in cui conservare gli ingredienti e arredi per la conservazione di cibi e bevande.

Chiaramente nei costi vanno conteggiati l’affitto dei locali, i salari dei dipendenti, utenze, tasse e oneri, inclusa l’imposta per la pubblicità dovuta al Comune per avere l’insegna. Non devono essere dimenticate le spese per le materie prime, assicurazione e marketing, essenziale per farsi conoscere e attirare i clienti. Non si può fare un calcolo preciso, perché ci sono molti elementi che variano da caso a caso, ma l’elencazione delle voci di spesa aiutano a fare i conti.

Pizza Hut è un marchio molto conosciuto e diffuso in tutto il mondo, quindi il primo beneficio del franchising è quello di mettere a disposizione un logo noto. Così si può approfittare e ridurre la spesa di pubblicità. Meglio ricordare che utilizzare un brand di successo aiuta a limitare i rischi di fallimento dell’impresa, perché molti clienti scelgono il ristorante proprio in base alla sua appartenenza alla catena.

I consumatori sanno già cosa si mangia e quanto si paga e per questo frequentano il locale. Il risultato è simile a quello di acquistare una pizzeria già avviata. Ovviamente il supporto tecnico, il marchio e la rete di cui si entra a far parte prevedono un costo. La spesa in questo caso si aggira sui 40 mila euro circa. La somma è onerosa, ma si tratta di un investimento che porta sicuramente ad avere un ritorno più che soddisfacente.

Avviare una pizzeria in franchising è una buona idea a livello economico. Intanto si tratta di uno dei settori più sicuri. Il comparto non conosce crisi, perché le persone devono mangiare e con Pizza Hut possono contenere la spesa. Basta mantenere un livello di qualità e di economicità, rapportando così il prodotto al prezzo. In questo modo i clienti non mancheranno mai. 

Per comprendere la bontà dell’investimento basta fare attenzione alla quantità di scuole per pizzaioli nate negli ultimi anni in Italia. La cucina è sempre più importante nella vita delle persone, che amano essere stupite. A questo proposito è utile essere creativi e quindi proporre pizze diverse e innovative, da inserire nel menù accanto a quelle classiche, così da conquistare tutti i palati.