Aprire un pastificio all’estero: tutto quello che devi sapere

Aprire un pastificio all' estero

L’Italia è il primo paese al mondo per qualità del cibo. Nella nostra cultura ogni alimento viene valorizzato al meglio e siamo disposti a spendere tempo e denaro per godere dei piaceri della tavola.
In altre nazioni si ha un rapporto diverso con l’alimentazione. É infatti dall’estero che nasce l’idea del fast food, un luogo in cui mangiare velocemente per poter poi tornare al lavoro o comunque ad altre attività considerate più interessanti.

Agli occhi di un italiano la pasta all’estero viene “maltrattata” perché è addirittura venduta in barattolo come un cibo precotto o condita con salse di bassa qualità come il ketchup.
Questo però non vuol dire che non ci sia un buon mercato del nostro gustosissimo alimento. É infatti considerata un prodotto di lusso e si può cercare di aprire un mercato che si rivolga proprio agli intenditori del buon cibo disposti a spendere cifre considerevoli pur di mangiare all’italiana.

Come organizzare un pastificio all’estero

La prima scelta da fare è quella di stabilire se si vuole aprire un pastificio industriale o un negozio di pasta fresca aperto al pubblico.
Nel primo caso ci si rivolgerà infatti a grandi realtà di distribuzione o a grandi acquirenti come i ristoranti. Nel secondo caso si dovrà mettere in campo una strategia di marketing che permetta al negozio di radicarsi su un territorio specifico ed eventualmente, se gli affari andranno bene, si potrà aprire una nuova sede in un’altra zona.

La scelta non dipende solo dai desideri e dalle ambizioni personali, ma anche dalle disponibilità di budget che si hanno a disposizione perché creare una piccola industria è più complesso rispetto all’avviare di un piccolo negozio.
I costi dipendono inoltre dai paesi scelti. Nazioni come la Francia o l’Inghilterra necessitano di budget di partenza molto alti, mentre in zone come l’est Europa si può iniziare anche con cifre modeste.

Come scegliere una sede adatta

La produzione della pasta richiede senza dubbio strumenti e ambienti con un’opportuna climatizzazione e ventilazione. Non ci si potrà quindi accontentare di una sede qualsiasi, per la propria impresa, ma si dovranno scegliere dei locali adatti alla produzione e conservazione del cibo.

Nel caso in cui si decida di avviare un punto vendita aperto al pubblico è possibile preferire una sede che abbia le giuste caratteristiche per la realizzazione della pasta e un negozio collocato in un luogo adatto ad attirare la clientela al dettaglio.
Conviene sfruttare il fatto che all’estero la pasta fresca può essere proposta come un cibo di lusso e quindi è utile scegliere un locale adatto a raggiungere agevolmente una clientela economicamente agiata e disposta a spendere molto per il piacere di gustare un primo all’italiana.

Come promuovere la pasta all’estero

Come per ogni altro alimento, il miglior per permettere alle persone di apprezzarlo è concedere un assaggio. Nel momento in cui si decide di avviare un pastificio si può programmare una festa di inaugurazione in cui offrire degustazioni di pasta secondo le migliori ricette della nostra tradizione.

A questo scopo si potrà fare rete con eventuali esportatori di salse italiane o anche di salse tipiche del luogo per generare un virtuoso connubio tra le nostre tradizioni e quelle del posto.

Si può inoltre produrre materiale pubblicitario con foto e ricette dei piatti che possono essere preparati con la pasta. Tale materiale può essere dato in omaggio ai passanti o anche distribuito con apposito volantinaggio.
É inoltre da considerare l’idea di acquistare spazi pubblicitari sui giornali locali e pubblicare come inserzione la foto di un piatto affiancata dalla ricetta e naturalmente dai contatti del pastificio.

In quale nazione aprire un pastificio?

Scegliere di avviare un’attività imprenditoriale all’estero con buona probabilità vuol dire trasferirsi lì e restarvi a vivere. É quindi importante preferire un paese in cui ci si sente a proprio agio e nel quale si ha voglia di trascorrere un periodo della propria vita.

Perchè gli affari prosperino è importante stabilire la sede del pastificio in un luogo in cui ci sia una platea di persone in grado innanzitutto di apprezzare i prodotti proposti e quindi disposta a spendere pur di averli.
Per chi è agli inizi la scelta migliore è quelle di una città abbastanza popolata per sperare di aprire un mercato, ma dove allo stesso tempo non si rischi di restare schiacciati dalla concorrenza.

Ma come bisogna fare per aprire un pastificio all’estero?

Rispondere a questa domanda è piuttosto complesso perché tutto dipende dallo stato in cui si decide di andare.
Innanzitutto bisogna valutare se ci sono i presupposti per essere accolti come imprenditori in un altra nazione. Naturalmente spostarsi nei paesi comunitari è abbastanza semplice, ma per recarsi in altri continenti potrebbero esserci delle complicazioni.

Se si è scelto uno stato e si hanno tutti i requisiti per potervi permanere ci si dovrà informare in merito alle normative vigenti per l’apertura di un pastificio.
In Italia le normative sulla produzione e la distribuzione del cibo sono molto raffinate.
In altri stati si potrebbero trovare regole un po’ più rigide, in molti altri casi, le norme sull’igiene saranno meno restrittive.

Ad ogni modo è necessario conoscerle in maniera approfondita. Il rispetto della legge impone talvolta delle scelte che hanno forti impatti sui costi di gestione e quindi anche sulle valutazioni relative alla convenienza stessa di avviare un’attività.
Oltre a questo tipo di leggi bisognerà essere informati sui regolamenti fiscali e il tipo di tassazione a cui si va incontro. Infine occorrerà essere consapevoli dei diritti e dei doveri dell’eventuale personale da assumere.

Insomma sono molte le informazioni da raccogliere per realizzare un vero e proprio progetto di apertura di un pastificio all’estero e in ogni caso per avviare un’attività imprenditoriale è bene farsi aiutare da esperti in materia legale e fiscale.

 


  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.