Aprire un parcheggio: tutto quello che devi sapere

Aprire un parcheggio

Nelle città uno dei problemi più sentiti riguarda la sosta delle vetture. Gli italiani continuano a preferire il mezzo proprio rispetto a quelli messi a disposizione dal trasporto pubblico e questo genera traffico, ma soprattutto difficoltà a rintracciare un posto dove lasciare l’automobile. Aprire un parcheggio significa quindi dare una risposta alle tante persone che devono spostarsi in città senza saper dove riporre il veicolo nelle ore in cui si trova in ufficio o comunque quando non usa l’autovettura.

Realizzare una struttura privata, non solo in ambito urbano, ma anche vicino a porti, aeroporti e stazioni ferroviarie consente agli automobilisti di avere un supporto importante. Non manca certo la concorrenza ma i parcheggi sembrano non bastare mai e costituiscono inoltre una buona fonte di guadagno. La crescente richiesta permette al titolare di un’impresa operante nel settore di assicurarsi un reddito costante, tuttavia è bene tenere a mente che la strada da percorrere è complessa.

Non è certamente impossibile affrontare la burocrazia, ma è opportuno sapere che ci sono diverse normative al riguardo che chiedono specifici requisiti e soprattutto procedure da seguire scrupolosamente. Va richiesta un’autorizzazione comunale per poter lavorare offrendo questo tipo di servizi. L’aiuto di un commercialista è essenziale per poter esaminare le richieste di legge e compilare la documentazione necessaria da trasmettere ai diversi uffici competenti, a partire dal Comune.

Il professionista si può occupare direttamente della burocrazia e fornire consigli per la preparazione del business plan. Prima di iniziare a realizzare l’impresa va fatto uno studio approfondito circa il mercato a cui ci si riferisce, sulla presenza di concorrenti con un focus sui vari servizi da loro offerti, sulle abitudini e sulle necessità della popolazione o dei visitatori del posto. A questo punto si ricavano i dati necessari a conoscere il settore.

Si procede così alla definizione degli obiettivi, all’individuazione delle azioni da compiere con la relativa tempistica. Si effettua un calcolo delle spese previste e dei possibili ricavi in modo da verificare la convenienza dell’apertura del parcheggio. Se si vuole procedere a quel punto si avvia l’iter trovando l’area e rispondendo ai vari adempimenti previsti dalla normativa vigente per questo tipo di attività.

APRIRE UN PARCHEGGIO: LE NORME

Le leggi che regolano le aree di parcheggio private sono molte e indicano il comportamento da tenere nelle varie situazioni. Bisogna quindi scegliere il tipo di servizio offerto tra parcheggio scoperto o coperto, ma generalmente per aprire un parcheggio bisogna aprire un’autorimessa per la quale servono specifiche autorizzazioni. L’immobile rappresenta un elemento fondamentale per l’applicazione delle normative. Va precisata la dimensione e bisogna optare per una struttura la cui destinazione d’uso sia compatibile con la realizzazione di posti auto.

Si deve stabilire quindi se si vogliono più piani oppure solo il livello della strada. Meglio interfacciarsi da subito con il Comune per verificare il Piano Regolatore e sapere esattamente dove e come si possa realizzare l’area di parcheggio. L’ente è responsabile del rilascio delle autorizzazioni per l’apertura della struttura a pagamento, tra cui va ricordata la concessione per lo sfruttamento del suolo pubblico. Tale documento è comunque vincolato al nullaosta rilasciato dai Vigili del Fuoco dopo un’ispezione al locale per la verifica del rispetto delle norme antincendio.

Per aprire un parcheggio si deve essere in possesso di alcuni requisiti, senza i quali non si può neppure presentare l’istanza al Comune: avere la fedina penale pulita, cioè priva di condanne di alcun tipo; avere un certificato antimafia debitamente compilato; gli opportuni certificati di destinazione urbanistica dei locali all’interno dei quali si vuole realizzare l’autorimessa. Sono queste le credenziali che esaminano i tecnici prima di concedere l’autorizzazione.

Il Comune entro cinque giorni dal ricevimento della richiesta provvede a inoltrare la documentazione al Prefetto che si pronuncia entro 60 giorni circa l’esistenza dei requisiti necessari da parte del titolare dell’impresa. Se la segnalazione viene approvata dagli uffici governativi si può procedere con la realizzazione della struttura e quindi la predisposizione del parcheggio. Con il rilascio dell’autorizzazione il Comune indica gli orari di apertura del parcheggio, stabilendo così quando si possono accogliere i veicoli.

Oltre a tali procedure e adempimenti bisogna fare richiesta di attribuzione della partita Iva all’Agenzia delle Entrate e quindi effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Infine vanno aperte le posizioni Inps e Inail per il trattamento previdenziale e assicurativo del titolare e degli eventuali dipendenti. Non bisogna dimenticare di registrare l’entrata e l’uscita dei veicoli per calcolare e fatturare gli incassi su cui pagare le tasse.

APRIRE UN PARCHEGGIO: L’IMMOBILE

La scelta dell’immobile rappresenta uno degli aspetti più importanti per aprire un parcheggio, perché si tratta di stabilire lo spazio in cui ospitare i veicoli e di poter essere autorizzati. In ogni modo è necessario trovare una struttura adeguata rispetto al Piano Regolatore comunale e quindi alla zona da servire. Bisogna riuscire a combinare le esigenze del territorio con le normative. In ogni modo la scelta della zona è altrettanto importante.

Meglio prediligere un’area ricca di uffici in un centro urbano ampio, così da trovare facilmente la clientela. In alternativa potrebbe essere una buona scelta la vicinanza con porti, aeroporti e stazioni ferroviarie perché gli automobilisti partono per i loro viaggi e necessitano di uno spazio in cui lasciare la vettura durante la loro assenza. Va tuttavia considerato che esistono diverse autorimesse, quindi per aprire un parcheggio ci vuole un business plan.

Va verificata la presenza dei concorrenti e quindi compresa la domanda dei potenziali clienti per riuscire a predisporre una risposta adeguata e conquistare gli automobilisti. Ovviamente la zona deve essere comoda e facile da raggiungere. In merito ai competitor è da evidenziare che la loro presenza risulta maggiore nelle vicinanze delle diverse stazioni di partenza. Ciò non deve far desistere, ma essere un incentivo per creare e offrire servizi differenti, così da incontrare l’apprezzamento della clientela.

La possibilità di avere una struttura ampia con posti coperti e scoperti e a più piani consente di diversificare la sistemazione per le automobili e quindi le relative tariffe, riuscendo ad accontentare le esigenze di tutti. A parte un piccolo ufficio e i servizi igienici non sono necessari altri ambienti, quindi si può destinare la quasi totalità della metratura al ricovero dei veicoli e ottimizzare lo spazio per l’attività.

APRIRE UN PARCHEGGIO: IL FRANCHISING

Ci sono aziende sul mercato che praticano il franchising e permettono di aprire un parcheggio concedendo lo sfruttamento di un marchio affermato. Questa soluzione può aiutare a contenere i costi e soprattutto permette di avere un supporto tecnico da parte degli esperti. A disposizione dell’imprenditore ci sono tecnici specializzati pronti a fornire una consulenza sulla strutturazione, in termini di dimensioni e servizi, della propria autorimessa.

In particolare i marchi nazionali puntano alle attività collocate intorno a porti e aeroporti per offrire un servizio dedicato a chi viaggia e raggiunge tali stazioni in automobile. In questo caso si deve garantire un servizio per 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, quindi risulta essenziale assumere personale per fare i turni e quindi bisogna disporre di navette che collegano il parcheggio al porto o all’aeroporto. Infatti i clienti lasciano l’auto e raggiungono la stazione di partenza con un pulmino messo a disposizione dalla struttura.

Il costo va incluso nella tariffa praticata. Il franchisor in ogni modo fornisce tutti i dettagli circa i servizi da proporre alla clientela e in relazione alle modalità di gestione della struttura. Ovviamente il supporto ricevuto non è gratuito, ma soggetto al pagamento di una tassa d’ingresso oppure al riconoscimento di una parte dei profitti. Per conoscere le offerte delle aziende disponibili sul mercato basta chiedere di avere copia del modello di contratto.

Il commercialista può dare una mano ad esaminare le proposte per selezionare la più conveniente rispetto alle esigenze del titolare dell’impresa. A quel punto si può firmare il contratto e iniziare a lavorare. Naturalmente il franchising non esonera in alcun modo dalla richiesta delle autorizzazioni, ma al limite l’azienda a cui ci si affilia può dare alcuni consigli da seguire per raggiungere l’obiettivo. Nel caso si disponga di una struttura di proprietà va comunque presentata la documentazione al Comune perché si verifichi se possa essere adibita a parcheggio.

 


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