Aprire un negozio di usato: tutto quello che devi sapere

APRIRE UN NEGOZIO DI USATO: UNA BUONA SCELTA

Oggi più che mai c’è un’esigenza di risparmio diffusa tra la gente, ma è la ricerca dell’occasione che permette di dare una soluzione attraverso un’impresa. Ecco perché può essere interessante aprire un negozio di usato. L’usato, in ogni ambito, assume un valore, perché permette a chi si priva del bene di realizzare un guadagno, recuperando almeno una parte della spesa iniziale. Chi compra trova qualcosa di utile, pagandolo meno rispetto ad un oggetto nuovo. Avere chi colleziona l’usato, lo rende visibile e lo rivende è un aiuto prezioso, pagando una commissione, si trova la scelta è una vetrina per osservare a fondo il prodotto.

Aprire un negozio di usato è facile e lascia ampia scelta sulla merce da trattare. Possono essere abiti, mobili, ieri e molto altro. Il mercato dell’usato può portare un gran contributo nell’economia del paese, ovviamente anche per chi apre un negozio trattando questo tipo di articoli. La crescita di fatturato del settore e l’aumento di attività commerciale con questa specifica indicano buone prospettive.

Non bisogna spaventarsi della concorrenza, perché c’è spazio, clientela e materiale. Basta lavorare con attenzione alla qualità dei prodotti. Tra l’altro un aiuto normativo a supporto di tale attività arriva dall’Unione Europea.

COSA SI DEVE FARE PER L’APERTURA?

Aprire un negozio di usato, definito anche mercatino, pur essendo all’interno di un locale chiuso. Le norme di riferimento e l’iter burocratico è lo stesso rispetto ad un normale negozio. Ciò significa che si deve, in ogni caso, definire il tipo di attività, ovvero scegliendo il settore di pertinenza, a seconda della merce che si desidera commerciare. Vi è l’opportunità di vendere articoli di differenti settori merceologici.aprire un negozio di usato

Per quantificare i costi è necessario tenere conto di diversi fattori, legati al territorio in cui si interviene e all’esperienza personale. Il primo passo è l’individuazione di un locale da utilizzare per il negozio. Due dati utili riguardano la metratura: in generale, secondo le varie esperienze, servono 200 metri quadri per un negozio monotematico, mentre se si trattano oggetti provenienti da diversi ambiti, i metri quadri diventano 600.

L’edificio in cui si apre i lavori negozio non deve essere troppo umido e funzionale rispetto all’attività svolta e ai prodotti messi in vendita. Inoltre bisogna scegliere la posizione. Deve essere ben inserito nel centro abitato, facilmente raggiungibile e con una buona area di parcheggio. Non c’è dubbio che la valutazione di tali aspetti va assolutamente fatta sul singolo territorio.

La clientela è piuttosto variegata e per questo è importante avere regole precise su cui lavorare per acquisire la merce o tenerla in conto vendita, in modo da definire le commissioni o i rapporti con gli acquirenti e coloro che sono interessati a vendere i loro oggetti usati. A questo proposito bisogna stipulare dei veri e propri contratti con i venditori, con la descrizione della merce, l’indicazione delle parti, del prezzo di vendita, della percentuale da corrispondere al titolare del negozio, quindi i riferimenti per gli eventuali contenziosi.

Il sistema della vendita senza l’acquisto della merce, in accordo con il proprietario originario dell’oggetto, consente di risparmiare denaro sull’investimento iniziale e ovviamente sulla gestione dell’attività commerciale. Un fattore importante per coloro che non hanno disponibilità finanziarie di una certa entità di non dover rinunciare a realizzare il progetto di aprire un negozio di usato.

LE PROCEDURE FISCALI CAMBIANO RISPETTO AD ALTRI NEGOZI

Intanto va precisato che questo tipo di impresa è assimilabile all’agenzia di servizi. L’IVA non viene cancellata, ma applicata secondo le fatture emesse per le vendite. La differenza è soprattutto incentrata sull’applicazione dell’Iva circa la merce trattata in modalità di conto vendita. In questo caso vi è la totale esenzione dell’imposta sul valore aggiunto perché vale come vendita tra privati.

Chi desidera aprire un negozio di usato può rivolgersi ad un commercialista per poter conoscere nel dettaglio le regole e le opportunità riservate al tipo di impresa per evitare di commettere errori e incorrere quindi in sanzioni. Le eventuali provvigioni, se si sceglie una modalità di vendita differente, così come l’emissione di fattura portano la situazione al normale regime fiscale dei negozi.

I COSTI

Il calcolo da fare dipende dai tanti fattori già menzionati, tuttavia, al di là delle cifre, va ricordato che si devono mettere in conto l’acquisizione del negozio o il suo affitto, le spese di allestimento, di costituzione dell’impresa, delle utenze, delle pulizie, degli eventuali dipendenti e della promozione. Si deve aggiungere la necessaria spesa per un commercialista che segua le pratiche. Ci sono tuttavia altre strade che potrebbero consentire variazioni sulle spese generali. C’è l’opportunità di aprire un franchising, utilizzando un marchio con diffusione nazionale.

Grazie alle nuove tecnologie si può inoltre pensare al commercio online, allestendo un negozio su internet e dovendo fisicamente avere soltanto un magazzino. Una modalità nuova, che non assicura un risparmio. Il web richiede un lavoro costante, la capacità di conservare la merce e quindi di curare la logistica per la spedizione dei materiali. Può risultare utile farsi fare un preventivo da un’agenzia web per l’e-commerce e di in agenzia di trasporti per capire e valutare la convenienza.