Aprire un mulino: tutto quello che devi sapere

Il mulino oltre alla sua funzione pratica ha da sempre generato fascino e bellezza. Secondo la definizione ufficiale, il mulino è uno strumento che tramite il movimento meccanico ( prodotto dal vento, dall’acqua, dall’energia elettrica o trazione umana e animale) esegue un lavoro di macinazione, generalmente cereali.
Tale strumento trovava una vasta applicazione in epoche passate (fino alle metà del ‘900) per poi cadere in disuso con l’avvento massivo della lavorazione industriale. Aprire un mulino al giorno d’oggi può ancora rappresentare una valida occasione imprenditoriale?

APRIRE UN MULINO: COSA SAPERE?

Aprire un mulino

Aprire un mulino è un qualcosa di diverso rispetto alla miriade di attività commerciali esistenti. Come già accennato, il mulino non trova grande spazio nell’epoca in cui viviamo. Le ragioni sono molteplici e non sempre sono buone, le industrie riescono a svolgere un lavoro molto più alto per quanto riguarda la capacità di macinazione, ma la qualità e il lavoro artigianale che c’è dietro la macinazione è andato quasi del tutto perso.

Il mulino quindi svolge il lavoro della macinazione (molto spesso dei cereali) per produrre la farina e altre materie prime. La persona che si occupa di gestire tale processo è definito mugnaio e deve essere esperto di cereali e frumento. In passato tale mestiere era molto considerato e i guadagni erano più che buoni.

APRIRE UN MULINO: BUROCRAZIA E AUTORIZZAZIONI

Per poter avviare, trasformare o trasferire un mulino per cereali dovrà essere presentata innanzitutto la segnalazione di inizio attività (SCIA) che dovrà essere allegata alla comunicazione da inviare al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia di appartenenza. La segnalazione deve tenere conto della classificazione dei mulini per cereali:

– mulini a bassa macinazione: sono dotati di palmenti, cilindri e apparecchi di pulitura ma non sono in grado effettuare il sezionamento graduale e progressivo dei prodotti sottoposti alla macinazione;

– mulini ad alta macinazione: sono dotati di cilindri automatici e semiautomatici, nonché di apparecchi completi di pulitura, prepulitura e lavaggio delle materie trattate. Essi sono in grado di effettuare il sezionamento graduale e progressivo delle materie sottoposte a macinazione.

Inoltre sul sito della camera di commercio è possibile consultare l’elenco dei mulini in regola con le normative vigenti per dare una maggiore visibilità a tali attività e assicurare una maggiore garanzia agli utenti.

In caso di nuovo impianto, dovranno essere allegati alla SCIA, i seguenti documenti:

– 1 piantina planimetrica dei locali firmata e bollata;
– relazione firmata da tecnico abilitato ove si evince la conformità dell’impianto;
– dichiarazione circostanziata in cui il proprietario si assume la responsabilità penale riguardo i locali dello stabilimento;
– certificazione in cui si dichiara di essere in possesso dell’agibilità;
– certificazione di assunzione della responsabilità riguardo gli incendi per i mulini dotati di una potenza di macinazione superiore ai 200 quintali;
– dichiarazione per aver presentato la SUAP e la DIA in relazione alle norme igienico-sanitarie;
– dichiarazione di assunzione di responsabilità penale riguardo le emissioni nell’atmosfera.

A seguito di tali dichiarazioni e autorizzazioni il mulino avrà tutte le carte in regola per poter essere avviato.

APRIRE UN MULINO: QUANTO GUADAGNA UN MUGNAIO?

I ricavi che si possono generare da tale attività dipendono dalla quantità e dalla qualità delle materie ottenute. Il mugnaio deve riuscire ad inserirsi in un settore dove ormai i grandi marchi e le aziende presenti sul territorio nazionale hanno il predominio del mercato. All’estero però le figure dei mugnai specializzati sono molto ricercate e pagate. In Italia un capo mugnaio riesce a trarre uno stipendio che spazia tra i 2.500 euro e i 4.000 euro, che non sono male ma all’estero la retribuzione sale vertiginosamente visto che in medio oriente e nelle Americhe si raggiungono i 10.000 euro.

Per quanto riguarda i ricavi del mulino, non è possibile fare una stima precisa ma se il grano prodotto risulta di ottima qualità e la macinazione avviene in maniera ottimale, sarà compito dell’imprenditore sfruttare le proprie abilità commerciali per cercare di piazzare i prodotti nel miglior modo possibile, magari sfruttando il mercato estero dove i prodotti e le materie prime italiane sono da sempre molto richieste.

APRIRE UN MULINO: CONVIENE?

L’apertura di un mulino è sicuramente una scelta non comune e che non dà garanzie di successo. Come osservato le industrie consolidate dominano il mercato e producono in grandi quantità. L’imprendiotre che decide di scegliere questa via deve innanzitutto trovare le risorse finanziarie per acquistare lo stabilimento, le materie prime e assumere personale specializzato.

La maggior parte dei mulini sono a conduzione familiare, solo una sessantina posso essere classificate di medio-grandi dimensioni e contano più di 200 operai specializzati. Si tratta comunque di un’attività dove è richiesta molta conoscenze del settore e una grande responsabilità. In poche parole aprire un mulino rappresenta una vera e propria sfida per i tempi che corrono, inoltre è molto raro che un imprenditore che non sia già proprietario di famiglia, decida di investire comprando un mulino.

L’attività del mugnaio invece è ancora molto apprezzata e pagata più che bene anche nel nostro paese, se in famiglia si possiedono mulini si potrebbe tentare questa strada e far carriera puntando al ruolo di capo mugnaio.