Aprire un motoclub: tutto quello che devi sapere

La passione per la motocicletta e la necessità di uno svago per recuperare le energie spese nella stressante quotidianità accomunano molte persone. Ecco che in questo contesto si può aprire un motoclub per guadagnarsi da vivere e fornire un servizio alla gente che vuole divertirsi con la propria due ruote. Si tratta di una vera e propria impresa destinata a svolgere un’attività esclusiva per un gruppo di persone, i soci.

Non ci si può rivolgere al pubblico, ma solamente alle persone che si iscrivono. A fronte di tale obbligo vengono offerte differenti agevolazioni fiscali che permettono di monetizzare in modo soddisfacente i servizi erogati. Certamente molto dipende dalle attività proposte, dalla quota associativa e dal numero di aderenti. Tuttavia si tratta di un lavoro che può essere redditizio.

L’avvio di un circolo privato, indipendentemente dalla tipologia di attività, richiede molto impegno perché i soci sono clienti esigenti e quindi bisogna lavorare prestando la massima attenzione a ogni singolo dettaglio. Si deve saper rispondere alle specifiche esigenze degli iscritti. Si deve quindi conoscere molto bene il settore in cui si opera per mettere a punto le varie proposte da rivolgere agli aderenti.

La competenza viene comunque unita alla passione, quindi lo spirito che porta a intraprendere questo tipo di attività è sicuramente la voglia di condividere qualcosa che piace e di incontrare persone con gli stessi interessi con cui socializzare. Il motoclub, come qualsiasi circolo, deve basarsi su questi presupposti. Ci vogliono regole da seguire e naturalmente non si deve avviare un club solo per usufruire delle agevolazioni statali.

Avviare un club significa avere una finalità culturale e ricreativa, ma anche solidaristica. Non vi è quindi un espresso scopo commerciale, ma ciò non esclude le opportunità di guadagno. Un’entrata interessante che prevede alcuni limiti imposti dalla normativa vigenti. Il mancato rispetto della legge porta a pesanti sanzioni che possono arrivare anche a far chiudere il circolo. Come accennato a incidere sul calcolo dei profitti contribuiscono molti fattori come il numero dei soci e l’entità delle quote annuali pagate, legate alle attività svolte.

A favorire il guadagno sono soprattutto la vendita di cibi e bevande all’interno del club, che permette di pagare uno stipendio al gestore e avere un introito interessante per il titolare. Le due figure possono coincidere, ovvero il gestore è il fondatore del motoclub. Chi avvia il circolo può esserne il presidente o far comunque parte del direttivo. In relazione ai guadagni si possono poi prevedere entrate anche dall’organizzazione di gite oppure di manifestazioni.

APRIRE UN MOTOCLUB: LE ATTIVITÀ

Aprire un motoclubA stabilire i criteri per aprire un motoclub e per ottenere le agevolazioni è la legge. La riduzione sul pagamento di tasse e imposte è vincolato al divieto di apertura al pubblico. Si possono però praticare prezzi più favorevoli per i soci approfittando proprio dei vantaggi fiscali. La quota associativa diventa così conveniente. Gli iscritti ricevono la possibilità di usufruire dei locali e delle attrezzature, possono comprare gli articoli commerciati a prezzi più bassi rispetto a quelli praticati da attività commerciali esterne.

Quali sono le attività da proporre agli aderenti? Prima di rispondere alla domanda è opportuno precisare che si può derogare al limite dell’accesso esclusivo ai soci per una o due volte l’anno. Lo scopo deve essere quello di far conoscere il club e di annoverare nuovi iscritti. Per le manifestazioni pubbliche è però necessaria un’autorizzazione comunale. Aprire un motoclub vuol dire creare iniziative dedicate agli appassionati della due ruote.

Si possono quindi organizzare pranzi e cene, viaggi in motocicletta, raduni, gare, conferenze e quanto possa interessare i soci nel settore. A questo proposito però va specificato che si devono prevedere nello statuto le differenti tipologie di attività, perché a regolarle sarà proprio l’atto interno approvato dai soci fondatori e accettato dagli iscritti. Se si decide di avere un servizio di bar e ristorante interno è necessario dichiararlo nella carta statutaria. Lo stesso vale per la vendita di prodotti e accessori per i motociclisti. Tutto va disciplinato correttamente, così da avere le agevolazioni.

APRIRE UN MOTOCLUB: I LOCALI E I COSTI

Definite le attività da proporre ai soci, bisogna trovare dei locali adatti dove gli iscritti possano ritrovarsi e prendere parte alle iniziative oppure bere e mangiare al bar interno. L’ampiezza deve rispettare le normative e quindi essere adeguata al numero di persone che frequentano gli spazi. Gli arredi e le attrezzature devono essere a norma ed essere all’altezza dell’offerta destinata ai componenti del circolo.

Per aprire un motoclub è bene disporre di locali accoglienti e confortevoli, in questo modo sarà più facile raccogliere nuove iscrizioni e far crescere la propria realtà, aumentando anche i guadagni. Chiaramente le attrezzature devono essere riferite al tipo di attività svolte. Trattandosi di un circolo destinato alla due ruote è bene disporre di un’area di parcheggio sufficientemente ampia e magari protetta da una recinzione.

Se si intende avviare un bar o ristorante interno è opportuno avere un salone abbastanza ampio per mettere tavoli e sedie e quindi un servizio igienico, una cucina e spazio per il bancone del bar. Sarà utile avere un ufficio per la gestione delle pratiche e una stanza in cui possano svolgersi le riunioni del direttivo e dell’assemblea. Potrebbe essere una buona idea, qualora si aggiunga l’attività sportiva, avere un locale per esporre coppe e riconoscimenti.

I locali per aprire un motoclub possono essere presi in affitto oppure acquistati e questo certo costituisce un investimento importante. Poi, sempre in relazione ai costi da sostenere, bisogna pensare alle attrezzature e all’eventuale personale. Se oltre al gestore, per l’eventuale bar e ristorante, fossero necessari camerieri per poter servire i soci, si dovrebbero aggiungere spese per salari e contributi.

Nel bilancio vanno aggiunti i costi per le attrezzature e le utenze. Ci saranno poi alcune tasse, sebbene ridotte, e spese di organizzazione delle attività, ma questo dipende appunto dalle decisioni dei fondatori. Inoltre ci sarà la parcella annuale del commercialista, una figura indispensabile per adempiere correttamente agli obblighi di legge. Il professionista però può aiutare anche nella redazione del business plan e quindi consigliare il cliente sulla strada migliore da intraprendere per l’avvio del club.

APRIRE UN MOTOCLUB: ADEMPIMENTI BUROCRATICI

Con l’ausilio del commercialista si possono affrontare con serenità anche i vari adempimenti previsti dalla burocrazia. Quali sono gli obblighi normativi per aprire un motoclub? Il primo passo riguarda la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto contenenti criteri democratici per l’elezione degli organi di indirizzo e nello svolgimento dell’attività. Una volta predisposti tali documenti si può procedere alla registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, richiedendo codice fiscale e partita Iva. Quest’ultima è necessaria per svolgere attività commerciale.

Si deve poi provvedere all’iscrizione alla Camera di Commercio. Quindi ci si deve affiliare a un ente di promozione sociale nazionale se si desidera aprire un bar o un ristorante. Non è indispensabile per un motoclub, ma potrebbe essere utile per dare un servizio in più ai soci e dare loro maggiori ragioni di partecipare. L’ente nazionale consente di avere le autorizzazioni richieste dalla legge.

Se si vuole fare somministrazione di cibi e bevande ci vuole anche un’autorizzazione rilasciata dal Comune. Si presenta l’istanza compilando il modulo a cui allegare il certificato dei carichi pendenti del responsabile, le autorizzazioni igienico-sanitarie rilasciate dal’Azienda Sanitaria Locale, la Segnalazione certificata di iniziò attività e il certificato HACCP. Quest’ultimo ottenibile con un corso apposito, dopo aver superato l’esame.

Quando si organizzano eventi con musica e spettacoli va effettuato un pagamento a forfait alla SIAE per i relativi diritti. Ci sono tariffe prefissate contenenti sconti. Naturalmente, come accade per qualsiasi attività commerciale, i locali verranno ispezionati dai Vigili del Fuoco per verificare il rispetto delle norme antincendio. L’ASL ispezione invece il club se c’è la somministrazione di cibi e bevande.