Aprire un hotel in Thailandia: tutto quello che devi sapere

Sono sempre di più le persone che decidono di abbandonare l’Italia per l’elevata tassazione e per la crisi economica di cui si sentono ancora gli effetti. Trasferirsi all’estero e orientare i propri investimenti oltre i confini nazionali significa scegliere con attenzione il tipo di attività e soprattutto la destinazione. Aprire un hotel in Thailandia consente di avere un ritorno soddisfacente e di realizzare il proprio sogno.

La Thailandia è una meta turistica che gode di grande interesse da parte dei viaggiatori e alcune località all’interno del Paese sono particolarmente gettonate. Tuttavia c’è ancora molto spazio per sviluppare attività nel settore della ricezione. Ecco perché avviare un albergo è consigliabile per chi vuole portare sul territorio locale standard occidentali e internazionali. A parte qualche grande catena di hotel, ci sono strutture che rispecchiano tradizioni e abitudini del posto.

Dipende dall’entità dell’investimento, ma rivolgersi alla clientela internazionale portando un albergo in grado di rispondere a determinate esigenze può essere una scelta vincente. Sicuramente si ottengono guadagni tali da poter vivere in maniera più che dignitosa. Come accade in Italia e nel resto del mondo per intraprendere il lavoro nel settore alberghiero richiede il possesso di specifici requisiti e anche di poter contare su basi solide.

Sono necessarie capacità imprenditoriali, abilità nelle relazioni interpersonali, essere pronti a sacrificare la propria vita e una forte motivazione. A questi aspetti si aggiunge una certa disponibilità economica. Infatti sebbene i costi nel Paese siano inferiori rispetto all’Italia e ci siano agevolazioni, bisogna prepararsi a spendere. Più elevati saranno gli standard maggiori saranno i costi da sostenere.

Non manca il rischio di fallimento, per questo i presupposti sono essenziali per riuscire nell’attività. Poi si deve selezionare con cura la location, sia in termini di città sia di posizione al suo interno. Sono due variabili importanti per raggiungere il successo.

APRIRE UN HOTEL IN THAILANDIA: FINANZIAMENTI

Aprire un hotel in ThailandiaAffidandosi a un commercialista si può ottenere un aiuto concreto e professionale per redigere il business plan. Un elemento indispensabile per pianificare le attività e raggiungere il successo. Per aprire un hotel in Thailandia bisogna esplorare le opportunità e soprattutto le leggi e i finanziamenti locali. In questo modo si potranno affrontare le spese e beneficiare delle giuste agevolazioni.

L’impegno finanziario è certamente cospicuo, quindi ottenere un po’ d’aiuto permette di raggiungere più facilmente l’obiettivo. Il governo locale sta investendo molto nel settore turistico e più in generale nel rilancio economico dello Stato. Ciò significa che per l’avvio di un’azienda con la spesa di un certo capitale e la conseguente assunzione di personale si viene agevolati nei costi e si ricevono alcuni aiuti.

La strada migliore resta quella di utilizzare l’accesso al credito. Dal punto di vista delle somme erogate e dei tassi applicati c’è molta convenienza. Va però precisato che la burocrazia è piuttosto complessa e lunga. Infatti per l’approvazione dell’istanza possono passare fino a 30 giorni. Attraverso un professionista valido e l’utilizzo di canali istituzionali si possono accorciare i tempi.

Aprire un hotel in Thailandia va nella direzione desiderata dal governo, quindi al settore viene riservata una particolare attenzione. I flussi di viaggiatori sono in crescita e servono quindi maggiori strutture per l’accoglienza. Va tenuto conto che il turismo rappresenta una delle principali voci del bilancio del Paese. Le entrate sono molte ed essenziali per poter far sviluppare il territorio.

Nel caso non si disponga di un capitale proprio e si debba ricorrere ai finanziamenti, è bene valutare la possibilità di mettersi in società con un imprenditore locale. Questo passaggio potrebbe facilitare e velocizzare la parte burocratica. Chiaramente una persona del posto attiva nel settore può essere di supporto, ma si deve creare una società con regole chiare e dividere bene compiti e responsabilità. Infine c’è la possibilità di trovare investitori stranieri disponibili a sostenere il progetto. Non partecipano all’attività ma solo agli utili.

APRIRE UN HOTEL IN THAILANDIA: IL LOCALE

Uno degli aspetti più importanti per la buona riuscita dell’attività per chi intende aprire un hotel in Thailandia riguarda la scelta del locale. Ci vuole una struttura ben posizionata e sufficientemente ambia per ospitare l’albergo che si vuole creare. In ogni modo le piccole dimensioni sono da scartare a priori. Se si vogliono circa 30 o 40 stanze bisogna disporre di almeno 2000-2500 metri quadrati.

Indubbiamente non è semplice poter trovare un edificio con tali requisiti senza dover fare diversi lavori di adeguamento. Si può comunque considerare la possibilità di acquistare un terreno e costruire l’albergo. Il vantaggio, a fronte di una certa spesa, è di creare esattamente la struttura che si desidera. Va precisato che le posizioni migliori possono essere il centro cittadino oppure la costa con affaccio diretto sul mare.

Nella zona centrale della città è difficile trovare terreni liberi. Se si trova un’immobile la scelta di prenderlo in locazione oppure di acquistarlo dipende dal capitale a disposizione. Ovviamente i lavori di ristrutturazione in entrambi i casi possono richiedere una spesa sostanziosa. Se si punta ad aprire un hotel in Thailandia con una categoria elevata si devono inserire ambienti interni ed esterni dove creare un ristorante, una spa, campi sportivi, piscina e quanto può essere utile agli ospiti.

Ciò permette anche di attirare molti clienti e di proporre una grande varietà di tariffe e offerte basate sui servizi. Una volta scelto il locale e le sue componenti si deve pensare all’arredamento. Il successo dipende anche da questo, perché il cliente deve trovarsi in un ambiente che gli piace. Il comfort è una delle caratteristiche tenute in gran conto dagli ospiti. Poi deve essere trendy, non importa se è un resort o un ostello. Ogni dettaglio va curato con la massima attenzione.

Si tratta di definire uno stile e dare un segno particolare. L’idea di avviare un albergo in autonomia, ovvero senza aderire a qualche catena, deve tenere presente che è importante distinguersi dalla concorrenza. Ecco perché è bene adottare un arredamento particolare e offrire servizi creati su misura per il target di riferimento. Sono due chiavi molto importanti per convincere la clientela.

APRIRE UN HOTEL IN THAILANDIA: LA BUROCRAZIA

Come accade in ogni Paese, per poter aprire un hotel in Thailandia si deve seguire un iter burocratico. Le istituzioni locali non sono molto celeri, quindi si trova una certa somiglianza con l’Italia nei passaggi da compiere, mentre la tempistica è molto più lunga. Si deve procedere con la registrazione della società scegliendo la forma giuridica più adatta. Si apre una posizione fiscale e si presenta la documentazione tecnica al Comune.

Le tasse fanno la differenza e sono indubbiamente più convenienti rispetto all’Italia. A riscuoterle sono l’autorità centrale e le amministrazioni locali. Ci sono anche i dazi per le importazioni da corrispondere alla Dogana. Questo si deve tenere presente qualora si intenda acquistare forniture all’estero. Chiunque operi in Thailandia e produca reddito deve pagare le tasse e per fare ciò deve possedere un numero identificativo del contribuente rilasciato dal Dipartimento delle Entrate ottenibile esibendo anche il passaporto straniero oppure la locale carta d’identità.

La compravendita degli immobili prevede un versamento nelle casse statali dello 0,5% del suo valore. A cui si aggiunge una spesa per il trasferimento che equivale allo 0,01%. Qualora si ceda l’immobile dopo un possesso inferiore ai 5 anni si deve pagare allo stato lo 0,11% del guadagno. Ovviamente questo vale per una vendita per un importo superiore a quello di acquisto.

Le società semplici versano alle casse dello stato una percentuale sugli utili netti compresa tra il 10% e il 35%. Le società in accomandita semplice, semplici registrate e a responsabilità limitata sono soggette a una tassazione sui profitti netti pari al 23%. Se la burocrazia è lunga, il Fisco consente di adottare una procedura semplice. Si usa un’auto-dichiarazione a cui allegare la documentazione con i relativi versamenti. Sono gli uffici statali a provvedere al controllo. Le irregolarità vengono approfondite e punite.