Aprire un hotel in Cambogia: tutto quello che devi sapere

Aprire un hotel in Cambogia

La crisi economica e alcune incertezze in ambito lavorativo spingono le persone a cercare opportunità oltre confine. Non si tratta però solo di seguire i trend economici, ma anzi di trasferirsi in mete meno conosciute dove poter sfruttare maggiormente il potenziale intercettando i flussi turistici. In questo contesto può essere un’ottima idea aprire un hotel in Cambogia. Può portare molte soddisfazioni, ma è bene prestare attenzione agli adempimenti.

Il Paese si sta avviando a diventare una destinazione turistica importante per i prossimi anni e la crescita di visitatori è già iniziata, quindi intervenire nella creazione di strutture dedicate all’ospitalità può portare a una grande soddisfazione in termini economici. Bisogna tuttavia conoscere bene l’ambito normativo e fiscale e predisporre un piano dettagliato per affrontare i vari passaggi in modo adeguato, inclusa la promozione. Per questo ci si deve affidare a un commercialista.

Il professionista consiglia l’imprenditore nella preparazione di un business plan così da definire uno studio del territorio, le azioni da compiere e i calcoli delle uscite e delle potenziali entrate. Inoltre l’esperto affianca il cliente nel disbrigo delle pratiche burocratiche nel rispetto delle normative vigenti, anche in materia fiscale. Si risparmia così tempo evitando di commettere errori che potrebbero pregiudicare lo svolgimento dell’attività.

La Cambogia è una meta che ha da poco cominciato a comparire tra le destinazioni proposte dalle agenzie turistiche. Gli analisti confermano il segno positivo che sta interessando il Paese in termini di flussi di viaggiatori in entrata. Le previsioni sono altrettanto favorevoli, quindi questo è il momento giusto per investire nello Stato asiatico e soprattutto per creare strutture che rispettino gli standard europei e internazionali. Si può rispondere così alle richieste del turismo occidentale.

É importante disporre di un capitale da investire per poter acquistare o costruire la struttura, arredarla e sostenere le prime spese. In base alla sua entità si può definire il tipo di albergo da aprire e la clientela a cui rivolgersi. Puntando al turismo si possono certamente avere guadagni interessanti e i margini aumentano di pari passo alle stelle. Va ricordato che la categoria viene assegnata secondo criteri locali.

APRIRE UN HOTEL IN CAMBOGIA: FINANZIAMENTI DISPONIBILI

Avere un capitale proprio e capacità imprenditoriali è indispensabile per poter aprire un hotel in Cambogia. Bisogna saper affrontare i clienti con le dote interpersonali e gestire dipendenti e anche rapporti con le istituzioni del settore. Indubbiamente i costi sono decisamente inferiori rispetto all’Italia, ma ciò non significa che non serva una certa quantità di denaro. Oltre a dover spendere di tasca propria, però, ci sono alcune opportunità di ricevere un supporto economico.

Ci si deve muovere con attenzione e sfruttando i diversi canali aperti. Il rischio di fallimento c’è, ma pianificando attentamente l’attività si può raggiungere il successo. Il commercialista, insieme al suo omologo cambogiano aiuta a esplorare le leggi e ad adempiere nel modo corretto alle richieste normative, ma anche a intercettare i finanziamenti disponibili, così da disporre di maggiori capitali per avviare l’albergo. Un aiuto in fase iniziale va accolto con favore.

Il governo del Paese ha un forte interesse a sviluppare il turismo, per questo concede agevolazioni e finanziamenti utilizzabili da chi intende aprire un hotel in Cambogia. Serve a rilanciare economicamente lo Stato. Per conoscere i dettagli bisogna verificare i bandi messi a disposizione al momento dell’avvio della propria attività. Inoltre si possono incontrare i funzionari governativi per avere una panoramica delle opportunità di sostegno messe a disposizione. Ci sono cambiamenti frequenti.

In alternativa si può usufruire dell’accesso al credito. I tassi applicati sono particolarmente convenienti. A essere lunghi sono i tempi per l’ottenimento dell’approvazione e del denaro. Infatti la burocrazia cambogiana è lenta, più di quella italiana. Va quindi avviata la pratica per tempo al fine di non vedere rallentata l’apertura dell’attività. L’aiuto di un commercialista potrà aiutare a velocizzare le procedure.

APRIRE UN HOTEL IN CAMBOGIA: LA SCELTA DEL LOCALE

Scegliere la location è essenziale per poter essere visibili e raggiungibili e quindi ottenere clienti più facilmente. Ma è altrettanto importante selezionare il locale più adatto per accogliere gli ospiti e ricavare stanze e parti comuni. Aprire un hotel in Cambogia significa dare un servizio ai turisti stranieri e si deve essere in grado di avere lo spazio adatto. Va considerato che per disporre di 30-40 camere ci vogliono almeno 2000-2.500 metri quadrati.

Non si riescono a trovare edifici già a norma e adeguati, quindi questo significa selezionare i locali che maggiormente rispondono alle esigenze di metratura, mettendo in conto la ristrutturazione e il rifacimento degli impianti per poter avere una struttura pronta per i viaggiatori. L’edificio dovrà essere in una località turistica oppure nel centro della capitale o di una città importante. Questo serve ad avere un maggior numero di clienti.

Nei centri urbani è difficile poter individuare terreni così ampi su cui poter costruire, è più facile che ci siano immobili sfitti. La spesa sarà comunque onerosa per aprire un hotel in Cambogia, ma è bene prevedere, oltre alle stanze, spazi adatti. Una piscina, una palestra, un ristorante, una spa. A seconda del tipo di clienti a cui si punta si deve strutturare l’albergo in modo da incontrare i loro gusti. Chiaramente l’offerta permette di applicare tariffe che aiutano a incrementare il fatturato dell’affitto delle stanze, così da aumentare i guadagni.

Una volta operate le scelte sulla posizione e sui locali si può cominciare ad arredare ogni stanza e quindi le parti comuni. Lo stile è basilare per conquistare gli ospiti, così come il comfort e la pulizia delle camere devono sempre essere ad alti livelli. Avere una struttura trendy è la carta vincente per ogni tipo di struttura ricettiva, incluso un ostello. L’originalità premia, proprio perché se non si fa parte di una catena, ci si deve distinguere per poter diversificare la proposta destinata ai turisti.

APRIRE UN HOTEL IN CAMBOGIA: LE PRATICHE BUROCRATICHE

Sebbene le tempistiche siano più lente e ci siano specificità, come in ogni Paese bisogna affrontare le normative rispondendo ai requisiti richiesti dalla legge, sia per l’avvio dell’impresa sia per la sua gestione. Ci sono anche gli adempimenti fiscali. A questo proposito va sottolineato che la tassazione è decisamente più bassa rispetto all’Italia. Le procedure non differiscono di molto, soprattutto i passaggi di registrazione previsti per le nuove imprese. Prima di compilare la modulistica bisogna scegliere la forma giuridica più idonea.

Una volta optato per il tipo di azienda si può procedere con l’apertura della posizione fiscale e quindi si presenta al Comune competente territorialmente la documentazione tecnica per aprire un hotel in Cambogia. L’autorità centrale e le amministrazioni locali rilasciano le autorizzazioni e si occupano ri riscuotere le varie tasse ed imposte come previsto dai regolamenti. Qualora si intenda importare prodotti dall’Italia o da altri Paesi per l’arredamento o magari per il ristorante interno bisogna tenere presente che si pagano i dazi alla Dogana.

La Cambogia richiede il pagamento delle tasse a chiunque produca reddito nel Paese. Si deve quindi aver effettuato la registrazione al Fisco che rilascia un codice a cui si deve far riferimento per ogni operazione fiscale. Non si deve necessariamente essere residenti sul territorio dello Stato, quindi si può provvedere a registrare la propria posizione esibendo il passaporto e mantenendo la cittadinanza italiana, a meno che non si pensi a un trasferimento in Cambogia.

Il primo passo per fare qualche calcolo, che andrà dettagliato ed approfondito insieme al commercialista, è quello di considerare che il versamento in favore delle casse dello Stato equivale, per le società semplici, ad una somma compresa tra il 10% e il 35%. Ci sono scaglioni in base al guadagno netto, ovvero al fatturato meno le spese sostenute. Le procedure sono semplici perché si devono compilare moduli in autocertificazione. Le autorità competenti possono effettuare dei controlli per accertare la veridicità delle dichiarazioni.

 


  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.