Aprire un haloterapia: tutto quello che devi sapere

Aprire un haloterapia

Per aprire un haloterapia o grotta del sale è necessario innanzitutto individuare un locale che sia idoneo ad essere adibito allo svolgimento di un’attività così peculiare: quest’ultima prevede che il trattamento del sale si svolga mediante la predisposizione di una stanza chiusa all’esterno che sia al contempo ricoperta da un consistente strato di sale. All’interno della grotta del sale vengono effettuate cure naturali dirette a sfruttare al massimo i benefici prodotti dal sale. Infatti, nel corso delle sedute vengono rilasciate particelle di sale che hanno come fine quello di produrre un effetto rilassante per chi si sottopone alla terapia o per allietare i fastidi di eventuali allergie.

LA DISCIPLINA APPLICABILE

L’attività di haloterapia si svolge mediante l’avvio e lo spegnimento dell’impianto che produce il microclima e non contempla l’esecuzione di trattamenti specifici per il corpo. La particolarità dell’attività risiede nella circostanza che l’impianto è attivato dal cliente senza che vi sia un intervento concreto da parte dell’operatore all’interno del processo produttivo. L’assenza di partecipazione alla fase produttiva da parte di chi vi opera è l’elemento che funge da discrimine tra l’attività suddetta e quella classificabile come artigianale.

La Grotta del sale non è regolata dalla normativa che disciplina l’attività estetica poiché non rientra in nessuna delle prestazioni che caratterizza quest’ultima attività. La legge qualifica prestazioni estetiche quei trattamenti che vengono effettuati sul corpo al fine di renderlo più bello, di migliorarne le condizioni estetiche o di mantenerne lo stato di benessere fisico nel tempo. D’altronde, chi intende seguire il percorso di estetista, deve essere in possesso dei requisiti professionali che devono connotare questa figura specifica e che sono contenuti nella Legge n. 1 del 4/01/1990.Nell’ipotesi in cui accanto all’haloterapia vengano svolti anche trattamenti di bellezza si verserebbe nella diversa attività di estetista con il conseguente obbligo di acquisirne il titolo professionale e di assoggettare l’attività esercitata alla relativa disciplina.L’iter amministrativo da seguire per aprire un’attività di haloterapia deve avvenire nel rispetto della Legge n. 241 del 7 agosto 1990 che ha introdotto una specifica normativa che disciplina sia il procedimento amministrativo sia le modalità attraverso le quali può essere esercitato l’accesso agli atti (oltre che il termine entro il quale l’Amministrazione è tenuta a dare risposta a questa specifica richiesta).Inoltre, l’attività di haloterapia deve svolgersi in osservanza della disciplina vigente per la specifica attività che s’intende svolgere e degli altri obblighi imposti concernenti i settori di “igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale (atmosfera), tutela del paesaggio, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza degli impianti, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana..”.

L’ITER PER L’AVVIO DELL’ATTIVITÀ DI HALOTERAPIA

Chi intende aprire un haloterapia deve presentare al SUAP (“Sportello Unico per le Attività Produttive”) del Comune la richiesta d’inizio della nuova attività. La domanda può essere presentata direttamente dal soggetto interessato (in caso d’impresa individuale) o dal rappresentante legale (in caso di società). In alternativa, l’istanza può essere presentata anche da persona munita di specifica delega del soggetto legittimato.Alla domanda devono essere allegati determinati documenti tra cui la piantina dei locali adibiti all’esercizio dell’attività, la relazione tecnica relativa all’esercizio dell’attività e l’attestazione di aver ottemperato agli adempimenti amministrativi nei confronti dell’ASL.L’ufficio competente a ricevere la domanda è il SUAP del luogo in cui verrà ubicato l’impianto per lo svolgimento del trattamento del sale. In genere, i Comuni prevedono un sistema telematico per la ricezione delle domande (invio della domanda tramite il sito o all’indirizzo pec del Comune).

APERTURA DELLA PARTITA IVA E ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE

L’attività di haloterapia costituisce un’attività d’impresa per il cui svolgimento è richiesta l’apertura di una partita Iva all’Agenzia delle Entrate e l’iscrizione presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio del luogo in cui s’intende avviare la Grotta del sale. Si ricorda che l’iscrizione presso la Camera di Commercio deve avvenire entro trenta giorni dal momento in cui è iniziata l’attività. Come sopra specificato, aprire un haloterapia non significa diventare imprenditori artigianali. Solo nell’ipotesi in cui, contestualmente all’attività tipica della Grotta del sale, vengano svolti anche trattamenti estetici, si verserebbe nel differente caso di attività di estetista. Solo in quest’ipotesi, l’impresa può chiedere l’iscrizione nel registro delle imprese nella sezione delle imprese artigiane.

APRIRE UN HALOTERAPIA: I REQUISITI

Per aprire una grotta di sale non è richiesto il possesso di particolari requisiti, salvo quelli morali imposti dalla normativa antimafia. Infatti, non sono richieste dalla legge titoli professionali da conseguire per l’esercizio della suddetta attività. Per quanto riguarda le caratteristiche che devono avere gli apparecchi, che rilasciano le particelle di sale, è obbligatorio che ciascuno di essi sia munito del marchio di conformità CE. È inoltre fondamentale informare il cliente sullo scopo della terapia, sui risultati che è possibile ottenere tramite essa e sugli eventuali rischi del trattamento.I locali in cui verrà svolta l’attività di haloterapia devono rispondere a precisi requisiti costruttivi e rispettare nel contempo le regole di sorvegliabilità (interna ed esterna) dei luoghi destinati a “pubblici esercizi” di cui al D.M. 17 dicembre 1992 n. 564.Infine, i locali, oltre ad essere compatibili con l’attività cui essi sono destinati, devono rispettare la normativa vigente in materia di “prevenzione incendi, urbanistica, impatto sulla viabilità, barriere architettoniche, igienico-sanitaria, gestione dei rifiuti, tutela dell’inquinamento acustico (impatto acustico)”.

 


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