Aprire un food truck in America: tutto quello che devi sapere

Lasciare l’Italia alla volta del continente americano è un sogno realizzabile e certamente può riservare molte soddisfazioni. Prima di iniziare l’avventura è meglio fare un sopralluogo e farsi consigliare da un commercialista per non commettere errori burocratici sull’avvio di un’impresa. Naturalmente ci vuole anche la conoscenza dell’inglese. In questo contesto aprire un food truck in America può davvero essere un’idea redditizia.

Il fascino indubbio di questo tipo di attività consiste nella possibilità di prendere parte a eventi importanti e di entrare in contatto con moltissima gente. Inoltre si visitano posti differenti. Se si vuole intraprendere la strada dell’attività commerciale, però, non bisogna sognare, ma rimanere con i piedi per terra ed esaminare con la massima attenzione tutti gli aspetti. Definire ogni dettaglio e pianificare vuole dire cominciare con il passo giusto e ridurre i rischi.

Sicuramente bisogna essere disponibili ad adottare uno stile di vita particolare che prevede di spostarsi continuamente senza avere una sede fissa. Se si vuole lavorare e vivere in questo modo a questo punto si può cominciare a preparare un business plan, così da conoscere costi e potenziali guadagni. Messi ovviamente in relazione alle normative americane. Sebbene il cambio tra euro e dollaro possa essere vantaggioso per gli italiani, non bisogna tralasciare che i costi sono abbastanza onerosi anche oltre oceano.

Acquistare o noleggiare un camion per svolgere l’attività costituisce certamente una delle spese principali. Infatti il truck deve avere caratteristiche specifiche, adattabili alle esigenze di preparazione del cibo e alle relative norme. Poi vanno messe in conto le spese di manutenzione, l’acquisto delle materie prime, tasse e imposte, nonché eventuali salari dovuti ai collaboratori che potrebbero essere assunti per avere un aiuto.

Gli incassi dipendono da diversi fattori tra questi la zona, ecco perché bisogna visitare prima il territorio e fare uno studio sui potenziali clienti, e la capacità di offrire prodotti di qualità con un prezzo adeguato. Sostanzialmente gli avventori cercano di risparmiare e di mangiare qualcosa di sfizioso, di buono e particolare. 

La partecipazione a eventi di grande interesse non autorizza ad elevare il prezzo al pubblico, quindi bisogna stabilire una somma adeguata che valga in tutte le occasioni e in tutte le zone. Non va dimenticato che ci sono i social. Un food truck può pubblicizzare la presenza e l’offerta proprio con i social network, ma ci saranno anche commenti e recensioni da parte dei clienti. Un errore può essere facilmente amplificato.

Non manca neppure la concorrenza, soprattutto in America. Ecco perché qualità e collocazione strategica devono essere privilegiate nelle scelte da fare. Unitamente al prezzo. I guadagni si moltiplicano dove c’è un grande passaggio di persone, ma ovviamente bisogna essere capaci di attirarle al proprio banco. Bisogna far nascere in loro la voglia di assaggiare, utilizzando profumi e mostrando il cibo.

APRIRE UN FOOD TRUCK IN AMERICA: FISSO O ITINERANTE?

Aprire un food truck in AmericaGirare l’America può essere divertente, ma molto impegnativo e anche visitarne solo una parte può essere davvero oneroso in termini economici e di energie. Quindi è bene, dopo avere fatto valutazioni in loco, decidere se si preferisce un’attività itinerante cambiando spesso zona, oppure se si vuole optare per una postazione fissa in uno specifico posto. Chiaramente le differenze sono molte, a partire dalla fidelizzazione dei clienti che deve essere messa in atto con una sede fissa.

Nel caso si voglia essere itineranti si può girare sul territorio nazionale con il proprio mezzo per partecipare a mercati, fiere o eventi di richiamo per la popolazione. Si dovranno ottenere autorizzazioni rilasciate dai Comuni, sottostando alle regole burocratiche previste dalle normative di riferimento. Bisogna quindi essere pronti ad affrontare la presentazione delle domande e gli oneri economici. Potrebbero esserci territori in cui la partecipazione a feste preveda la concessione gratuita dell’autorizzazione.

Per aprire un food truck in America con postazione fissa bisognerà fare domanda al Comune competente indicando il posto, i giorni e gli orari. In questo caso ci sono degli oneri da sostenere, che devono essere però verificati al momento dell’avvio dell’attività con l’amministrazione competente per il territorio in cui si vuole operare. Le procedure generalmente non sono complesse e sono rapide.

APRIRE UN FOOD TRUCK IN AMERICA: I REQUISITI

Oltre alla lingua e alla disponibilità a una vita ”on the road’‘, è necessario rispettare dei requisiti di legge per aprire un food truck in America. Una ricerca della CNBC condotta negli Stati Uniti ha rilevato due dati importanti. Il costo di un camion attrezzato si aggira tra i 150 mila e i 200 mila dollari. Mentre il guadagno si attesta mediamente sui 400 mila dollari annui, ma si può superare tale cifra. Per poter operare, però bisogna rispettare le norme.

Se pensando all’America ci si concentra sugli USA, va detto che le normative in materia non sono molto diverse rispetto a quelle italiane. Va però precisato che in questo caso non si fa riferimento alla legislazione nazionale, bensì a quelle dei singoli Stati. Ciò significa che in base ai posti in cui si vuole operare si deve verificare la normativa vigente. Se si vende cibo preconfezionato non si è soggetti alle varie restrizioni sanitarie.

Ma chi vuole aprire un food truck in America solitamente propone ricette proprie per avere successo. I veicoli adibiti alla preparazione dei cibi vengono ispezionati dalle autorità competenti almeno una volta l’anno. Se si pone, ad esempio, di avviare l’impresa e di tenerla in zona a Washington, si devono possedere diverse autorizzazioni. Per poterle ottenere sono necessari alcuni documenti.

Prima di tutto bisogna avere la prova di proprietà del mezzo, con relativa identificazione e libretto del veicolo. Poi serve la licenza distrettuale per la gestione del cibo, intesa come preparazione e somministrazione. Si tratta di una procedura simile all’HACCP. Si deve infatti conoscere bene le regole per la conservazione del cibo. A quel punto, a seguito della verifica da parte degli ispettori, si può ottenere la licenza per cucinare e vendere il cibo al pubblico.

APRIRE UN FOOD TRUCK IN AMERICA: VIVERE NEGLI USA

Se si è deciso di affrontare il mercato statunitense e aprire un food truck in America, allora è bene partire dalla Green Card, ovvero il permesso per vivere negli USA. Lo si ottiene se si dimostra di avere un lavoro stabile e la possibilità di mantenersi. Le procedure sono lunghe, perché c’è una selezione molto scrupolosa tra coloro che fanno domanda. L’alternativa è la lotteria svolta annualmente dal governo.

Vengono messe in palio 50 mila Green Card. Per partecipare bisogna seguire le istruzioni messe a disposizione sul sito della carta verde americana. Inoltre si dovrà disporre di un conto bancario e di un’assicurazione sanitaria, che costa tra i 3 mila e i 4 mila dollari annui. Il sistema di tassazione è molto complesso, quindi è bene farsi aiutare da un commercialista per analizzare il proprio caso. Un buon punto di partenza potrebbe essere la Camera di Commercio italiana con sede a New York.

Questo ufficio ha il compito di creare un ponte tra gli investitori italiani, o comunque chi intende avviare delle attività economiche, e gli USA. Aprire un food truck in America può davvero essere un’idea eccellente e redditizia, ma è bene fare molta attenzione alle leggi, perché se si compie un passo falso si pregiudica inevitabilmente l’intera attività. L’America offre davvero molte opportunità, ma le regole sono severe, così come lo è il controllo dell’immigrazione. Ecco perché una visita preventiva e la predisposizione di un business plan sono due passaggi essenziali da compiere prima di intraprendere l’attività.