Aprire un’ emittente radiofonica: tutto quello che devi sapere

Se la passione per la musica e la capacità di comunicare in maniera spigliata e accattivante con le persone, la radio è l’impresa adatta. In effetti aprire un’emittente radiofonica rappresenta una buona opportunità imprenditoriale, che può anche diventare particolarmente redditizia, ma è meglio fare attenzione. Perché se non si riesce ad avere successo e a prevalere sulla concorrenza, si possono incontrare delle difficoltà. Non c’è da spaventarsi, soprattutto perché parte del successo dipende dalla buona partenza.

Prima di tutto bisogna accertarsi di avere le competenze necessarie, poi è bene seguire passo a passo la procedura giusta per creare e lanciare l’emittente. Naturalmente le capacità non devono per forza essere possedute dal titolare. Si può assumere qualcuno con esperienza e abilità di gestione di trasmissioni radiofoniche. In ogni modo ci vuole un gruppo di persone per potersi occupare dei vari aspetti tecnici e di comunicazione.

La radio, per molte persone, è sicuramente una passione con cui informare, comunicare ed emozionare. Questo però riguarda la base da cui partire. Prima di selezionare e trasmettere brani musicali o di intrattenere il pubblico, bisogna lavorare sulla burocrazia. Ma c’è anche un ulteriore elemento da prendere in considerazione. La ricerca di mercato, come accade per ogni nuova impresa, va fatta con attenzione. Serve a determinare l’offerta presente e i gusti del pubblico potenziale.

Se le emittenti già aperte hanno delle lacune o ci sono generi che non vengono trattati, si può ricoprire una nicchia precisa. La musica è il perno centrale, perché sono i brani e i generi a conquistare il pubblico. Una volta definiti questi contenuti si possono costruire delle trasmissioni ad hoc. Queste si dovranno rivolgere alla fascia di pubblico a cui si rivolge principalmente la musica. Questo determinerà anche le collaborazioni con gli sponsor, essenziali per sostenere economicamente la radio.

É bene documentarsi con precisione circa le autorizzazioni richieste dalla legge, perché il loro ottenimento è propedeutico all’avvio delle trasmissioni. Ecco perché ci vogliono impegno, uno staff di collaboratori competenti e motivati e un commercialista. Il professionista aiuta l’imprenditore a redigere un business plan, a calcolare costi e potenziali ricavi, nonché a gestire la parte burocratica. 

APRIRE UN’EMITTENTE RADIOFONICA: REQUISITI TECNICI

Aprire un'emittente radiofonica

Tra i vari aspetti di cui si deve occupare l’imprenditore che intende aprire un’emittente radiofonica c’è la trasmissione del segnale. Da ciò dipende il raggiungimento capillare degli ascoltatori. L’efficacia è rappresentata dall’antenna. Sul mercato si possono trovare prodotti di varia portata, al variare della potenza varia anche il prezzo ovviamente. Bisogna scegliere però considerando le esigenze, non il costo. Quindi si procede con la banda di trasmissione.

In questo caso ci si deve orientare sulle frequenze libere, evitando accavallamenti e assicurando la stabilità del segnale. Per questo compito è meglio rivolgersi a un radiotecnico che potrà trovare la soluzione più idonea in maniera efficace. Se si commettono errori si rischia di compromettere il lavoro della radio. Ai tecnici va affidata anche la scelta delle strumentazioni per la trasmissione della musica e della programmazione.

Si possono trovare equipaggiamenti all’avanguardia sul mercato, ma se si vuole risparmiare economicamente in fase iniziale, senza però rinunciare alla qualità, si può pensare all’usato. Ci sono radio che cambiano l’attrezzatura per avere gli ultimi ritrovati tecnologici e stazioni che, essendo in chiusura, sono disponibili a cedere le strumentazioni per recuperare parte dei costi.

Va redatta una lista completa e precisa per poter così ricercare ciò che serve per la realizzazione delle trasmissioni. I tecnici conoscono bene i canali presso cui ricercare il materiale, sia per quanto riguarda quello nuovo sia quello usato. Aprire un’emittente radiofonica significa prestare attenzione a ogni dettaglio in fase preparatoria. Del resto avere un equipaggiamento di qualità consente di evitare brutte sorprese che possono portare a sospendere il lavoro. 

I radioascoltatori prestano attenzione al risultato, alla qualità di ciò che si trasmette. Se il suono non è buono, se la voce si sente male o se il segnale sparisce, loro cambiano stazione. Lo stesso accade se chi conduce i programmi non ha le capacità di intrattenere il pubblico. Bisogna sempre accertarsi di avere le risorse umane, oltre a quelle economiche, prima di partire. L’altra caratteristica basilare in riferimento ai collaboratori è l’affiatamento.

APRIRE UN’EMITTENTE RADIOFONICA: LA BUROCRAZIA

Qualsiasi tipo d’impresa per poter aprire i battenti deve seguire la procedura di registrazione. In questo caso si devono aggiungere le autorizzazioni. Il commercialista può facilmente indicare i passaggi da seguire per aprire un’emittente radiofonica e occuparsi direttamente della compilazione e della trasmissione dei documenti agli enti di competenza. Così da evitare errori e da velocizzare i tempi per l’inizio dell’attività.

Si inizia con la richiesta della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate per continuare con l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui si opera. La denuncia dell’apertura della stazione radio va fatta dichiarando il codice “Concessionarie pubblicitarie e Agenzie di Comunicazione”. Così si evitano eventuali azioni ispettive da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. 

Inoltre tale codice consente di caricare legalmente pubblicità sul palinsesto. Ogni radio dedica parte della programmazione a contenuti musicali. Sicuramente questa scelta aiuta a conquistare il pubblico, ma ciò implica la concessione di una specifica licenza. Il documento consente la diffusione legale dei brani musicali. Ad occuparsi di queste pratiche è la Siae, ovvero la società dei diritti d’autore. Rilascia la prima licenza. 

Se però si desidera aprire un’emittente radiofonica con diffusione nazionale, è necessario mettersi in contatto con l’Ufficio Emittenti Radiotelevisive della Direzione Generale della società dei diritti d’autore. Mentre per il livello locale basta recarsi alla sede locale della Siae. Si dovrà versare una tariffa annua calcolata sulla base di specifici parametri riferiti al volume degli introiti pubblicitari.

Non è ancora tutto. Dopo aver completato tali passaggi si deve inoltrare un’ulteriore richiesta indirizzata al “Consorzio Fonografici”. Ogni autorizzazione ha un costo e viene sempre determinato sulla pubblicità che genera ricavi alla stazione radio. Ovviamente la pubblicità varia a seconda del genere e alla quantità di musica trasmessa. Anche i programmi parlati permettono di siglare contratti con gli sponsor. Ecco perché devono essere brillanti e accattivanti.

Nel caso la radio sia online, allora ci si deve rivolgere all’Associazione Web Radio Italiane. É prevista una procedura differente. Anche le spese per la burocrazia sono diverse. Infatti sono decisamente inferiori rispetto alle procedure già descritte. Addirittura si parla di poche decine di euro all’anno. Per conoscere gli importi dettagliati è comunque consigliabile una verifica al momento della presentazione dell’istanza. Ma anche su questo si può contare sull’aiuto del commercialista.

APRIRE UN’EMITTENTE RADIOFONICA: IL WEB

Indipendentemente che si decida di avviare una radio online o meno, è molto importante operare anche sul web. Perché? Condividendo sul sito internet e su profili social aiuta ad attirare più ascoltatori. Oggi non è infrequente trovare stazioni radio che trasmettono sulle frequenze tradizionali, in televisione e su internet. Perché consente di avere una maggiore visibilità.

I supporti online per gli spazi dell’emittente aiutano la radio a gestire il proprio pubblico, raggiungendolo in maniera più capillare. Più mezzi significano più audience. Inoltre ci sono applicazioni in rete che aiutano chi vuole aprire un’emittente radiofonica. Suggeriscono liste dei brani più in voga e forniscono strumenti utili alla gestione dei contenuti vocali. Insomma agevolano il lavoro di preparazione delle trasmissioni.

Chiaramente usare questi mezzi ha dei costi da sostenere, ma facendo un calcolo sule spese del personale e di qualcuno che svolga il lavoro di ricerca, potrebbe addirittura convenire. I servizi sono inoltre personalizzabili. Tutto dipende, in ogni modo, dai propri obiettivi, quindi si deve valutare caso per caso. Se ci si vuole muovere autonomamente è consigliabile lo strumento dell’artista radiofonico come server.

A quel punto servono solamente il computer, il microfono e le cuffie. Questo costituisce l’inizio. Se arrivano buoni risultati si può crescere e ingrandire la stazione. Si limitano i costi, non si devono assumere collaboratori e si ha il necessario per trasmettere. La soluzione online diventa quindi una buona risorsa per testare il terreno. Supporta senza togliere spazio alla creatività personale.