Aprire un demolitore di auto tutto quello che devi sapere

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In Italia il numero di automobili circolanti è davvero ingente: si stima che il numero di vetture raggiunga i 37 milioni di unità e che l’età media dei modelli si aggiri attorno ai 10 anni. Le cifre fanno capire benissimo come un business legato al mondo delle auto può diventare potenzialmente redditizio se sfruttato nella maniera corretta. L’autodemolizioni, per esempio, è un’attività che consente di demolire fisicamente le automobili e rendere disponibili sul mercato i pezzi di ricambi delle stesse.

APRIRE UN DEMOLITORE DI AUTO: IN COSA CONSISTE?

Aprire un demolitore di auto è un’opportunità di business che richiede impegno e dedizione. L’attività svolta all’interno delle autodemolizioni consiste nel ritirare le auto, moto, furgoni, camion appartenenti a privati o a enti statali, e demolirli fisicamente dopo aver asportato i pezzi ancora integri dai mezzi per rivenderli successivamente come ricambi. La pratica di demolizione e cancellazione del veicoli dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) è chiamata rottamazione dalla quale è possibile ricevere incentivi e sconti per l’esecuzione di questa procedura.

Nel nostro paese esistono circa 1.500 centri che offrono svariati servizi, oltre alla demolizione dei veicoli. La fonte di guadagno maggiore risulta essere la vendita dei pezzi di ricambio che, in alcuni casi, può raggiungere cifre davvero interessanti.

APRIRE UN DEMOLITORE DI AUTO: ITER BUROCRATICO

La prassi burocratica necessaria per l’avvio di un’autodemolizioni è fitta e abbastanza rigorosa. Come primo passo si dovrà seguire la procedura standard per l’apertura di una qualsiasi attività commerciale:

apertura partita Iva;
iscrizione presso il Registro delle Imprese;
iscrizione presso gli istituti di previdenza INPS e INAIL;
presentazione della SCIA al comune di competenza
autorizzazione ASL.

Proprio per la natura diversa di questo tipo di attività, è obbligatorio conseguire altra documentazione:

Iscrizione presso il CCIAA (Albo Gestori Ambientali): visto il lavoro di raccolta, trasporto e produzione di rifiuti, l’articolo 212 comma 5 impone alle autodemolizioni l’iscrizione al presente albo.
autorizzazione da parte della provincia di competenza, con parere da parte del sindaco del comune, per la costituzione del centro di demolizione.
Ottenimento della licenza comunale per quanto riguarda il piano regolatore (inquadrata nelle attività insalubri di prima classe).
Licenza regionale per lo smaltimento dei rifiuti speciali.
Ottenimento dell’agibilità (previsto obbligatoriamente dal T.U.L.P.S.) e conseguente presentazione dell’autorizzazione da parte della provincia.
Concessione edilizia in merito all’edificazione in aree coperte.
Valutazione dei possibili livelli di inquinamento acustico e ambientale.
Rilascio del certificato di prevenzione degli incendi da parte dei Vigili del Fuoco
<li>Autorizzazione comunale per la vendita di ricambi.

In caso di vendita al dettaglio, servirà anche la dichiarazione di inizio attività produttiva (DIAP). Non è richiesto il conseguimento di un diploma o di una laurea per l’avvio di un’impresa di autodemolizioni. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni e aver rispettato il passaggio burocratico, si potrà procedere con l’avvio dell’impresa.

APRIRE UN DEMOLITORE DI AUTO: COSA OCCORRE?

Per poter svolgere l’attività è fondamentale trovar una location che soddisfi a pieno le proprie esigenze. Ovviamente stiamo parlando di una struttura molto capiente sia all’interno che all’esterno. Un’area di circa 3.000 mq da sezionare in base al lavoro da svolgere, potrebbe già andare bene. Un prezzo indicativo per un luogo di queste dimensioni potrebbe assestarsi sui 300.000 euro. Il lavoro di demolizione prevede l’acquisto di almeno una pressa compattatrice il cui valore si aggira attorno ai 200.000 euro, così come il famoso “ragno” utile alla distruzione e allo spostamento dei veicoli che ha un prezzo simile.

I carrelli sollevatori possono essere trovati anche a 60.000 euro, mentre l’attrezzo utile a smontare le gomme (chiamato appunto smontagomme) può essere acquistato per 5.000/10.000 euro. Inoltre l’area deve essere dotata di un’isola di bonifica per la soppressione dei mezzi nel totale rispetto dell’ambiente, il cui costo può raggiungere anche i 100.000 euro. Eventuali altre attrezzature faranno aumentare ulteriormente la spesa necessaria all’avvio e alla gestione dell’autodemolizione.

Calcolando tutte le voci riportate, ed includendo ulteriori spese extra, la cifra utile per l’investimento oscilla tra i 900.000 e 1.000.000 di euro.

APRIRE UN DEMOLITORE DI AUTO: CONSIDERAZIONI FINALI

L’attività di autodemolizione è sicuramente un lavoro che richiede un grosso investimento economico. Proprio per questo è opportuno valutare la possibilità di coinvolgere uno o più soggetti per la costituzione della società. La spartizione degli investimenti, in caso di difficoltà a coprire l’intera cifra necessaria, può aiutare moltissimo. Si tratta comunque di un’attività in cui bisogna aver maturato almeno un minimo di esperienza, pertanto se si è alle prime armi è meglio assumere personale qualificato o che abbia lavorato in passato in tale settore.

L’iter burocratico deve essere rispettato a pieno e non deve essere tralasciata nessuna autorizzazione, il rischio di problemi a livello legale con conseguente sequestro di aree o dell’intera struttura è molto alto. Aprire un demolitore di auto richiede passione, dedizione e anche tanta forza economica ma la possibilità di guadagnare è molto buona, specialmente se oltre all’attività tradizionale si offrono ulteriori servizi.

 


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