Aprire un data center: tutto quello che devi sapere

La riservatezza dei dati personali è un aspetto che impegna da anni tribunali e istituzioni decisionali. Infatti proteggere le informazioni che riguardano i cittadini è una priorità per la sicurezza e ci sono periodici interventi normativi utili a regolare i rapporti tra le persone e le aziende. Internet ha portato a grandi cambiamenti in tal senso, quindi servono archivi inviolabili che agiscano secondo le norme. Aprire un data center risulta quindi utile per rispondere all’esigenza di archiviare i dati eliminando i rischi di violazione.

Ciò significa che questo tipo di attività è redditizia. Infatti si viene pagati bene dalle aziende per raccogliere e conservare dati di clienti e utenti. Si tratta di servire imprese che operano sul web oppure di istituzioni, di colossi di vari settori. Si offre un servizio a una moltitudine di soggetti per raccogliere in macchinari informatici le informazioni relative alle persone che forniscono dati per iscriversi a un particolare servizio oppure fanno acquisti.

Chiaramente i ricavi sono alti, ma lo sono anche i costi. Bisogna disporre di apparati ben dimensionati per accogliere una grande quantità di informazioni e per tenerle al sicuro da attacchi di hacker interessati all’accesso per attività illecite. Senza dimenticarsi di metterli a disposizione del cliente che ha dato mandato per la raccolta. È un lavoro molto delicato e va svolto con la massima attenzione.

Il tema della sicurezza fa comprendere quanto possa essere complesso avviare un’impresa di questo tipo. Infatti sono necessari specifici requisiti. Innanzitutto servono competenze tecniche, che possono essere in capo al titolare oppure a tecnici appositamente assunti. Inoltre non devono mancare abilità commerciali per gestire i rapporti con la clientela. Il lavoro poi richiede precisione, una buona capacità organizzativa e rispetto delle regole.

Chi è in possesso di tali requisiti può iniziare a pianificare la creazione dell’impresa. È consigliabile farsi aiutare da un commercialista per disbrigare le pratiche burocratiche, per redigere un business plan e per individuare le leggi di riferimento. Grazie al professionista si riceverà un supporto nella fase iniziale per velocizzare i tempi ed evitare errori. Poi per la gestione fiscale dell’azienda si avrà assistenza continuativa.

APRIRE UN DATA CENTER: L’AVVIO

Aprire un data centerInnanzitutto è bene conoscere la differenza tra centro elaborazione dati e data center. In realtà il secondo è l’evoluzione del primo. Si tratta infatti di un passaggio dalla semplice archiviazione dei dati alla gestione e trasmissione. Tutte le notizie raccolte e immagazzinate devono poter essere fornite ai sistemi, ovviamente debitamente autorizzati, che ne fanno richiesta per poter gestire rapporti con clienti e utenti.

Aprire un data center vuol dire fornire servizi e per questo si deve iniziare chiedendo la partita Iva all’Agenzia delle Entrate per poi effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Quindi si invia la Dichiarazione di Inizio Attività al Comune e si attende l’ispezione dei Vigili del Fuoco per verificare il rispetto delle norme antincendio. Una volta ottenuto il nullaosta si può iniziare a operare.

Va tenuto presente che il locale deve contenere server di una certa dimensione, non solo in termini di spazio interno di archiviazione. Questo significa disporre di impianti adeguati per evitare il surriscaldamento e il rischio incendi. Risulta quindi molto importante fare attenzione all’aspetto della sicurezza che riguarda i dipendenti, perché questo tipo di ambienti non sono accessibili al pubblico. Poi si devono aprire posizioni Inps e Inail per titolare e dipendenti ai fini previdenziali e assicurativi.

Le attività da svolgere sono principalmente la raccolta dei dati e la loro elaborazione. Si tratta di creare un archivio fruibile e in grado di interagire con il titolare del loro trattamento, ovvero il cliente che ha chiesto al data center di immagazzinare le notizie sui propri utenti. Non si tratta, come accade per il centro elaborazione dati, di lavorare principalmente sull’elaborazione dei dati per la creazione e la stampa di fatture e buste paga. In questo caso si toccano gli ambienti più disparati e si devono estrapolare dalle informazioni ottenute i singoli dati utili ai diversi compiti.

Ad esempio si immagazzinano le informazioni su chi fa un acquisto online sul sito del cliente e quindi si estrapolano nome e indirizzo per consentire alla logistica di spedire la merce al destinatario. Oppure si tengono i dati di coloro che hanno sottoscritto un servizio di posta elettronica. O magari si gestiscono i dati dei pazienti di un ospedale. Sono queste alcune delle attività da svolgere da chi vuole aprire un data center.

Chi sono le persone più indicate a gestire un data center? Tutto si basa su competenza ed esperienza. Indubbiamente servono esperti informatici, poi ci vogliono professionisti in grado di elaborare i dati al fine desiderato dal cliente. Questo aspetto porta a restringere il campo. Ovvero chi vuole avviare questo tipo di attività, se offre servizi di elaborazione dei dati è opportuno che scelga un settore specifico. Perché raccogliere informazioni e poi trasmetterle elaborate significa svolgere passaggi specifici.

In ambito fiscale può essere la preparazione di cedolini e buste paga, in altri ambiti quello di gestione della logistica. Per questa ragione bisogna decidere di strutturare il data center in modo adeguato ai servizi offerti. Vanno rintracciati i clienti che operano in un determinato ambito e creata un’offerta dedicata a loro con la possibilità di seguire i diversi passaggi dall’immagazzinamento all’elaborazione.

APRIRE UN DATA CENTER: IL CAPITALE

Chi vuole aprire un data center deve disporre di un capitale iniziale sostanzioso. Nel caso non si possegga il denaro sufficiente si può ricorrere a un prestito oppure a soci finanziatori. Ci sono anche opportunità legate ai finanziamenti a fondo perduto, in particolare per imprenditoria giovanile e femminile, ma è bene verificare la disponibilità di tali benefici al momento dell’avvio dell’impresa, perché sono le istituzioni a gestire i fondi e le scadenze.

Il capitale consistente serve all’acquisto di server per immagazzinare e conservare i dati, con programmi avanzati per garantirne la sicurezza. Servono inoltre elaboratori con software adeguati ai compiti da svolgere. Va tenuto conto del fatto che tutte le apparecchiature vanno manutenute e aggiornate con frequenza per disporre sempre di elevati livelli di sicurezza ed essere all’avanguardia.

Per questa ragioni quando si decide di aprire un data center è opportuno optare per una società di capitali e disporre di finanziamenti da parte dei soci, non tutti necessariamente coinvolti nel lavoro. Chi ha le competenze opera e gli altri sostengono economicamente partecipando agli utili. Meglio stabilire con precisione le quote e i differenti ruoli prima di iniziare, così che sia tutto chiaro. Poi si può regolarizzare l’avvio dell’impresa.

Nei costi da sostenere vanno conteggiati i locali, da prendere in affitto o acquistati. Per conoscere l’entità della spesa bisogna valutare il singolo caso. A influire su questo dato sono la zona, la dimensione, la tipologia di immobile e di contratto. Sicuramente è importante, in tal senso, definire la dimensione dell’impresa e gli obiettivi. Solo così si riesce a scegliere l’immobile e a determinare la spesa.

APRIRE UN DATA CENTER: I RAPPORTI CON I CLIENTI

Una volta affrontata la burocrazia dettata dalle leggi bisogna concentrarsi sull’acquisizione dei clienti. Non si tratta solamente di concepire proposte commerciali convincenti, ma si predisporre accordi precisi. Per aprire un data center è necessario consegnare loro l’autorizzazione al trattamento dei dati. Le informazioni raccolte, almeno in parte, sono sensibili e va garantita la sicurezza e il rispetto degli utenti, assicurando la gestione per le finalità dichiarate.

Per la compilazione dei moduli si può fare riferimenti alle normative in materia di riservatezza dei dati, che spiega le modalità da adottare per trattare le informazioni e quali siano i metodi di relazione con le parti. In questo modo si è più facilitati nello svolgimento del lavoro. La tutela delle notizie raccolte va ad aggiungersi all’efficienza dell’attività svolta con il proprio centro dati.

I contratti da stipulare con i clienti devono essere chiari. Ci vogliono mandati debitamente compilati e firmati per prendere i dati e utilizzarli in sinergia con le imprese parti dell’accordo stando attenti a seguire attentamente la legge e le finalità concordate non solo con i propri clienti ma anche con gli utenti che hanno fornito i propri dati. In base ai servizi offerti si deve essere aggiornati sulle normative del settore e prestare attenzione ai requisiti richiesti.