Aprire un club: tutto quello che devi sapere

aprire un club

APRIRE UN CLUB: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER NON SBAGLIARE

Aprire un club in tempi in cui la vita frenetica non lascia spazio al relax e al divertimento è una buona idea, sia per guadagnare sia per fornire un servizio esclusivo alle persone. Esistono diverse agevolazioni fiscali, ma prima di approfondire le opportunità economiche è bene sapere che un circolo privato richiede molto impegno, in particolare modo perché si deve servire una clientela esigente e operare con la massima attenzione ai dettagli, mettendo a disposizione una vasta gamma di attività in grado di soddisfare le varie richieste. La partenza prevede sicuramente competenza e passione, infatti si inizia con l’intento di condividere qualcosa che piace e di socializzare, che è lo scopo di un club. Si devono seguire scrupolosamente le regole, soprattutto senza approfittare dei vantaggi fiscali dedicati dallo Stato a questo tipo di attività.

Aprire un club vuol dire avere uno scopo culturale e ricreativo e solidaristico. L’assenza dell’aspetto commerciale non significa che non ci possa essereun guadagno, anche interessante, tuttavia è bene considerare le limitazioni imposte dalla legge, altrimenti si incorre in pesanti sanzioni, rischiando addirittura la chiusura. Naturalmente molto dipende dal tipo di attività proposte, dai locali e dal numero di soci, ma le quote che devono pagare le persone per accedere al club e la vendita di cibi, bevande e altri prodotti servono a pagare le spese vive e a pagare uno stipendio al gestore, che può coincidere con la persona interessata ad avviare il club.

La normativa vigente individua i criteri da seguire per aprire un club e soprattutto mette a disposizione delle opportunità per usufruire di una riduzione su tasse e imposte, con il divieto di aprire al pubblico il locale. I costi inferiori consentono di praticare tariffe vantaggiose sui prodotti commerciati così da far diventare la quota associativa conveniente. L’iscrizione al club è legata all’uso dei locali e delle attrezzature e permette di acquistare articoli, solitamente cibi e bevande, a tariffe decisamente inferiori rispetto ai bar e ristoranti tradizionali.

APRIRE UN CLUB: A COSA SERVE E QUALI ATTIVITÀ SI POSSONO SVOLGERE

Al club possono accedere solamente i soci e non è possibile l’accesso al pubblico ad eccezione di uno o due eventi che possono essere organizzati in un anno e per i quali ci vuole apposita autorizzazione comunale. Si tratta di uno spazio in cui le persone si ritrovano per chiacchierare e per passare tempo insieme condividendo interessi comuni. I club nascono intorno ad un settore specifico, come ad esempio lo sport, la cultura, attività ludiche e ricreative. Per i soci si organizzano eventi, tornei, spettacoli, iniziative solidaristiche e molto altro. L’avvio di un club richiede la chiarezza dei propri obiettivi quindi la conoscenza esatta di cosa si vuole realizzare e del tipo di attività da svolgere.

Ai soci si offrono dei servizi e spesso la scelta cade sul bar e un punto di ristoro interno che permette di avere degli introiti utili a sostenere i costi di mantenimento e ad avere un ricavo. Proprio perché non è aperto al pubblico non ha vincoli fiscali. Oltre a ciò si pensa a uno spazio dove i soci possono sedersi e chiacchierare, leggere il giornale e praticare attività peculiari. Ad esempio il gioco delle carte, il biliardo, la lettura di libri, svolgere conferenze, giocare a tennis o calcio, fare prove teatrali, studiare. A seconda di chi sono i soci e del tema scelto per il club si predispone la necessaria attrezzatura interna ed esterna.

Si tratta chiaramente di fare un investimento che dovrà rientrare con le quote annuali dei soci, da stabilire in funzione della proposta di attività e servizi, e con la vendita di prodotti. Ad esempio un club sportivo potrebbe prevedere la commercializzazione di materiale per la pratica oppure di gadget, come racchette da tennis, mazze da golf, cravatte con il logo del club, in base alla caratterizzazione del circolo. Aprire un club significa attirare le persone, convincerle a iscriversi, quindi pur partendo dalla propria passione è bene fare una ricerca di mercato e verificare club simili in zona, gli interessi delle persone e le aspettative per calibrare le proposte nel modo migliore.

APRIRE UN CLUB: LA SCELTA DEGLI SPAZI

Una volta definita l’attività da svolgere si deve pensare al l’individuazione dei locali più idonei. Sicuramente servono sale ampie e ben arredate per consentire ai soci di socializzare con semplicità. Se lo spazio è confortevole e accogliente sarà più facile attirare i soci e a farli rimanere per usufruire degli spazi e di quanto viene loro offerto. Inutile sottolineare che il numero degli aventi la tessera per l’accesso e la loro permanenza aumenta i consumi e di conseguenza gli introiti. Inoltre bisogna pensare alle attrezzature per lo svolgimento delle attività peculiari del club. Successivamente si deve allestire un bar e magari inserire un ristorante, quindi ci vuole un immobile di grandi dimensioni. Se si prevede la pratica sportiva è utile pensare ad allestire campi sportivi adatti alla disciplina scelta.

Internamente si possono inserire ambienti in cui giocare a freccette, guardare la televisione e svolgere le assemblee. Per aprire un circolo serve un investimento abbastanza cospicuo, ma difficile da calcolare se non si conosce il caso specifico, perché oltre all’acquisto o all’affitto dei locali, incidono le attrezzature e gli arredi che hanno un costo variabile a seconda della quantità e delle funzioni. Si deve pensare di dimensionare il club in modo d accogliere un certo numero di persone, ma anche questa decisione dipende dagli obiettivi di chi vuole aprire il club.

L’allestimento del bar e della cucina hanno altresì costi elevati, così come gli strumenti specifici. Non deve tuttavia spaventare la cifra da destinare all’investimento iniziale perché con le agevolazioni fiscali che consentono di adottare un regime particolarmente vantaggioso si pagano meno tasse. Le entrate devono favorire l’ammortamento delle spese iniziali, quindi la quota da richiedere ai soci deve essere ben calibrata anche in relazione all’offerta. Tutti i costi devono comunque essere calcolati in base al caso specifico, così da valutare con attenzione ogni singola decisione da prendere. Gli orari di lavoro vanno decisi d’accordo con l’assemblea dei soci.

APRIRE UN CLUB: ADEMPIMENTI

Una volta decisi lo scopo del club e le attività da realizzare si procede con la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto, che devono riportare criteri democratici nelle elezioni degli organi di indirizzo e nello svolgimento della regolare attività. Quindi si provvede a registrare l’associazione che costituisce il club presso l’Agenzia delle Entrate richiedendo il codice fiscale e la partita Iva necessaria per lo svolgimento dell’attività commerciale.

Infine bisogna affiliarsi a un ente di promozione sociale di carattere nazionale per poter aprire un bar e somministrare bevande. L’ente nazionale permette di avere certificazioni previste dalla legge e soprattutto fornisce un supporto nella richiesta dei diversi permessi richiesti dalle normative vigenti. La somministrazione di alimenti e bevande è soggetta a un’apposita autorizzazione del Comune da richiedere allegando il certificato dei carichi pendenti del responsabile, le autorizzazioni igienico-sanitarie rilasciate dal’Azienda Sanitaria Locale, la Segnalazione certificata di iniziò attività e il certificato HACCP.

Per gestire bar e ristorante bisogna aver frequentato il corso sulla sicurezza alimentare e averne superato l’esame. La spesa relativa al corso è abbastanza contenuta. Si possono servire esclusivamente i soci, ma questo permette di non dover emettere scontrini fiscali e di dover registrare la partita Iva per gli incassi derivanti da tale attività, a meno che non ci siano rari eventi di apertura al pubblico, per cui si applicano le norme relative ai locali pubblici.

L’organizzazione di spettacoli ed eventi richiede il pagamento forfettario dei diritti SIAE per cui esistono tariffe dedicate a chi decide di aprire un club, beneficiando quindi di sconti importanti. I locali devono comunque essere sottoposti, se si realizzano iniziative con afflusso di persone, anche se solo soci, alle verifiche dei Vigili del Fuoco per la sicurezza. Dopo aver effettuato un’ispezione rilasceranno il certificato antincendio.

Aprire un club è un’occasione, ma si devono conoscere le normative e seguirle alla lettera, perché altrimenti si perdono i benefici fiscali previsti e si può avere qualche difficoltà in più a realizzare guadagni interessanti.

 


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Commenti

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  1. D’Incau Sandro


    Buonasera,
    ho letto l’articolo relativo alla possibilità di realizzare un club. Vorrei sapere, nello specifico, se è possibile adattare questa tipologia di erogazione di servizi ad un trenino per trasporto urbano.


  2. È possibile creare un club di appassionati del Motorsport e tra una gara e l’altra magari riparo le auto ai soci?


  3. VORREI SAPERE DI PIU PER L’ APERTURA DI UN AUTO CLUB CON TUTTE LE AUTORIZZAZIONI NECCESSARIE
    COMPRESI TUTTI I COSTI

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