Aprire un circolo privato sportivo: tutto quello che devi sapere

Chi ama lo spirito di aggregazione e chi ha una forte propensione per promuovere la partecipazione sociale e comunitaria, può sicuramente convogliare le proprie energie pensando di istituire un circolo privato. Più in particolare, essendo lo sport un elemento che unisce molte persone, l’elemento focus del circolo potrebbe proprio essere l’attività sportiva. Ecco quindi che aprire un circolo privato sportivo potrebbe essere l’idea giusta per chi desidera promuovere una sana aggregazione sociale, creando un punto di ritrovo nella città o nel paese dove le persone amanti dello sport possono trovarsi, non solo per parlare e scambiare opinioni in merito alla propria passione, ma anche per praticare regolarmente l’attività sportiva desiderata.

APRIRE UN CIRCOLO PRIVATO SPORTIVO: AZIONI PRELIMINARI

Aprire un circolo privato sportivoPrima di aprire un circolo privato sportivo è utile riunire le idee e considerare alcuni aspetti propedeutici all’inizio dell’attività. Come tutti i nuovi progetti, infatti, anche l’apertura di un circolo richiede di disporre di alcune risorse iniziali da mettere a disposizione del progetto stesso e di avere ben chiari gli obbiettivi e le finalità che si desiderano perseguire.
In particolare è importante considerare alcuni aspetti, tra cui:

– disporre di una certa cifra economica iniziale. Per quanto un circolo privato non sia un’attività a scopo di lucro, è necessario poter avere disponibilità di una somma economica per far fronte alle spese di avviamento;

– è importante scegliere un luogo in cui stabilire la sede del circolo. A seconda del tipo di sport che si desidera arruolare, è necessario prevedere un adeguato spazio per allestire campi da gioco, oltre che considerare di adibire delle rimesse per conservare le attrezzature;

– essendo che nessuna società può essere istituita con un unico socio, è utile pensare di coinvolgere altre persone nel proprio progetto. Siccome il circolo privato nasce proprio da uno spirito di aggregazione, altrettanto la sua fondazione è bene nasca dall’unione di più forze. Amici o parenti appassionati dello stesso sport potranno quindi non solo diventare soci fondatori del circolo, ma promuoversi anche come finanziatori iniziali e risorse umane utili per la gestione dell’attività.

DAL PUNTO DI VISTA BUROCRATICO COSA SERVE PER APRIRE UN CIRCOLO PRIVATO SPORTIVO

Come tutte le società che si rispettino, aprire un circolo privato sportivo prevede in prima battuta la formulazione di un atto costitutivo.
In parole semplici l’atto costitutivo si può definire come “il certificato di nascita” dell’associazione.
In tale atto vanno specificate le finalità del circolo, specificando chiaramente che si tratta di un tipo di attività no profit, e che quindi è senza alcuna finalità di lucro.

Lo scopo principale del circolo privato è quello di istituire un punto di ritrovo ben preciso, nel quale tutto le persone unite dalla stessa passione per uno sport possono riconoscere un luogo di riferimento, sia per chiacchierare che per praticare l’attività sportiva stessa.
L’apertura di un circolo privato sportivo è quindi finalizzata alla promozione dello spirito di aggregazione, della socializzazione e della condivisione di una stessa passione per lo sport.

All’interno dell’atto costitutivo, oltre alle finalità per cui si decide di aprire il circolo privato, già descritte, vanno chiaramente specificati i punti salienti dello statuto. Lo statuto si può quindi definire come la “carta di identità” della nuova associazione e dovrà comprendere tutte le seguenti informazioni in modo dettagliato:

– la scelta del nome dell’associazione, che distinguerà in modo univoco il circolo stesso;

l’indirizzo completo del luogo in cui si sceglie di istituire il circolo privato;

– di quale cifra economica si dispone inizialmente e quindi quale patrimonio ha il circolo stesso;

– quali condizioni si dovranno rispettare per poter diventare membri del circolo. In questo senso si dovranno redigere degli elenchi in cui individuare dei doveri per i membri soci, imprescindibili al fine di restare iscritti nel circolo, oltre che un elenco di diritti che potranno vantare tutti i soci del circolo;

– come è costituito l’ordinamento principale del circolo: va quindi indicato chi sono i soci fondatori dell’associazione e tra questi è importante individuare il presidente o responsabile del circolo, a cui far sempre riferimento in caso di necessità;

– di ogni socio fondatore è necessario specificare nome, cognome, luogo di nascita, indirizzo completo di residenza e codice fiscale. È sempre utile ricordare che un consiglio direttivo, per legge, deve essere formato da almeno tre soci fondatori;

– vanno dettagliate le regole per gestire il circolo e le norme di amministrazione;

– si dovrà infine pensare all’eventualità in cui l’associzione sportiva dovesse essere chiusa. In particolare sarà quindi necessario indicare le condizioni da dover rispettare in caso in cui i soci fondatori volessero procedere all’estinzione del circolo. Inoltre si dovranno redigere le norme da seguire per estinguere le finanze del circolo nella casistica di termine di attività.

L’atto costitutivo del circolo viene istituito durante la prima riunione indetta da tutti i soci fondatori, chiamata assemblea. Le specifiche di questa prima assemblea dovranno essere chiaramente evidenziate nell’atto, con indicazione completa di nome, ora e luogo in cui si è svolta la prima riunione. Lo stesso atto dovrà essere firmato in modo leggibile da tutti i membri soci, presenti al momento della stipula.

Essendo una forma di atto privato, lo statuto del circolo non deve necessariamente essere validato da un notaio. Tuttavia, la norma di riferimento è il Decreto Legislativo 460 del 1997. In base a tale decreto lo Statuto, una volta preparato, deve essere depositato presso l’Ufficio Registri Atti Privati. Sarà necessario procedere al pagamento dei diritti fissi statali, avendo cura di conservare la ricevuta di avvenuto pagamento, da mostrare obbligatoriamente in caso di controllo di supervisione.

Una volta ottenuto il codice fiscale del circolo, lo statuto deve essere poi presentato all’Ufficio delle Entrate, con compilazione entro 60 giorni dalla sua istituzione, dell’apposito modello.

Spesso all’interno di un circolo privato sportivo è presente un bar dove poter bere e mangiare: un’area di ristoro quindi, dopo l’attività sportiva.
In questo caso non è necessario comunicare l’attività di somministrazione all’Agenzia delle Entrate, in quanto non trattandosi di una attività commerciale, non c’è l’obbligo di emettere scontrini fiscali, nè di tener conto del versamento dell’iva.

Tuttavia per aprire un bar all’interno del circolo si deve:
– presentare modello SCIA, con specifiche di inizio attività, al proprio comune di appartenenza;
– dimostrare di avere messo in atto tutte le procedure igienico sanitarie previste dall’ASL in materia di esercizio aperto al pubblico;
– dimostrare che chi sarà addetto e responsabile del bar abbia svolto regolare corso di alimentarista e quindi sia abile per poter manipolare gli alimenti;
– essere in possesso di un regolare manuale di autocontrollo redatto secondo i criteri HACCP vigenti.

L’ORGANIZZAZIONE DEL CIRCOLO PRIVATO SPORTIVO

Per aprire un circolo privato sportivo, una volta svolte le questioni burocratiche, si può pensare ad organizzare l’attività dal punto di vista pratico.
Nel circolo deve essere presente un Registro delle Attività, nel quale va segnato tutto quanto accade nel circolo, compreso le riunioni periodiche che si organizzano regolarmente tra i soci.

Ogni attività deve essere specificata con i seguenti dati:
– data e ora;
– luogo;
– argomento oggetto di discussione;
– partecipanti all’evento.

Dal punto di vista contabile, benché il circolo non sia una attività di rendita, è necessario istituire un Registro Contabile, nel quale segnare tutte le entrate e le uscite che si verificano nei mesi.

Ogni socio dovrà essere identificato con una tessera individuale, necessaria per poter entrare nel circolo sportivo, così da poter usufruire dei servizi offerti. Nel bar del circolo è da tener presente che solo i soci muniti di tessera possono consumare bevande o pasti.
Questo aspetto è particolarmente importante, in quanto la licenza concessa a questa tipologia di bar è diversa da quella di un normale esercizio pubblico, è infatti semplificata.
Soggetti esterni, ospiti del circolo, potranno entrare solo ed esclusivamente se invitati da un socio, dopo aver compilato uno specifico permesso.

Se il circolo privato sportivo raggiunge un numero di oltre cento iscritti, diventa necessario far fronte alle norme di sicurezza in materia incendi: bisognerà ottenere un certificato di prevenzione dai vigili del fuoco.
Da ricordare, inoltre, che siccome il tesseramento dei soci, oltre che la quota associativa, sarà una buona fonte di raccolta fondi. Nel momento in cui il circolo privato si allarga aumentando di molto il numero degli iscritti, siccome l’associazione è senza finalità di lucro, eventuali profitti o utili generati non potranno essere che investiti di nuovo nella società stessa.