Aprire un chicken hut: tutto quello che devi sapere

Gli statunitensi sono amanti del fast food da decenni, ma anche in Europa e in Italia i marchi del settore sono riusciti a trovare un grande apprezzamento. Sono nate così le catene che propongono panini, pizza, pollo. Il numero di clienti è in aumento ed è per questo che aprire un Chicken Hut permette di guadagnare bene in tempi abbastanza rapidi. Si entra a far parte di una catena conosciuta e molto frequentata da grandi e piccoli.

Il pollo è uno dei cibi più consumati, capace di mettere d’accordo molte persone. Inoltre il fast food consente di mangiare velocemente e di risparmiare grazie ai prezzi contenuti. Sono queste le due chiavi del successo. Aderire al franchising di Chicken Hut consente di far parte di una rete internazionale e di accogliere italiani e stranieri, perché molti turisti preferiscono gustare ciò che più conoscono.

Molto dipende dalla zona in cui si intende avviare il locale, ma certamente il potenziale è elevato. Il brand non ha ancora moltissimi punti in Italia, perché la maggior parte è concentrata a Roma e nel Lazio. Questo significa che nelle altre città e Regioni c’è spazio da coprire e chiaramente si può sfruttare la novità, ovvero quella di aprire un punto di ristoro di un marchio conosciuto dove non è ancora presente.

La trattativa per aderire al franchising si svolge direttamente con Chicken Hut Europa che concede l’utilizzo del marchio e fornisce un supporto tecnico in cambio di fee e royalties. Questo modo di operare garantisce un accesso più rapido al mercato. Non dovrà essere tralasciato il marketing, ma sarà più semplice. Inoltre ricevere un aiuto dagli esperti dell’azienda consente di compiere i passi giusti. 

La valutazione del contratto di franchising, la redazione del business plan e il disbrigo delle pratiche burocratiche vanno affrontate insieme a un commercialista per velocizzare i tempi ed evitare errori specialmente nella registrazione dell’impresa e nella sua gestione. Il professionista può sollevare il titolare dell’azienda da diverse incombenze lasciandolo concentrare sul lavoro.

APRIRE UN CHICKEN HUT: BUROCRAZIA

Aprire un chicken hutProporre il pollo ai consumatori costituisce un buon metodo per avviare un business redditizio nella ristorazione. Si permette alle persone di soddisfare bisogni e sfizi e con i prezzi bassi si conquista una grande quantità di clienti. Ecco perché aprire un Chicken Hut è un business eccellente, con ottimi profitti. Non ci sono però solo i guadagni, prima bisogna pensare agli oneri. Inclusa la burocrazia.

Si deve essere competenti per avere successo, ma bisogna anche seguire correttamente l’iter indicato dalle leggi vigenti, sia in materia fiscale sia di sicurezza e igiene. Nonostante l’affiliazione la costituzione dell’impresa e la gestione fiscale dipende esclusivamente dal franchisee. La procedura non è comunque diversa da quella seguita per l’avvio di un qualsiasi ristorante. Prima di partire si deve individuare una sede per il locale.

Va deciso inoltre se si aggiunge un servizio di asporto, perché deve essere specificato all’atto della registrazione dell’attività. Per aprire un Chicken Hut si richiede la partita Iva all’Agenzia delle Entrate e si effettua l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. In via telematica si trasmette la comunicazione di Inizio Attività al Comune. Gli uffici competenti rilasciano l’autorizzazione e inviano la documentazione ai Vigili del Fuoco e all’Azienda Sanitaria Locale per le ispezioni delle strutture.

Dopo aver controllato il rispetto delle norme antincendio e igienico-sanitarie provvederanno a rilasciare i nullaosta che autorizzano l’apertura del Chicken Hut. Nel caso gli ispettori riscontrino delle anomalie daranno alcune prescrizioni e una scadenza entro la quale sistemare ciò che non è adeguato. Poi faranno un nuovo controllo e se tutto sarà stato sistemato compileranno le necessarie certificazioni per poter operare e avviare il punto di ristoro.

APRIRE UN CHICKEN HUT: REQUISITI

Completare l’iter burocratico è un obbligo, ma non è l’unico adempimento. Per poter aprire un Chicken Hut servono specifici requisiti, altrimenti non si avrà la possibilità di rendere redditizio il business. Non sono le competenze tecniche, indispensabili per preparare i cibi e venderli, ma il possesso di titoli e qualifiche che consentono di operare nel settore alimentare con la somministrazione di cibi e bevande.

Sono richiesti un diploma di scuola alberghiera oppure di un apposito corso di formazione professionale. In aggiunta si deve aver maturato un’esperienza almeno di due anni negli ultimi cinque anni nel settore della ristorazione o della somministrazione di cibi e bevante. Inoltre si deve essere iscritti al Registro Esercenti del Commercio. Questi requisiti sono indispensabili, così come lo è l’ottenimento dell’HACCP sulla sicurezza alimentare e l’igiene nella conservazione dei cibi.

Per aprire un Chicken Hut si deve frequentare un corso di formazione e superare un esame finale. Non è il titolare a dover possedere tali requisiti, ma chi sta in cucina. Se l’imprenditore si occupa direttamente della preparazione dei cibi presenterà tali requisiti, in caso contrario sarà il cuoco responsabile per il procedimento alimentare. Chi avvia l’azienda può occuparsi della gestione e assumere un cuoco esperto.

In termini di dipendenti va ricordato che si aprono le posizioni Inps e Inail per il trattamento assicurativo e previdenziale.

APRIRE UN CHICKEN HUB: COSTI E FRANCHISING

Chi intende aprire un Chicken Hub è opportuno che disponga sia del servizio al tavolo sia quello da asporto. Il costo dipende da molte variabili, come ad esempio la posizione del locale. E anche la sua dimensione. In ogni modo si possono elencare le voci di spesa. Va allestita una sala abbastanza ampia con tavoli e sedie, una cucina attrezzata con macchinari che permettono di facilitare il lavoro. Una friggitrice, una lavapiatti e così via. Un’area deve avere un bancone per la cassa e l’asporto.

Una zona si compone invece di spogliatoi per i dipendenti e servizi igienici per personale e clienti. Inoltre deve essere allestito un magazzino per la conversazione delle materie prime. La strutturazione del locale costituisce la spesa principale. Poi si devono aggiungere i salari, le utenze, le tasse e le imposte, inclusa quella della pubblicità da corrispondere al Comune per l’apposizione dell’insegna. L’acquisto delle materie prime, l’assicurazione il marketing sono altre uscite da mettere in conto.

Scegliere il franchising, come già accennato, significa utilizzare un marchio conosciuto dai consumatori e diffuso in tutto il mondo. Questo è il primo beneficio dell’affiliazione. Inoltre, sebbene si condivida parte degli incassi, si possono contenere i costi perché le materie prime e gli arredi vengono forniti direttamente dall’azienda. Ci sono vincoli, ma anche il supporto che aiuta, specialmente nella fase iniziale, a strutturare l’attività in modo efficacie.

I clienti entrano già conoscendo i principali piatti del menù e conoscono anche l’entità dei prezzi applicati. Questo li invoglia a frequentare il punto di ristoro e a consumare. Tutto questo ha un prezzo, che è più basso rispetto a partire da zero senza supporti o all’acquisto di un ristorante già avviato. In linea generale la somma da investire si aggira sui 40 mila euro.

Sicuramente è un investimento oneroso, ma porta a un ritorno più che soddisfacente a livello economico. La ristorazione, specie nell’ambito del fast food, rappresenta uno dei settori con maggiore sicurezza per il business. Non c’è crisi anche perché le persone hanno sempre l’esigenza di alimentarsi e lo fanno uscendo di casa spesso. Con un prezzo basso non hanno difficoltà a consumare.

Non deve però mancare la qualità e deve essere ben rapportata al prezzo praticato. Questa è la formula per mantenere la clientela. La bontà dell’investimento può essere facilmente verificata dal numero di fast food che cresce su tutto il territorio nazionale. Per avere successo bisogna proporre fedelmente il prodotto Chicken Hut, aggiungendo ogni tanto un po’ di innovazione. Si può interagire con l’azienda e con la sua rete proponendo eventi, iniziative e ricette. Questo permetterà di creare novità ad hoc per avere una maggiore attrattiva.