Aprire un centro di fisioterapia: tutto quello che devi sapere

La fisioterapia è una branca medica che impiega diversi sistemi, quali il calore, il massaggio, gli ultrasuoni e la ginnastica, con scopi terapeutici, preventivi e riabilitativi, per aiutare chiunque soffra di dolori, di malattie acquisite oppure di disfunzioni innate a carico dell’apparato muscoloscheletrico, del sistema nervoso o dei visceri. A tal proposito, se la fisioterapia ti interessa seriamente, tanto da farne la tua professione, probabilmente desideri scoprire come aprire un centro di fisioterapia.

Infatti, si tratta di un settore sempre più in crescita per l’aumento della pratica sportiva e dei conseguenti infortuni e dell’avanzare dell’età e delle derivanti patologie del popolo italiano. Quindi, ecco per te questa mini guida incentrata su tutto quello che devi sapere per aprire un centro di fisioterapia in Italia. Come se non bastasse, puoi anche rivolgerti ad uno Studio di Dottori Commercialisti per conoscere le correnti tematiche societarie e fiscali, per capire come stendere un dettagliato Business plan per aprire un’attività fisioterapica in proprio e per lasciarti guidare e aiutare nell’iter burocratico del nostro paese.

COME APRIRE UN CENTRO DI FISIOTERAPIA IN ITALIA

Se desideri entrare nel mercato della riabilitazione avviando un ampio centro o un piccolo studio professionale, in forma singola o associata, devi conoscere i passi principali e i requisiti per aprire un’attività fisioterapica in Italia che, in particolare, prevedono di:

  • effettuare uno studio di fattibilità del progetto imprenditoriale, decidere la forma sociale e indagare se si hanno i requisiti per ottenere delle particolari agevolazioni fiscali, per esempio per accedere al Regime Fiscale Forfettario, con la consulenza e l’aiuto di un buon Commercialista. Più nello specifico, il Regime Fiscale Forfettario prevede l’esenzione dall’IVA, delle tasse più basse e la contabilità semplificata;
  • scegliere la zona in cui stabilire l’attività e i locali in cui praticarla. A tal riguardo, deve trattarsi di una zona facilmente e velocemente raggiungibile sia dai mezzi pubblici che privati e nei cui pressi si trovino dei parcheggi e delle fermate per gli autobus. Inoltre, i locali devono essere agibili, sicuri e puliti nel rispetto delle norme in vigore. In particolare, un centro di fisioterapia deve misurare almeno100 mq per poter accogliere sino a 7.000 pazienti;
  • possedere la qualifica in fisioterapia, certificata con un titolo di studio, ottenuta dopo aver frequentato un corso universitario pluriennale di almeno 3 anni che preveda l’ottenimento finale di una laurea o di un diploma di laurea come Fisioterapista. Tuttavia, vengono accettati anche i titoli di studio equivalenti, per esempio quello di Terapista della riabilitazione oppure di Osteopata;
  • aver fatto esperienza sul campo ed essere in buono stato di salute;
  • usare i social network, i social media e ogni altro servizio sul Web per far conoscere il tuo centro di fisioterapia e rispondere alle domande degli utenti.

Aprire un centro di fisioterapia

I PASSAGGI PER APRIRE UN CENTRO DI FISIOTERAPIA

E’ bene evidenziare che maggiori sono le dimensioni dell’attività imprenditoriale che si vuole avviare, considerando il numero di dipendenti e il volume d’affari, più sono numerose le autorizzazioni da richiedere. Dunque, dovrai ragionare sul fattore dimensionale della tua impresa decidendo il numero di persone da assumere e dei pazienti da accogliere, la grandezza dei locali e i prezzi delle prestazioni da effettuare. Oltre al resto, fra i vari passaggi e i requisiti per aprire un centro di fisioterapia in proprio sul territorio italiano dovrai anche:

  • verificare che le persone con cui desideri formare il tuo staff possiedano la qualifica, l’abilità e l’esperienza necessaria per operare in ambito fisioterapico e sanitario;
  • richiedere al sindaco di competenza territoriale l’autorizzazione per poter effettuare la pubblicità sanitaria;
  • aprire la Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate;
  • aprire la tua posizione INAIL per assicurarti contro gli infortuni e quella previdenziale alla gestione separata INPS per pagare i contributi in dipendenza del fatturato, invece di pagare una quota fissa annuale a seconda della categoria professionale di appartenenza;
  • tesserarsi all’Aifi, sigla che indica l’Associazione Italiana Fisioterapisti;
  • stipulare una polizza RC professionale per proteggere i fisioterapisti da possibile denunce e richieste di risarcimento per danni causati ai pazienti per errori medici o negligenza;
  • aderire al codice ATECO 86.90.21 Fisioterapia che identifica la tua professione;
  • inviare al sindaco di competenza per territorio la SCIA, ossia la segnalazione certificata di inizio attività. A tale segnalazione bisogna allegare una relazione di tipo tecnico, redatta da un professionista, come un architetto, un geometra o un ingegnere, che sia iscritto al relativo ordine professionale, che certifichi la conformità alle leggi in atto dei locali e degli impianti. Inoltre, alla SCIA occorre allegare anche la copia del contratto di locazione, la planimetria dei locali e la loro destinazione d’uso, nonché il titolo di studio che abilita alla professione sanitaria di fisioterapista;
  • attenersi al Codice Deontologico del Fisioterapista per esercitare correttamente tale professione, in particolar modo rispettando i diritti del malato. Inoltre, è corretto offrire i servizi fisioterapici a prezzi minimi o fissi considerando il Tariffario Nazionale raccomandato dall’Aifi (Associazione Italiana Fisioterapisti);
  • tenere e aggiornare con precisione la contabilità, o farla tenere da un professionista contabile come il Commercialista;
  • rispettare la normativa sulla privacy e redigere il Documento Programmatico Sicurezza (DPS) per pianificare la sicurezza dei dati, delle informazioni, degli schedari, dei registri e delle cartelle cliniche secondo le leggi correnti.

QUANTO COSTA APRIRE UN CENTRO DI FISIOTERAPIA

I costi per aprire un centro di fisioterapia in Italia dipendono da diversi fattori, ad esempio devi considerare:

  • le dimensioni dei locali in cui esercitare la tua professione, la loro posizione rispetto al centro cittadino, le modifiche da apportarvi perché risultino più funzionali e a norma di legge, soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza degli impianti, l’igiene e l’idoneità per il movimento degli invalidi, abbattendo le barrire architettoniche, e per svolgervi un’attività sanitaria;
  • le tipologie di terapie offerte ai pazienti, che ai nostri giorni possono essere anche multidisciplinari e non solo concernenti la fisioterapia. Infatti, nel tuo centro di fisioterapia potranno lavorare anche degli specialisti in reumatologia, in neurologia e in altri rami medici;
  • i macchinari elettromedicali per le cure delle patologie neuro-muscolo-scheletriche e viscerali;
  • l’affitto o il mutuo dell’immobile;
  • l’arredo, l’abbigliamento, la biancheria e ogni strumento o materiale specifico per operare al meglio in ambito sanitario e fisioterapico;
  • le utenze come l’elettricità, il gas, l’acqua, Internet, eccetera;
  • ogni servizio o consulenza che richiederai a delle aziende esterne o a dei liberi professionisti;
  • gli stipendi da pagare al personale;
  • le tecnologie informatiche e i software specifici per gestire un centro di fisioterapia;
  • la pubblicità sanitaria, tradizionale e moderna;
  • i tributi (imposte, tasse, contributi), ecc.

ALTRI CONSIGLI PER APRIRE UN CENTRO DI FISIOTERAPIA

Fra i tanti consigli per aprire un centro di fisioterapia, devi considerare che se hai intenzione di diventare un imprenditore avviando questo tipo di attività senza, però, essere un fisioterapista dovrai necessariamente assumere un direttore medico con la qualifica di fisioterapista. Inoltre, se vuoi che il tuo centro fisioterapico abbia successo sarà opportuno che cerchi dei soci per poter condividere i rischi e aumentare notevolmente il capitale da investire. Per di più, cerca di differenziarti dalla concorrenza nell’offerta e nella qualità delle prestazioni e non trascurare la stesura di un approfondito Business plan.

Infatti, si tratta di un documento completo e dettagliato per prevedere i costi fissi e quelli variabili cui si va incontro, le spese indispensabili per gli acquisti di materiali e di apparecchiature mediche e le possibili entrate per coprire tutti i costi e i debiti e allo stesso tempo realizzare un guadagno soddisfacente. Inoltre, il Business plan è utile per analizzare il mercato ed anche per decidere il nome, la forma giuridica, il target di pazienti cui indirizzare i servizi, per esempio gli anziani con patologie o gli sportivi infortunati, le strategie di marketing e le dimensioni dell’impresa.

Al riguardo, è essenziale prevedere il numero di dipendenti da assumere e di pazienti da curare e la quantità, il prezzo e la durata delle sedute per calcolare il fatturato aziendale.

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