Aprire un bazar: tutto quello che devi sapere

Aprire un bazar

In tempi di crisi, sono sempre di più coloro che decidono di mettersi in proprio per cercare di fare fronte al costo della vita che, com’è noto, è sempre più alto. Tra le varie idee imprenditoriali che sembrano avere la meglio, c’è anche quella di aprire in bazar. Senza alcun dubbio, quella del bazar non è da considerarsi un’idea innovativa ma è importantissimo sottolineare che ha tutte le carte in regola per diventare un’attività vincente.

In linea di massima, infatti, i bazar rappresentano un vero e proprio punto di riferimento, soprattutto in un’epoca in cui il tempo è sempre troppo poco e le esigenze moltissime. Ciò vuol dire molto semplicemente che chi ha necessità di articoli diversi tra loro ed ha la possibilità di trovarli tutti nel medesimo negozio difficilmente rinuncerà a frequentarlo.

Ma vediamo di scendere più nel dettaglio e di capire quali sono le regole di cui tenere conto quando si ha intenzione di aprire un bazar e, soprattutto, quali sono i consigli utili e i suggerimenti da tenere a mente per non sbagliare.

APRIRE UN BAZAR: CONSIGLI E SUGGERIMENTI UTILI

Il primo e più importante aspetto di cui tenere conto quando si ha intenzione di aprire un bazar o, molto più in generale, un negozio, riguarda il fatto che è fondamentale aprire una partita Iva. A differenza di quanto si possa comunemente immaginare, aprire una partita Iva è semplicissimo e del tutto gratuito. Per farlo, basta rivolgersi ad un commercialista di fiducia o, in alternativa, recarsi all’ufficio delle entrate di riferimento.

L’apertura della partita Iva, però, non rappresenta l’unico adempimento burocratico necessario per poter aprire il bazar in totale tranquillità. Bisognerà, infatti, procedere anche con l’iscrizione sia all’Inps che all’Inail e, contestualmente, anche al Registro delle imprese, recandosi alla camera di commercio. Ovviamente, questi adempimenti hanno un costo annuo che, tra spese fisse e variabili, vanno dai 600 fino ai 1000 euro all’anno.

Al momento dell’apertura del bazar, poi, si ha l’obbligo di procedere con la comunicazione ufficiale al Comune di riferimento che deve essere effettuata con almeno 30 giorni di anticipo dall’avvio effettivo dell’attività. A tale proposito, è utile ricordare a tutti gli interessati che la cosa migliore da fare per evitare di effettuare errori che potrebbero generare conseguenze più o meno complesse da gestire, è quella di rivolgersi allo sportello di riferimento presso il proprio Comune in modo tale da capire quale è la documentazione necessaria nello specifico.

Ciò molto semplicemente perché da Comune a Comune possono cambiare i regolamenti. In linea di massima, comunque, ad essere obbligatori sono la richiesta relativa all’avvio dell’attività, quella per l’esposizione dell’insegna e, ovviamente, l’autorizzazione per la riproduzione di musica e, nel caso in cui se ne avesse la possibilità, di video. Nel caso della musica, poi, è bene precisare che si dovrà fare un accordo anche con la Siae e stabilire i relativi diritti. Se, poi, si dovesse decidere di vendere alimenti e/o bevande di vario genere, si dovrà essere consapevoli del fatto che le regole si faranno a dir poco più stringenti.

Le norme in tale ambito, infatti, sono molto rigorose e, per tale ragione, è bene informarsi in maniera a dir poco scrupolosa. Quello della somministrazione degli alimenti e delle bevande è un argomento che non compete solo ed esclusivamente alle amministrazioni comunali. A dover essere coinvolta, infatti, è anche l’azienda sanitaria locale che ha il compito di prendersi cura della salute dei cittadini e, pertanto, di vigilare su tutte le attività che decidono di vendere alimenti e/o bevande, appunto.

L’ideale sarebbe rivolgersi ad un esperto del settore in modo tale da riuscire ad essere perfettamente in linea con tutte le normative di riferimento, evitando di correre il rischio di incorrere in sanzioni di vario genere o, ancor peggio, di non riuscire ad aprire la propria attività per qustioni di natura esclusivamente burocratica.

Tra l’altro, anche facendo una semplice ricerca sul web si avrà la possibilità di capire quali sono le documentazioni necessarie e, soprattutto, a quali standard è fondamentale fare riferimento per riuscire a risultare perfettamente in linea con quanto previsto dalla normativa di riferimento in fatto di attività che somministrano cibi e bevande.

INVESTIMENTI DA SOSTENERE E PROSPETTIVE FUTURE

Di sicuro, quando si ha intenzione di aprire un bazar bisogna scegliere con la massima cura la location in cui allestirlo. Nel caso in cui si fosse già in possesso di un fondo, la cosa sarebbe decisamente molto più semplice. Nell’eventualità in cui, invece, si dovesse individuare anche la location, sarà opportuno fare prima un preventivo di spesa e capire con estrema precisione il budget che si ha a disposizione.

Quella dell’affitto di un locale, infatti, è una delle voci di spesa che più pesa sul bilancio complessivo e, quindi, è bene valutare tutti gli aspetti con estrema cura, senza lasciare nulla al caso. Nell’ultimo periodo, gli affitti sono aumentati in maniera notevole anche quando si ha a che fare con locali di piccole dimensioni e, dunque, la cosa migliore da fare è quella di valutare l’ipotesi di iniziare con un locale di modeste dimensioni, magari non in centro.

Stando alle stime, l’affitto medio potrebbe essere di circa 400 euro al mese nel caso in cui si dovesse decidere di optare per in quartiere non centrale e per una soluzione medio-piccola. Tra l’altro, rimanendo in tema di affitti, è bene precisare che sono in molti i proprietari degli immobili a richiedere fideiussioni bancarie per mettersi al sicuro. In alternativa, potrebbero essere richiesti ben 3 mesi anticipati di canone di locazione.

Insomma, quando si ha a che fare con la locazione di un immobile è sempre meglio fare i conti al centesimo in modo tale da evitare di doversela vedere con spese improvvise i fuori budget. A dover essere messe in conto sono, poi, le spese che devono essere sostenute per la ristrutturazione del locale. In questo caso, però, riuscire a stabilire un budget di massima non è affatto semplice e, dunque, la cosa migliore da fare è quella di chiedere più di un preventivo al fine di avere la possibilità di scegliere tra le varie proposte in maniera consapevole.

Altra voce di spesa da mettere in conto e da non sottovalutare è, poi quella per l’allestimento dei locali. Pur non avendo bisogno di un arredamento eccessivamente curato, un bazar deve essere ben organizzato ed è impossibile riuscire a stare sotto i 2000 euro, pur avendo a che fare con un locale di piccole dimensioni. Ulteriore spesa è rappresentata dalle utenze che all’inizio comportano un’uscita di denaro importante relativa ai cosiddetti allacci.

Al momento dell’avvio dell’attività dovrà essere presente nel bazar anche della merce per un valore che non dovrebbe andare al di sotto di 4000 euro. Discorso a parte deve essere fatto, invece, per i dipendenti. Almeno all’inizio, infatti, la cosa migliore è quella di provare a cavarsela da soli. Così facendo, si avrà la possibilità di ottimizzare le spese e di decidere in un secondo momento di assumere personale.

Un importante investimento da mettere in atto per riuscire a far conoscere il proprio bazar al grande pubblico in poco tempo è quello di rivolgersi a un social media marketer a cui affidare la campagna di promozione dell’attività. Un bazar, infatti, per funzionare bene deve essere conosciuto. Senza alcun dubbio, il passaparola rappresenta uno strumento a dir poco fondamentale ma, purtroppo, non basta.

Per tale ragione, la cosa migliore da fare è quella di creare contenuti ottimizzati per i social attraverso i quali raggiungere un target ben preciso di possibili interessati ai prodotti che vengono venduti nel bazar. Rivolgersi ad un esperto del settore agevolerà notevolmente la riconoscibilità del brand e consentirà a tutti di individuare l’attività e di recarvisi per acquistare uno dei tanti articoli in vendita.

Ovviamente, non potrà venire meno neanche la comunicazione cosiddetta offline in cui la cartellonistica e i materiali cartacei dovranno rappresentare un importante veicolo per la moltiplicazione del messaggio. A questo punto, chi ha intenzione di aprire un bazar non deve fare altro che rimboccarsi le maniche e mettersi all’opera, tenendo bene a mente che, almeno nella fase iniziale, la cosa migliore da fare è quella di ridurre al minimo le spese e di cercare di puntare tutto sulla comunicazione.

Così facendo, si avrà la reale possibilità di raggiungere un numero elevato di potenziali clienti in poco tempo e di riuscire a intercettare un vasto pubblico, generando guadagni certi in tempi relativamente rapidi.

 

 


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