Aprire un aeroporto : tutto quello che devi sapere

L’eroporto è una particolare struttura adibita appositamente per tutte le attività collegate al trasporto di passeggeri e merce tramite aeromobili. In particolare oltre alla partenza e all’arrivo di persone, merci e bagagli la struttura consente il ricovero e il rifornimento dei velivoli. i primi aeroporti cominciarono a sorgere agli inizi del ‘900 e tutt’ora alcuni di essi sono ancora in attività. Da allora l’evoluzione tecnologica delle apparecchiature e dei velivoli ha consentito di apportare modifiche strutturali alle piste e alle aree di accesso pubblico. 

In epoca moderna l’aereo è sicuramente uno dei mezzi di trasporto più scelto e i dati pubblicati dall’ENAV (Ente Nazionale per L’aviazione Civile) lo confermano: nel 2018, in Italia, si è registrato un aumento del traffico aereo del 5,8% e il totale dei passeggeri ammonta a 184.810.849; questo fa capire come il business legato alle attività aeroportuali può essere davvero interessante. 

APRIRE UN AEROPORTO: COSA BISOGNA SAPERE IN MERITO?

aprire un aeroporto

Aprire un aeroporto richiede una serie di autorizzazioni e procedure. Innanzitutto è necessario puntualizzare che l’avvio di un aeroporto di portata nazionale, o addirittura internazionale, è molto complicato per diverse ragioni. La prima riguarda i costi di costruzione e di gestione dell’infrastruttura; la burocrazia inoltre sarebbe infinita e i finanziamenti da richiedere raggiungerebbero quote molto importanti. In secondo luogo le compagnie aeree molto probabilmente non acconsentirebbero di destinare loro velivoli in mancanza di certezze riguardo al numero di potenziali passeggeri.

A questo punto sarebbe più intelligente e meno complicato aprire un aeroporto minore o un’aviosuperficie che si differenziano dai classici aeroporti sotto diversi aspetti. 

APRIRE UN AEROPORTO: LE VALIDE ALTERNATIVE

Per lanciarsi nel business dei voli, è possibile praticare altre strade. Gli aeroporti minori rientrano nel range di scelta alternativa al classico aeroporto. Tali strutture possono essere sprovviste di terminal; viste le dimensioni ristrette, e il minor traffico aereo, spesso presentano una sola pista di partenza e atterraggio (non per forza costruita con materiale stradale) e non è prevista la pista di rullaggio. Alcuni aeroporti più grandi hanno una torre che gestisce le autorizzazioni degli aeromobili, mentre strutture più piccole sfruttano un servizio non vincolante (e che non si assume nessuna responsabilità) chiamato AFIS (Airport Flight Information Service) che comunica informazioni sul traffico aereo e sul meteo. Esistono inoltre aeroporti non controllati che adoperano una frequenza radio specifica in cui vengono comunicate non obbligatoriamente le posizioni degli aeromobili. 

Risulta molto più semplice, sia dal punto di vista burocratico che nella gestione della struttura stessa, l’avvio di un’aviosuperficie che consente il trasporto di passeggeri e lo svolgimento di attività legate alla scuola di volo, previa autorizzazione dell’ENAC. Se all’interno della struttura non si svolgono tali funzioni verrà definita aviosuperficie gestita, dove non sarà necessario ricevere alcuna autorizzazione e su cui opereranno velivoli ultraleggeri. Le piste solitamente sono dotate di manto erboso ma è possibile realizzarle anche con il bitume. Successivamente alle delibere degli anni passati è possibile trovare all’interno delle aviosuperfici infrastrutture specifiche come: hangar, pompa per il carburante, servizi per il cliente, bar, ecc.

APRIRE UN AEROPORTO: QUALI NORMATIVE RISPETTARE?

Per avviare un aviosuperficie bisogna attenersi alle regolamentazioni in vigore. Innanzitutto la legge definisce aviosuperficie un’area di terreno piana, anche in pendenza, dotata di caratteristiche tali da poter consentire l’atterraggio e il decollo di aeromobili. Proprio in relazione alla pendenza si avrà un ulteriore classificazione tra aviosuperfici in pendenza e non in pendenza che verrà stabilita in seguito ad un calcolo specifico che non dovrà eccedere del 2% il valore prestabilito. 

per garantire la sicurezza delle operazioni di volo, le aviosuperfici devono attenersi ad alcune direttive:

– le dimensioni della pista e della struttura dovranno essere idonee alle manovre di atterraggio, partenza e spostamento dei velivoli;

– il fondo del terreno e l’andamento plano-altimetrico dovrà risultare idoneo alle operazioni svolte all’interno della struttura;

– lo spazio circostante dovrà essere libero da qualsiasi ostacolo o impedimento per l’effettuazione delle manovre in condizioni di totale sicurezza.

Il gestore dell’aviosuperficie dovrà occuparsi di presentare al ministero dei trasporti e agli enti coinvolti, una serie di informazioni che riguardano il tipo di attività svolta all’interno, le proprie generalità, i vari nulla osta rilasciati, l’installazione delle segnaletiche, le coordinate geografiche dell’aviosuperficie, ecc.

CHI GESTISCE GLI AEROPORTI IN ITALIA?

Come anticipato precedentemente, in Italia è molto complicato avviare e gestire un aeroporto in maniera autonoma. La maggioranza degli azionisti che controllano i principali scali italiani sono imprenditori di alto rango, fondi comuni di investimento, città metropolitane, banche e famiglie rinomate della finanza che in sinergia riescono a garantire anche economicamente le strutture. 

Risulta evidente che se non si possiede una capacità economica importante risulterà quasi impossibile dedicarsi a questo business. Anche se con margini operativi e di guadagno più contenuti, gli aeroporti minori e le aviosuperfici danno invece la possibilità di poter investire in questo settore. Aprire un aeroporto richiede passione, dedizione e rispetto delle regole.