APRIRE UNA YOGURTERIA: IL NUOVO BUSINESS
Il piacere per il gelato è stato affiancato dalla passione per lo yogurt che cresce tra le persone di ogni età. La complicità dei diversi gusti e delle aggiunte di cioccolato, canditi, smarties e tanti altri ingredienti che rendono la coppa personalizzata aiuta ad aumentare le vendite. In molti casi lo yogurt sostituisce il gelato ed è più leggero dal punto di vista calorico. Ne stanno nascendo molte, perché risulta un buon modo per crescere e avere successo sul mercato. Tutto quello che si deve sapere per aprire una yogurteria è incluso in pochi passaggi, da seguire con attenzione perché fare errori o essere troppo precipitosi può determinare il fallimento dell’impresa. In ogni caso i professionisti sono sempre a disposizione.
Avere un commercialista che supporta nella formazione di un piano di azione e consiglia la strada da seguire, rispetto alle normative in materia fiscale, aiuta molto nel decidere gli investimenti e i passi da compiere. Ci sono due vie da percorrere: le proprie forze e il franchising. Ce ne sono alcuni che operano nell’ambito della produzione e commercializzazione di yogurt. Il vantaggio della seconda opzione riguarda la possibilità di usare un marchio conosciuto e promosso a livello nazionale, ma ci saranno da pagare percentuali sui guadagni all’azienda. L’investimento iniziale prevede una spesa che si aggira sui 30-40 mila euro, da calcolare in base al locale scelto per allestire il negozio.
La posizione non determina solo il prezzo, ma consente di avere passaggio e magari un comodo parcheggio che invoglia la clientela a fermarsi per una pausa dolce. Non ci devono essere concorrenti diretti nelle vicinanze e bisogna sapere, svolgendo una ricerca di mercato, se aprire una yogurteria sul territorio sia una buona idea. Bisogna sapere se gli abitanti apprezzano e sono pronti ad acquistare lo yogurt oppure no. Le abitudini sui consumi costituiscono un dato molto importante in questa direzione. La scelta deve quindi essere ponderata e consapevole, in modo da avere certezze e un buon punto di partenza per il raggiungimento dell’obiettivo.
FRANCHISING O IN PROPRIO?
Se si decidesse di affidarsi al franchising si potrebbe utilizzare il marchio, così come la fama e le conoscenze tecniche, trasmesse con apposita formazione. Con l’investimento richiesto vengono fornite le attrezzature necessarie, come ad esempio frigoriferi e il mobilio strettamente indispensabile per la gestione del locale e l’accoglienza del pubblico. Gli arredi sono fatti secondo il modello voluto dal franchisor e riportano lo stile e i marchi facilmente riconoscibile agli occhi del cliente. I colori aiuteranno ad attirare l’attenzione degli acquirenti. e aiuteranno certamente il titolare a sfruttare a pieno l’immagine, adoperando il marchio come una garanzia e un sinonimo di qualità del prodotto offerto.
Nel caso si decida di agire contando soltanto sulle proprie risorse, le spese potrebbero essere inferiori, perché non ci sarebbe l’obbligo di avere determinati arredi e le materie prime potrebbero essere scelte in totale libertà, ma si incorrerebbe in altri costi. Il risparmio sull’arredamento e sulle apparecchiature si raggiunge ricercando materiale usato, purché sia ancora utilizzabile e rispettoso delle necessarie norme di igiene e sicurezza. Per gli ingredienti si sceglie in libertà il fornitore che offre il migliore rapporto tra qualità e prezzo. La promozione va creata completamente, ma del resto con il franchising si approfitta del marchio noto, ma bisogna pur sempre far sapere dell’apertura in città.
Inoltre si deve pensare alla tecnica. Il franchising trasmette il sapere, informando la persona sulle modalità di preparazione, mentre se si inizia in autonomia l’attività bisogna formarsi da soli, seguendo corsi a pagamento. Sicuramente è meglio avere una base di conoscenza, altrimenti può risultare più difficile e soprattutto serve un periodo di tempo più lungo per prepararsi. Considerando la decisione tra le due opzioni per aprire una yogurteria dal punto di vista del budget, a grandi linee si tratta dello stesso ammontare di denaro. Si risparmia da una parte e si spende di più dall’altra. Ma per sapere meglio l’esatta spesa da sostenere si devono fare i calcoli nei dettagli, a partire dall’esame del contratto proposto dall’azienda di franchising valutando servizi offerti, attività e contributi richiesti.
I COSTI AGGIUNTIVI E LE AUTORIZZAZIONI
Aprire una yogurteria, qualsiasi sia il modo di operare e quindi la strada scelta per l’avvio, ci sono procedure da seguire e costi da pagare indipendenti e non trattabili. Innanzitutto c’è il personale. Se il locale è di piccole dimensioni sono sufficienti due persone, di cui una è il titolare e la seconda può essere un socio oppure un dipendente. Nel caso del dipendente ci vuole il giusto inquadramento e quindi il pagamento del salario e dei relativi oneri, quali contributi previdenziali, tasse e addizionali. Normalmente un addetto prepara lo yogurt e l’altro si occupa della vendita.
Nel caso si desideri avere tavolini per il consumo all’interno del locale e si faccia il servizio al tavolo, oppure si desideri aprire uno spazio più grande potrebbero essere necessarie più persone. Dipende anche dal numero di clienti che entrano nel negozio. Oltre agli adempimenti legati al personale impiegato ci sono altri obblighi di legge da rispettare. La yogurteria non differisce dalle altre attività commerciali, quindi si deve fare riferimento alle stesse regole.
Una volta costituita l’impresa si fa la registrazione presso la Camera di Commercio, iscrivendola, dopo aver richiesto la partita IVA. Ci vogliono i permessi dell’Azienda Sanitaria Locale e la licenza per la somministrazione di cibi e bevande. Solitamente si deve frequentare un corso per essere abilitati. Si tratta dell’Haccp, ovvero la certificazione relativa alla sicurezza e all’igiene alimentare. Il corso è piuttosto costoso, ma senza averlo frequentato e superato l’esame finale non si può ottenere l’autorizzazione ad aprire una yogurteria.
Rivolgendosi al Comune in cui si intende avviare la nuova attività si possono avere informazioni dettagliate sui costi e sull’occorrente in riferimento alla documentazione da presentare per poter presentare la domanda. Ci saranno le visite di rito ai locali da parte dei vari enti, dai Vigili del Fuoco per la sicurezza alla Polizia Municipale per l’adeguatezza dello spazio all’uso per cui viene concepito, passando per i funzionari sanitari che verificheranno il rispetto delle norme igieniche.
L’ASSISTENZA PER LA GESTIONE
In Italia ci sono ricerche che forniscono un dato interessante: 24 milioni di famiglie capaci di consumare ciascuna 14 chilogrammi di yogurt in un anno. I consumatori gradiscono molto questo tipo di cibo e ciò significa che ci sono davvero molte opportunità di successo per chi è interessato ad aprire una yogurteria. Come tutte le decisioni va pensata con calma e considerando tutti gli aspetti del caso e non si procede mai prima di avere tutte le notizie che servono.
Si analizzano le possibilità, si verifica la necessità per gli abitanti di un territorio dell’attività proposta e quindi si iniziano a calcolare le spese e i potenziali introiti. Potrebbe non bastare, perché nella proposta di contratto del franchising c’è qualcosa che non è chiaro, oppure per i dipendenti da assumere ci sono dubbi sulle modalità e sulle spese effettive da sostenere. Può servire un aiuto da parte di un esperto per fare chiarezza sui diversi aspetti legati alle tasse e magari per comprendere quale alternativa sia davvero la più conveniente. Va tenuto presente che un errore con il fisco può costare caro e una decisione errata può comportare la chiusura dell’attività anziché il successo e l’ampliamento.
Un commercialista è qualificato e preparato a rispondere ai diversi quesiti, fornendo un aiuto concreto al cliente perché sia a conoscenza di tutti i dettagli del caso. Del resto l’apertura della partita IVA non è difficile, ma la sua gestione è articolata e costituisce uno degli elementi principali, perché bisognerà registrare le spese ed emettere scontrini e fatture nel modo corretto, giustificando ogni movimento della nuova impresa.
Ma aprire una yogurteria non significa solo avere costi e dover cercare introiti. In base alla condizione del titolare si potrebbe accedere a finanziamenti agevolati o a fondo perduto per recuperare una parte di spese. Addirittura potrebbero esserci delle detrazioni. Far analizzare l’intera pratica da un commercialista è sempre una buona idea e le sorprese potrebbero essere buone. Ciò che è certo è che si evitano errori irreparabili e particolarmente costosi, realizzando tutto secondo quanto previsto dalla legge in materia fiscale, uno dei fattori decisivi.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

