Aprire una tea room: tutto quello che devi sapere

Aprire una tea room

Gli amanti del tè saranno felici di sapere che questo è un grande momento per aprire una tea room. Lungi dall’essere frequentate solo da vecchie signore, le sale da tè, anche chiamate tea house, sono luoghi di tendenza che attirano una schiera sempre più folta e variegata di appassionati. Sebbene l’Italia sia il Paese del caffè espresso, la riscoperta della magia del tè sta contagiando anche lo Stivale e a dimostrarlo è la crescente diffusione dei luoghi dedicati alla bevanda dalla cultura millenaria. Le tea room variano molto da un Paese all’altro; il modello affermatosi in Italia riprende quello dei salon de thé francesi dove, oltre a sorseggiare il tè, si possono assaporare squisiti dolci.

Per chi cerca nuove opportunità di business, questa è una soluzione molto interessante che può attirare una clientela giovane e garantire guadagni costanti. L’ingrediente fondamentale per aprire un’attività di questo tipo è un’ottima conoscenza del tè che si può acquisire attraverso dei corsi. Non basta servire il prodotto, ma bisogna comunicarne la storia e permettere ai clienti di avere delle esperienze sensoriali proponendo gusti sempre differenti. La passione è un ottimo punto di partenza per entrare nel business del tè, ma oltre ad essa ci vogliono conoscenze sulle tecniche di marketing e la disponibilità economica per affrontare la fase iniziale.

Se si vuole avviare una tea room con annessa pasticceria occorrerà avere i requisiti necessari alla vendita e somministrazione di alimenti e bevande nonché l’idoneità sanitaria. Sono molti gli aspetti da prendere in considerazione, dalla scelta della location alla stesura del business plan nel quale fare tutte le considerazioni e le analisi economiche per capire se l’attività sarà redditizia o no. Per affrontare con sicurezza il complesso iter burocratico consigliamo all’aspirante titolare di una tea room di affidarsi all’esperienza di uno Studio di Commercialisti che si occuperà anche della tenuta contabile e della ricerca dei finanziamenti per coprire le spese di avvio dell’attività.

APRIRE UNA TEA ROOM

Per aprire una tea room occorre innanzitutto trovare l’ubicazione più adatta ad ospitare questo tipo di attività. Prima di scegliere la location vale la pena riflettere sul fatto che il momento del tè è una sorta di rituale che assume un significato di relax e benessere. Uno degli aspetti che attrae maggiormente i frequentatori delle sale da tè è quello di sedersi e scambiare quattro chiacchiere in un ambiente elegante e confortevole, sorseggiando la bevanda che arriva dall’Oriente. Per questo è consigliabile aprire il locale in una zona tranquilla della città dove sia comunque garantito il transito di un numero elevato di persone, come, ad esempio, il centro storico.

Il locale non deve essere necessariamente di grandi dimensioni: bastano 40 mq+10 mq per il magazzino. Quale che sia la superficie, è l’arredamento a fare la differenza, per questo è importante che sia curato in ogni minimo dettaglio affinché colpisca subito l’avventore. Qualunque stile si scelga (francese, etnico, british, cinese, classico, shabby chic, ecc.) l’importante è riuscire a ricreare un’atmosfera accogliente e intima che permetta di sfuggire dal caos della vita quotidiana, magari con luci soffuse e una leggera musica in sottofondo. Anche gli oggetti, dalle teiere alle tazze, devono soddisfare la vista ancor prima del palato ed essere in linea con lo stile del locale.

Altro elemento necessario a qualificare un’autentica tea room è la preparazione del personale che deve conoscere ogni sfaccettatura della bevanda, saperne riconoscere le tipologie, capire i tempi di infusione e suggerire i migliori abbinamenti tè e cibo. Chi intende aprire un’attività in questo settore ma non ha esperienza può frequentare un corso per “tea sommelier” che gli insegni ad avere una comprensione trasversale del tè e a saper dare consigli in modo chiaro e comprensibile. La presenza prevalente del tè in una tea house non esclude la possibilità di servire anche tisane ed infusi di altre piante, nonché caffè e cioccolata, purché non superino l’offerta della bevanda principale.

ASPETTI BUROCRATICI DELL’APERTURA DI UNA TEA ROOM

Una volta chiarito ogni dettaglio di come sarà strutturata la propria sala da tè, occorre mettersi in regola con la burocrazia. La prima cosa da fare è scegliere se aprire da soli o condividere l’impresa con dei soci, ed eventualmente individuare con un commercialista la forma giuridica da adottare. Aprire una tea room dal punto di vista degli adempimenti burocratici equivale ad aprire un bar. L’iter burocratico prevede:

  • apertura della partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate;
  • iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio di zona;
  • iscrizione all’Inps e all’Inail;
  • comunicazione al Comune dell’intenzione di avviare questo tipo di attività;
  • richiesta del controllo da parte dell’Asl in merito all’idoneità igienico sanitaria;
  • richiesta al Comune dell’autorizzazione all’esposizione dell’insegna;
  • pagamento diritti SIAE per la diffusione di musica e immagini.

Tra i requisiti per aprire una tea room c’è quello di frequentare un corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) e di conseguire, attraverso la frequentazione di un corso e il superamento di un esame finale, il certificato HACCP che attesta la conoscenza delle norme dell’igiene e della sicurezza alimentare. Sono abilitati ad essere titolari di una sala da tè anche coloro che hanno un’esperienza di almeno due anni negli ultimi cinque anni nel settore della vendita di prodotti alimentari, i possessori di un titolo di studio alberghiero e gli iscritti al vecchio registro REC (Registro Esercenti il Commercio).

QUANTO COSTA APRIRE UNA TEA ROOM

Per chi vuole aprire una tea room sono tante le variabili che incidono sul costo finale: la metratura e la posizione in cui sarà ubicato il locale, la sua eventuale ristrutturazione, la messa in sicurezza, l’allestimento, la scelta della forma societaria, e via discorrendo. Non è facile riuscire ad immaginare tutte le spese che si devono affrontare in vista dell’apertura. Tra le tante voci rientrano quelle per il bancone, il registro di cassa, il software gestionale, le poltrone, i divani, i tavolini, e poi tazze, teiere, piatti, ecc. Si aggiunga l’acquisto delle materie prime, che devono necessariamente essere di ottima qualità.

Altre spese da mettere in preventivo sono i costi per le utenze, l’iscrizione alla Camera di Commercio, il personale, la polizza di copertura assicurativa e la parcella del commercialista. Si dovranno inoltre pagare i corsi da seguire presso la CCIAA e la SIAE per la trasmissione di musica. Volendo azzardare una quantificazione minima, si parla di almeno 60.000 euro. Se si ha intenzione di richiedere un finanziamento, è possibile fare domanda presso Invitalia, oppure informarsi presso la Camera di Commercio della propria zona in merito ai contributi europei e regionali. Per accedere al finanziamento è necessario redigere un business plan che dimostri la fattibilità del progetto.

Infine, per risparmiare si può pensare di avviare l’attività con la formula del franchising. Aprire una tea room in franchising ha i suoi vantaggi perché consente di ridurre al minimo il rischio d’impresa grazie alla possibilità di sfruttare un brand già ben posizionato sul mercato e si è seguiti in ogni passo da veri esperti del settore. La casa madre aiuta il franchisee a valutare la posizione del punto vendita, offre consulenza per lo studio di fattibilità e fornisce un supporto aziendale e una formazione continua per una crescita professionale in linea con il mercato.

 

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