Aprire una Srl a Malta

Per un imprenditore è fondamentale ricercare opportunità di business anche al di fuori dei confini nazionali. Molti stati europei hanno attuato diverse riforme fiscali e introdotto incentivi per rimettere in moto la propria economia, e tra queste nazioni figura Malta. Il piccolo arcipelago posizionato nel cuore del mediterraneo, risulta la meta ideale a cui puntare per realizzare progetti imprenditoriali.

APRIRE UNA SRL A MALTA: COSA SAPERE?

Aprire una Srl a Malta è abbastanza vantaggioso. La piccola isola dista solo 80 Km dalla Sicilia e circa 300 Km dalle coste Africane. La sua capitale è La Valletta e risulta essere uno degli stati più piccoli al mondo. Ha una popolazione di circa 370.000 abitanti e le lingue ufficiali sono il maltese e l’inglese; l’italiano è molto diffuso e viene parlato da più della metà degli abitanti.

È universalmente conosciuta come meta turistica per lo svago e per la cultura specialmente nel periodo estivo dove milioni di persone invadono le città dell’isola. È membro dell’unione europea dal 1° maggio 2004 e dal 1° gennaio 2008 è entrata a far parte dell’eurozona. Le maggior fonti economiche di Malta sono il turismo e le risorse minerarie (il calcare su tutti). Il proprio fabbisogno idrico ed energetico è limitato, pertanto risulta fondamentale l’approvvigionamento tramite gli scambi con paesi terzi.

APRIRE UNA SRL A MALTA: IL SISTEMA FISCALE

Oltre ad avere un clima e un paesaggio spettacolare, Malta ha un’impostazione fiscale volta ad incentivare gli investimenti sul proprio territorio, tanto che risulta essere uno dei paesi Europei più vantaggiosi sotto questo punto di vista. Dal 2010 è entrato nella “white list” dei paesi che assicurano la trasparenza e la collaborazione in tema fiscale.

lo scopo principale dell’attuazione di un sistema fiscale semplice ed efficiente sta nel voler attirare l’attenzione di investitori stranieri per garantire un costante sviluppo economico. La tassazione si suddivide nel seguente modo:

  • IRPEF per un’aliquota massima del 35%;
  • l’aliquota massima per le società sarà del 35%
  • non sono previste trattenute fiscali;
  • non esistono tasse patrimoniali;
  • non sono previste tasse patrimoniali;
  • VAT (equivalente alla nostra Iva), paria al 18%;
  • sistema previdenziale equo;
  • disbrigo amministrativo semplice e chiaro.

Il sistema fiscale Maltese prevede la suddivisione delle persone fisiche in due categorie: lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. I liberi professionisti fanno parte della seconda tipologia di lavoratori e cosi come i dipendenti, devono pagare le rispettive aliquote alla Social Security Contribution, ovvero alla previdenza sociale.

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APRIRE UNA SRL A MALTA: COME FUNZIONA?

La costituzione di una società a Malta è considerata a tutti gli effetti residente e domiciliata fiscalmente pertanto è prevista un’imposta standard del 35% sul reddito proveniente da qualsiasi parte del mondo. È possibile avviare diverse tipologie di società:

  • Limited Liability Company: è la forma giuridica più diffusa; il capitale sociale minimo ammonta a 1.165 euro e deve essere sottoscritta da almeno due soci. Si dovrà decidere se la società sarà pubblica (verrà definita PLC), oppure privata (LTD).
  • Self-Employed: equivale al corrispondente italiano del libero professionista; per poter farne parte bisogna iscriversi all’Employment and Training Corporation (ETC) ed è obbligatorio presentare il proprio documento d’identità (o passaporto), e il Social Security Number.
  • Partnership General o Limited: rappresentano la società in nome collettivo e società in accomandita semplice.
  • Sole Propietorship: il proprietario dell’attività agisce in nome proprio e non gode di una personalità giuridica distinta dalla società. Sono previste poche formalità e regolamentazioni, per l’apertura sarà infatti necessario presentare solamente la licenza commerciale e registrarsi presso il Register of Traders.

Il fisco maltese prevede una forma di credito d’imposta, totale o parziale, per una parte delle tasse pagate sui dividendi distribuiti dalla società, assicurando così nessuna tassazione supplementare per i soci.

APRIRE UNA SRL A MALTA: RIMBORSI FISCALI

Il sistema dei rimborsi fiscale introdotto dal governo maltese è stato approvato dall’unione europea nel 2006. I soci di un’impresa registrata sul suolo maltese hanno il diritto di chiedere i rimborsi fiscali per le tasse pagate su imponibili provenienti sia dal territorio maltese sia da paesi terzi. Le tasse possono essere richieste indistintamente da soci residenti e non.

Le tipologie di società cui i soci possono richiedere i rimborsi sono tutte quelle costituite a Malta, quelle costituite all’estero ma gestite e controllate da Malta e tutte quelle società che operano attraverso filiali maltesi anche se non operano o sono gestite a Malta.

La determinazione dei rimborsi fiscali vengono suddivisi nel seguente modo:

  • rimborso di 6/7 delle tasse: applicazione generalmente prevista per i redditi prodotti da attività commerciali;
  • rimborso di 5/7 delle tasse: tipologia di rimborso prevista per redditi non commerciali, quindi prodotti da interessi passivi o da diritti d’autore;
  • rimborso di 2/3 delle tasse: è prevista solo per i ricavi prodotti all’estero e solo se la società ha provveduto a richiedere l’esenzione della doppia imposizione fiscale su quel determinato profitto.

Sono previste altre misure e passaggi più approfonditi che generalmente vengono affrontati con l’ausilio di un commercialista.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.