Aprire una società in Slovenia

Avviare la propria impresa all’estero può essere davvero una buona occasione, tuttavia prima di procedere è bene raccogliere tutte le informazioni necessarie. Per aprire una società in Slovenia bisogna fare due passi: effettuare una visita preventiva sul territorio e quindi affidarsi a un commercialista. Con queste azioni si può essere consapevoli della situazione da affrontare ed evitare errori che potrebbero pregiudicare lo svolgimento dell’attività.

Indubbiamente il Paese offre diversi vantaggi, ma ci sono specifici iter da seguire. La Slovenia è una delle zone di maggiore attrazione per le imprese intenzionate a trasferirsi all’estero. Non ci sono solo vantaggi per la delocalizzazione, quindi è opportuno pianificare in modo dettagliato ogni azione facendo riferimento a professionisti italiani e locali, così da esaminare la situazione nel suo complesso.

Vanno conosciute le normative, ma anche valutate le capacità produttive, i settori e le imposizioni fiscali. Infatti molto può dipendere dal settore economico di interesse per l’impresa. Non c’è nulla di complicato, ma bisogna compiere i passi giusti. Si raccolgono ed elaborano le informazioni così da prepararsi al meglio. Vanno scelte la location migliore e anche la forma giuridica per gestire l’azienda nel modo giusto.

Sicuramente la Slovenia è una buona destinazione, ma perché? Il Paese ha circa due milioni di abitanti e 20 mila chilometri quadrati con una costa turistica e una zona aeroportuale attrezzata per le persone e per le merci. Lo Stato fa parte dell’Unione Europea e vanta vantaggiosi accordi su dazi con vari Paesi nel mondo, inclusa la Cina. Lo stesso vale per l’Iva applicata su importazioni ed esportazioni.

Inoltre c’è personale specializzato con un elevato livello di istruzione da impiegare nelle nuove aziende. I tassi di criminalità sono molto bassi, mentre strategicamente la posizione geografica della Slovenia è decisamente buona. Ma c’è di più: la tassazione per le società a responsabilità limitata è al 19% e non vi sono altri balzelli come Irap e Ires. Sono anche a disposizione differenti incentivi economici nazionali ed europei con la finalità di creare posti di lavoro.

I costi sono inferiori rispetto all’Italia, sia quelli relativi al lavoro sia quelli energetici, sena contare le numerose agevolazioni fiscali per consentire alle imprese di acquistare le attrezzature necessarie. Le aziende beneficiano anche di ottime condizioni di ammortamenti e di detrazioni fiscali al 100% per i costi connessi alla società. I rischi sono bassi e la popolazione parla italiano e inglese. Insomma ci sono molti motivi per lavorare in Slovenia.

APRIRE UNA SOCIETÀ IN SLOVENIA: LA FORMA SOCIETARIA

Le tipologie di società contemplate dalle normative slovene seguono più o meno quelle italiane, ovvero lo schema è pressoché il medesimo. In Italia ci sono ditte individuali, società di persone oppure di capitali. La stessa divisione c’è in Slovenia: le ditte individuali sono le S.p.; le S.n.c. e le S.a.s. si traducono in due tipi D.n.o. e K.c.; mentre le corrispondenti delle S.p.A., le S.r.l. e delle S.a.p.a. sono D.d., D.o.o. e K.d.d.

Chi vuole aprire una società in Slovenia può scegliere tra la nuova costituzione e l’acquisizione di un’impresa già costituita. Chiaramente a differire sono i costi e soprattutto i tempi. Non c’è la strada giusta o migliore da seguire, perché tutto dipende dalle proprie esigenze. Nel caso si tenda ad acquistare un’impresa già registrata bisogna fare una ricerca appropriata sul marchio, sulle condizioni economiche e sul suo mercato.

Sicuramente svolgendo una visita in loco ci si può prendere il tempo necessario per effettuare le verifiche del caso e incontrare esperti e imprenditori, magari anche stabilendo i primi accordi per una collaborazione aziendale. Si deve però stabilire se si vuole operare sul mercato sloveno oppure se si apre semplicemente una sede operativa per lavorare con altri Paesi. Inoltre è importante sapere se si vuole aprire una società in Slovenia ex novo oppure si trasferisce la propria attività fuori dall’Italia.

APRIRE UNA SOCIETÀ IN SLOVENIA: LA BUROCRAZIA

La società a responsabilità limitata, D.o.o. può essere costituita da uno o più soci. Viene data l’opportunità di costituire la società a persone fisiche o giuridiche. Questa formula deve essere registrata dal notaio e presso la Camera di Commercio e risponde con i propri capitali e il proprio patrimonio. All’atto di aprire una società in Slovenia, se con questa formula, si devono versare 7.500 euro. Tale somma resta a disposizione dell’impresa e i soci non rispondono per i suoi obblighi.

Al fine di avviare l’attività si devono presentare i documenti richiesti e rispettare i requisiti contenuti nelle normative. Innanzitutto per le persone fisiche serve la carta d’identità, mentre le persone giuridiche devono produrre una visura camerale tradotta in sloveno e legalizzata. Bisogna preparare tutti i dati: denominazione della società; indirizzo delle sede, eventualmente anche domiciliato presso studi professionali; nomi dei soci con l’indicazione dell’ammontare delle relative quote; l’elenco degli amministratori con i relativi limiti.

Vanno poi precisate le attività primarie e secondarie svolte, come riportato nell’atto costitutivo societario. Ovviamente si intende l’atto scritto per aprire una società in Slovenia. Non è difficile, ma è meglio affidarsi a esperti, così da poter procedere rapidamente e senza rischi. I professionisti del settore possono aiutare a individuare l’asset più conveniente, a effettuare uno studio di fattibilità per pianificare poi tutti i passaggi, a ottenere il codice fiscale sloveno per impresa e dirigenti, a preparare i documenti burocratici.

Gli uffici di consulenza preposti possono poi occuparsi dell’atto notarile, della traduzione e della legalizzazione dei documenti, nonché dell’apertura del conto bancario per versare il capitale sociale. Provvedono a iscrivere l’impresa all’ufficio Iva e alla Camera di Commercio. Gli stessi professionisti possono procedere per la costituzione ex novo sia per l’acquisto di un’azienda già esistente. Saranno i consulenti a ricercare opportunità per ottenere finanziamenti nazionali o europei per l’attività commerciale che si intende iniziare.

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APRIRE UNA SOCIETÀ IN SLOVENIA: I COSTI

È importante conoscere i passaggi burocratici, ma certamente una delle prime domande che un imprenditore si pone riguarda le spese. Quanto costa allora aprire una società in Slovenia. Quelle elencate nei paragrafi successivi sono le spese istituzionali, quelli richieste per costituire l’azienda. Non tengono quindi conto di particolari esigenze come quella ad esempio di disporre di uno stabilimento.

Per le D.o.o., ovvero le S.r.l. con due o più soci il costo totale si aggira sui 2.500 euro. Per il traduttore dell’atto notarile ci vogliono circa 200 euro. Il capitale sociale, come già accennato ammonta a 7.500 euro. La tempistica per arrivare a iniziare il lavoro è relativamente breve. Servono sette giorni per la costituzione, mentre per ottenere la partita Iva e il Vies sono necessari 30 giorni.

Se invece si preferisce acquistare una società già costituita la spesa da affrontare varia tra i 3.200 euro e i 3.800 euro. A questo punto ci si deve concentrare sulla gestione. I costi sono di circa 2.000-2.200 euro all’anno. Questa cifra tiene conto di 150 registrazioni di fatture mensili. Si devono però aggiungere 500 euro per il controllo dei bilanci e 1.000 euro per la sede legale. Si riconosce una sorta di affitto allo studio professionale. Naturalmente ciò non tiene conto della tassazione.

Indipendentemente dal fatturato, il Fisco sloveno prevede l’applicazione di norme specifiche con percentuali fisse. Le società devono pagare il 19%. I dividendi vengono invece tassati al 25% per i residenti, attraverso l’uso della ritenuta d’acconto. Chi non risiede deve applicare una percentuale compresa tra 0 e 15% a seconda degli accordi tra la Slovenia e il Paese di residenza. Naturalmente per gli Italiani vale la convenzione sulla doppia imposizione.

La Slovenia ha siglato tale intesa con l’Italia e con altri Paesi, sia appartenenti all’unione Europea sia extra europei. Chiaramente si deve fare riferimento all’imposta italiana per via della residenza. Una parte viene pagata in Slovenia, mentre l’altra parte in patria, fino al raggiungimento dell’imposta dovuta. Potrebbe essere quindi utile considerare lo spostamento della residenza. Tale scelta tuttavia non è correlata alla costituzione della società e dipende da fattori personali che ognuno deve esaminare con attenzione al limite chiedendo consiglio al commercialista.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.