Quella dell’osteopata è una professione cui possono mirare i diplomati, i laureati e i professionisti sanitari che desiderano lavorare in una sfera per nulla satura. A tal proposito se sei una persona giovane attratta dall’avvincente mondo della formazione teorico-pratica professionalizzante, dell’aggiornamento, delle competenze obbligatorie e dell’alta specializzazione che desidera aprire una scuola di osteopatia privata ma paritaria per proporre dei corsi tradizionali e/o telematici devi scoprire quali siano i passi e i requisiti indispensabili per farlo. A tal fine puoi approfondire la lettura del seguente articolo su come aprire una scuola di osteopatia: tutto quello che devi sapere.
Inoltre potresti rivolgerti a uno Studio di Dottori Commercialisti per ricevere la necessaria assistenza fiscale, burocratica, amministrativa, finanziaria, commerciale e societaria per rendere concreto il tuo progetto imprenditoriale.
ECCO TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER APRIRE UNA SCUOLA DI OSTEOPATIA!
In Italia l’osteopatia è considerata una pseudoscienza, che è catalogabile fra le terapie alternative incentrate sullo stimolare la capacità di autoguarigione degli ammalati le quali possono integrare i trattamenti della medicina ufficiale, consistente nella manipolazione di alcune aree del corpo per diagnosticare e curare le patologie che lo affliggono. Al riguardo se sei davvero competente in tale medicina complementare, hai ottime capacità gestionali, relazionali e d’insegnamento e desideri proporre dei corsi di osteopatia di alta qualità è il caso che avvii una scuola completamente dedicata alla formazione in medicina osteopatica circondandoti di docenti altamente qualificati ed esperti.
In particolare fra tutto quello che devi sapere per aprire una scuola di osteopatia in Italia occorre evidenziare che non dovrai richiedere l’apertura della Partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio per un fatturato complessivo inferiore o pari ai 30.000 euro, tuttavia il reddito realizzato sarà comunque sottoposto a ritenuta fiscale. Più nello specifico per aprire una scuola di osteopatia regolare, soprattutto nel rispetto degli elevati standard e protocolli europei, dovrai:
– aver conseguito un diploma di laurea triennale e/o una laurea magistrale in fisioterapia, infermieristica, medicina e chirurgia, scienze motorie oppure in professioni sanitarie;
– richiedere e ottenere l’autorizzazione ufficiale per l’insegnamento dell’osteopatia del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
– far domanda per ottenere un accreditamento da parte dell’amministrazione dell’ufficio scolastico presente nel capoluogo della regione dove avviare l’istituto formativo in modo che la tua scuola di osteopatia venga catalogata fra gli istituti paritari che possono rilasciare titoli di studio con valore legale;
– cercare degli istituti formativi in qualità di partner all’estero per favorire la mobilità europea degli osteopati grazie a dei titoli di studio comuni;
– ottenere una certificazione di qualità internazionale;
– offrire diversi tipi di corsi di formazione in medicina osteopatica sia a tempo pieno sia parziale, anche serali o a distanza, ad esempio corsi per diplomati, corsi per professionisti sanitari, corsi di aggiornamento per osteopati, master online in osteopatia, eccetera;
– assumere dei docenti qualificati in grado d’insegnare le materie previste nei vari corsi di formazione e del personale preparato per gestire la segreteria e la direzione didattica, inoltre dovrai anche ricorrere con una certa costanza a delle ditte esterne per i servizi di pulizia, disinfestazione, manutenzione impianti, giardinaggio, eccetera;
– registrare la scuola di osteopatia presso la Camera di Commercio e aprire la Partita Iva all’Agenzia delle Entrate se il fatturato totale della stessa supera i 30.000 euro. In tal caso cambierà il regime fiscale cui la scuola è assoggettata;
– presentare al Comune la SCIA, ossia la Segnalazione Certificata d’Inizio Attività, necessaria per cominciare a svolgere l’attività formativa.
ALTRE INFORMAZIONI DA SAPERE PER APRIRE UNA SCUOLA DI OSTEOPATIA
Come se non bastasse fra tutto quello che devi sapere per aprire una scuola di osteopatia bisogna evidenziare anche che dovrai:
– cercare dei locali piuttosto ampi, possibilmente in una zona ben servita dai mezzi di trasporto pubblici, trafficata e lontana dalla concorrenza, che siano idonei a essere trasformati in aule, uffici, laboratori, servizi igienici, sale riunioni, ecc. Inoltre dovrai mettere i locali a norma per ciò che riguarda la sicurezza, la sorveglianza, l’urbanistica, l’edilizia, l’igiene e la salubrità. In merito a questo dovrai richiedere l’autorizzazione sanitaria all’ASL di competenza territoriale e far redigere delle perizie da tecnici esperti, ad esempio i Vigili del Fuoco per quanto riguarda la perizia giurata comprovante l’efficienza e la sicurezza degli impianti di protezione antincendio;
– acquistare i materiali e gli strumenti didattici e amministrativi ed anche le lavagne, le sedie, i banchi, le cattedre e ogni altro arredo scolastico indispensabile per svolgere al meglio l’attività formativa;
– sottoscrivere i vari contratti per le utenze come il gas, la luce, Internet, il telefono, eccetera;
– redigere un business plan per calcolare i costi, gli investimenti, le uscite e i debiti da sostenere e le entrate e i guadagni per coprirli nonché per fornire informazioni dettagliate come il nome della scuola, la forma giuridica, il numero di studenti cui offrire ciascun corso, il valore di ogni retta, eccetera;
– provare ad accedere a un finanziamento a tasso agevolato oppure a fondo perduto di tipo regionale, statale o europeo;
– richiedere dei prestiti in ambito bancario e privato;
– studiare le scuole concorrenti, in particolare la loro offerta formativa e i prezzi dei corsi di formazione da esse proposti;
– far conoscere la tua scuola di osteopatia e i relativi corsi di medicina osteopatica tramite molteplici strategie di marketing, comunicazione e pubblicità mirate, sia classiche sia moderne. A tal proposito saranno di aiuto la costruzione di un sito web, la distribuzione di volantini, la trasmissione di spot radiofonici, la creazione di profili sui social, l’esposizione di cartelloni propagandistici, l’utilizzo della piattaforma pubblicitaria Google Ads, eccetera;
– cercare di ottenere delle agevolazioni fiscali specifiche per le scuole private paritarie;
– aprire un conto corrente aziendale su cui poter eseguire il versamento del capitale sociale, ricevere i pagamenti delle rette ed effettuare qualunque esborso inerente la scuola di osteopatia.
PER CONCLUDERE
Per terminare fra tutto quello che devi sapere per aprire una scuola di osteopatia è bene porre l’accento sul fatto che per evitare d’incorrere in pesanti sanzioni pecuniarie sarà opportuno che tu ti faccia guidare nei passaggi più delicati da un bravo Dottor Commercialista iscritto nell’apposito ordine professionale.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

