E-COMMERCE: APRIRE UNA VENDITA ON LINE COSA COMPORTA DAL PUNTO DI VISTA BUROCRATICO
Chi desidera aprire una attività on line, deve essere consapevole che ci sono dei precisi adempimenti burocratici da seguire.
L’e-commerce è una vera e propria attività commerciale con la sola differenza data dall’avere un negozio virtuale, con una vetrina internet accessibile a tutti da una postazione telematica e non un luogo fisico dove effettuare la compravendita.
Una regola da tenere a mente se si decide di aprire un e-commerce di gioielli è quella di considerare la vendita solo di oggetti nuovi: la legge infatti vieta di commercializzare on line preziosi usati.
Dal punto di vista burocratico i principali passaggi da dover attuare per aprire una gioielleria on line seguono fedelmente le stesse operazioni necessarie per apire una normale attività di vendita.
In particolare è necessario:
- essere in possesso di una società, in qualunque forma giuridica si desidera, quindi ad esempio snc piuttosto che srl. Se la società non è stata costituita sarà fondamentale farlo e regolarizzarla con adeguato atto notarile;
- è importante aprire una partita IVA, per essere in regola con gli adempimenti fiscali;
- nel comune di appartenenza è necessario presentare una SCIA, cioè una segnalazione certificata di inizio atttività. Questa pratica va presentata, secondo le ultime modalità, esclusivamente in via telematica.
- l’attività dovrà essere regolarmente notificata, iscrivendola al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
- sarà necessario chiedere una licenza di attività in questura.
In particolare, riguardo questo ultimo punto, è da tenere presente che nonostante l’attività on line non richieda l’apertura di un negozio fisico, potrebbe comunque rendersi necessario istituire un deposito o comunque un magazzino dove tenere la merce da vendere. In questo caso il luogo scelto dovrà rispettare le norme di sicurezza riguardanti la detenzione di gioielli: dovrà quindi possedere vetri anti-sfondamento, dovrà essere munito di grate ed inferiate, dovrà essere dotato di allarme, collegato possibilmente con le forze dell’ordine.
La stanza dovrà essere inoltre munita di telecamere con adeguato impianto di video sorveglianza.
Un’ altra regola da seguire per aprire un negozio di gioielli on line è quello di accendere una regolare polizza assicurativa, a copertura globale dei preziosi di vendita.
Infine va ricordato che in caso in cui la società fosse già attiva e decidesse solamente di ampliare il proprio commercio e mercato, proponendo anche la vendita on line, la nuova attività di e-commerce dovrà comunque essere notificata alla Camera di Commercio, come ampliamento dell’offerta di vendita.
In caso in cui la società decidesse di vendere i gioelli non solo in Italia, ma nell’intero mercato europeo, bisognerà iscriversi al VIES, cioè inserirsi in un archivio generale telematico.
La Camera di Commercio rilascia alle attività on line il codice Ateco numero 47.91.10, che corrisponde al “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”, quindi anche alla vendita di gioielli.
E-COMMERCE INDIPENDENTE O AFFILIATO: COME APRIRE UNA ATTIVITÁ DI SUCCESSO
Se dal punto di vista burocratico abbiamo capito che gli adempimenti legislativi per aprire una gioielleria on line sono gli stessi da seguire per una normale apertura commerciale, anche dal punto di vista strategico è sempre bene attuare una indagine di mercato, prima di intraprendere l’attività.
Mettere in atto un “business plan” conviene sempre: solo azioni mirate e ben pianificate consentiranno di ridurre al minimo gli errori. Sicuramente il mercato dei gioielli è in continua crescita: ben ventinove milioni di persone acquista regolarmente preziosi e la metà di questi fanno affari on line. Aprire un e-commerce di preziosi quindi è un’attività redditizia, considerando soprattutto la marginalità che si può vantare in questo settore: le percentuali di guadagno possono variare dal 25% a ben il 75 %!
Si deve scegliere poi che tipo di gioielli si desidera vendere, legando gli oggetti alla fascia di utenza che si preferisce servire: gioielli di alta qualità e di alto valore possono rispondere alle esigenze di un pubblico facoltoso, che spesso si informa on line, ma che conclude poi l’acquisto in un negozio fisico. Gioielli di fascia media, invece, hanno una utenza decisamente più ampia. Il costo del singolo monile è più basso, ma le vendite si possono moltiplicare più facilmente.
Anche nel mercato dell’e-commerce la concorrenza è alta: sono sempre di più i siti di vendita di gioielli on line che sorgono continuamente. Per questo è importante differenziarsi, al fine di battere i competitor! Una strategia per questo può essere quella di vendere gioielli personalizzati, realizzati quindi in modo unico, in base al proprio gusto e stile. Per fare questo è necessario possedere una certa manualità e una buona dose di creatività per studiare modelli unici e di buona fattura.
Se invece si decide di dedicarsi solamente alla rivendita di gioielli non auto prodotti, si può valutare di affidarsi alle grandi marche del settore: in questo caso si può aprire un e-commerce in franchising.
In questo caso ci si affida ad una azienda leader nel settore che aiuterà soprattutto nella prima fase di avviamento: non si sarà mai soli nella fase di start up e per tutte le pratiche amministrative e legali che servono.
Nel caso in cui si scelga di aprire una gioielleria on line in franchising è bene valutare pro e contro di tale decisione: se da un lato, infatti, si può avere un ottimo supporto su un territorio spesso non ben conosciuto, dall’altro i guadagni sono più contenuti, in quanto spesso i prezzi sono imposti dall’azienda stessa.
Un’opzione che può essere presa in considerazione da chi vuole aprire una gioielleria on line è il “dropshipping”: in questo caso è necessario occuparsi solo dell’apertura e della gestione del sito internet di riferimento, di contattare i clienti e di seguire le trattative del pre e del post vendita. La parte legata alla spedizione dei prodotti viene demandata al foritore stesso a cui si andrà a girare l’ordine.
Questa formula di vendita, quindi permette di agevolare chi ha un budget iniziale limitato: le spese da sostenere si circoscrivono quindi alla sola apertura del sito internet!
E-COMMERCE A REGOLA D’ARTE: ECCO COME VA ORGANIZZATO IL SITO INTERNET PER APRIRE UN NEGOZIO ON LINE
Per aprire una gioielleria on line occorre strutturare perfettamente il sito internet di riferimento: il web diventa infatti il negozio virtuale che dovrà essere curato in ogni dettaglio, al pari di un negozio con le pareti!
Prima di tutto bisogna ricordare che alla Camera di Commercio, in fase di notifica dell’inizio attività, è necessario indicare il Provider Service che offre lo spazio e l’accesso alla rete. Inoltre è importante indicare se il sito di riferimento possiede un URL proprio ed indicare quale esso sia; se invece si sceglie di sfruttare un e-commerce ospite, bisogna indicare l’indirizzo completo (amazon ad esempio, piuttosto che e-bay).
Se si pensa di allargare il proprio mercato di riferimento, considerando non solo l’Italia ma anche l’Europa, diventa fondamentale strutturare il sito internet con più lingue: comunque la traduzione del sito almeno in Inglese è sempre importate, essendo la lingua di riferimento negli scambi economici.
Per riuscire ad ottenere una buona visibilità sui principali motori di ricerca ed essere quindi certi di essere reperibili da molti potenziali clienti è utile affidarsi alle agenzie di comunicazioni, in grado di posizionare il nuovo sito internet nelle zone più alte nel web. Grazie alle ottimizzazioni dei contenuti SEO, piuttosto che al pagamento di tariffe fisse in base ai risultati che si vogliono ottenere, l’agenzia di comunicazione potrà curare tutti gli aspetti informatici di navigazione, per ottenere un maggior numero di click possibili sul nostro negozio.
Dal punto di vista strutturale, un buon sito di e-commerce deve essere costruito seguendo alcuni modelli di base.
In particolare:
- la partita IVA deve essere sempre esposta sul sito: dimostra l’affidabilità del venditore e garantisce che l’attività non sia truffaldina;
- i prodotti che si vendono devono essere descritti in modo accurato, con il maggior numero di dettagli possibili. Inoltre è necessario accompagare ogni descrizione con foto rappresentative degli articoli, possibilmente che mostrino l’oggetto in più angolazioni e che pongano in risalto i particolari descritti;
- il sito deve essere chiaro nell’esposizione delle condizioni di vendita: è sempe bene considerare più di una modalità di pagamento al fine di agevolare il più possibile l’acquirente durante la compravendita. Inoltre è utile proporre metodi di agamento sicuri e garantiti da istituti riconosciuti a livello nazionale.
- i termini di spedizione devono essere descritti nel dettaglio ed organizzati utilizzando corrieri riconosciuti ed affidabili, che possano garantire la consegna nell’arco di pochi giorni;
- è sempre utile specificare le modalità di recesso dal proprio acquisto oltre che la gestione di un eventuale reso;
- il sito internet deve presentare infine le informazioni di base obbligatorie quali: una descrizione dell’azienda venditrice, solitamente posizionata alla voce “chi siamo”, una completa “privacy policy”, descritta nel dettaglio, i contatti per poter eventualmente telefonare al venditore o comunque poter far riferimento ad un servizio clienti sempre attivo.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

