Aprire una gelateria in Ucraina

Se si desidera lasciare l’Italia per cercare opportunità oltre confine, vale la pena prendere in considerazione la possibilità di aprire una gelateria in Ucraina. Ovviamente ci vogliono le competenze. Non ci si può improvvisare, bisogna avere le capacità per offrire un prodotto di qualità. Perché a consentire il successo dell’impresa è certamente la bontà di una tipica specialità made in Italy.

In Ucraina il costo della vita è decisamente inferiore all’Italia, ma nessuno rinuncia a un buon gelato. La qualità serve a superare la concorrenza, spesso animata da persone con diverse abitudini anche perché non provenienti dal Bel Paese. Proprio per questo si tratta di un business economicamente redditizio. A seconda della zona in cui si vuole stabilire l’attività commerciale si potrebbero intercettare anche i turisti.

In alcune aree i visitatori stranieri sono in crescita numericamente, quindi vuol dire avere maggiori opportunità di guadagno. Il gelato italiano attira ed è un prodotto che viene ormai consumato in tutte le stagioni, anche negli inverni rigidi ucraini. Perché conviene operare in questa parte di mondo? Perché malgrado alcune vicende politiche travagliate, l’Ucraina ha cominciato a registrare la crescita economica, mantenendo comunque un tenore di vita conveniente per gli stranieri.

Anche la tassazione è piuttosto vantaggiosa, decisamente migliore rispetto all’Italia. La burocrazia non è molto complessa, ma i tempi non sono rapidi. Tuttavia con l’aiuto del commercialista italiano e di un professionista locale si possono affrontare tutti i passaggi nel modo corretto, evitando errori che potrebbero pregiudicare l’attività. Gli esperti possono consigliare l’imprenditore fin dalla redazione del business plan, per passare alla predisposizione delle pratiche burocratiche e alla gestione fiscale.

Il consumo di gelato è abbastanza alto, anche se c’è molto spazio per le nuove gelaterie. Prima di cominciare, però, è utile fare un sopralluogo per studiare al meglio il territorio e individuare la location migliore. Si deve stabilire quale sia la città più adatta a questo tipo di business, in base alla concorrenza, e quindi trovare un locale che si presti all’avvio di una gelateria. Quindi visibile, in un posto di passaggio e con un’area di parcheggio nelle vicinanze.

Sebbene si tratti di un Paese diverso dal proprio, l’iter per aprire un’impresa, dal punto di vista organizzativo, è il medesimo. Una volta terminata la visita, raccolte ed esaminate le informazioni si può lavorare con il commercialista alla preparazione di un business plan. Ovviamente lo studio professionale a cui ci si rivolge deve avere una buona conoscenza delle differenze tra il sistema italiano e quello ucraino.

APRIRE UNA GELATERIA IN IRLANDA: I VANTAGGI

Gli investimenti stranieri sono particolarmente graditi in Ucraina, infatti sono disponibili finanziamenti nazionali per sostenere le nuove imprese. Deve essere presentata l’istanza. Ci vuole un piano chiaro e si devono dimostrare la stabilità e ovviamente di essere in grado di proporre un’attività duratura. Sono obiettivi che ben si sposano con le intenzioni di chi vuole aprire una gelateria in Ucraina.

Cosa viene riconosciuto. Vengono coperte le spese di avvio e di gestione per i primi due anni di attività. Ovviamente i costi devono essere coerenti con il business plan presentato e con l’attività svolta. Questo significa poter abbattere le spese vive create da oneri e imposte varie. Sebbene non siano alte è certamente un buon aiuto per un imprenditore. Serve comunque l’aiuto di uno specialista per poter istruire le pratiche.

Aprire una gelateria in Ucraina vuol dire occuparsi della produzione e della vendita, ma anche occuparsi della burocrazia. Meglio sempre avere un commercialista al proprio fianco così da potersi concentrare sul lavoro lasciando al professionista i vari adempimenti previsti dalle normative vigenti. Ma cosa prevede la burocrazia ucraina?

Prima di addentrarsi nell’iter di costituzione è avvio è bene ricordare che il gelataio per avere successo deve fare attenzione ai gusti graditi dalla clientela, considerando anche le intolleranze alimentari. Va garantita la qualità degli ingredienti. Inoltre potrebbe essere utile pensare a un contesto più ampio. Ad esempio si potrebbe abbinare un bar, così da avere più clienti e garantire lavoro per tutte le stagioni. Anche se il gelato viene consumato più o meno sempre. Si deve curare anche il marketing.

APRIRE UNA GELATERIA IN UCRAINA: LA BUROCRAZIA

Per aprire una gelateria in Ucraina si deve pensare alla scelta della tipologia di società. Dipende dalla presenza di soci, ma i modelli seguono più o meno gli stessi dell’Italia. La società a responsabilità limitata è quella più indicata. Ci si deve iscrivere all’apposito Registro e all’Ufficio statistiche. Quindi ci si rivolge alle autorità fiscali e previdenziali per ottenere il codice fiscale e aprire le posizioni del titolare e degli eventuali dipendenti.

Infine si apre il conto presso un‘istituto bancario locale. Serve a versare il capitale sociale e quindi avere un conto per appoggiare le diverse transazioni necessarie alla gestione dell’attività. Il capitale da mettere a disposizione secondo la legge è piuttosto esiguo. Si tratta di versare 80 euro. In questo modo si avvia la propria attività. Anche per aprire una gelateria in Ucraina bisogna far ispezionare i locali alle autorità competenti al fine di verificare il rispetto delle norme di sicurezza antincendio e sanitarie.

Sul fronte dell’igiene ci sono leggi che regolano i requisiti minimi richiesti, tuttavia non vi è la complessità dell’Italia e dei Paesi dell’Unione Europea. I tempi non sono stretti, ma con il supporto di un commercialista si può riuscire a velocizzare la procedura. Del resto vi è anche l’interesse dello Stato a fare in modo che l’imprenditore straniero possa quanto prima mettersi all’opera per poter produrre reddito. A livello fiscale invece i controlli sono molto scrupolosi e severi.

Vi è una certa facilità nell’assumere personale istruito e specializzato. Tra i giovani la lingua inglese è abbastanza diffusa e sicuramente se si avvia la propria attività in una grande città o in na località turistica non ci saranno difficoltà. Va tenuto presente che avere dipendenti permette di usufruire a pieno degli incentivi, perché lo Stato punta agli investimenti stranieri anche e soprattutto per creare nuovi posti di lavoro.

aprire una gelateria in Ucraina

APRIRE UNA GELATERIA IN UCRAINA: I COSTI

Se le spese del locale possono essere variabili, è invece possibile fare un calcolo della tassazione, al di fuori del finanziamento pubblico che abbatte i costi gestionali dei primi due anni. Le società devono pagare il 18% del profitto con o senza sostituto d’imposta. Se si registra come sostituto d’Iva l’imposta massima è al 20%. Il tasso fisso invece permette di avere un tasso di reddito più il 5%. Va comunque verificata la normativa al momento in cui si decide di aprire una gelateria in Ucraina.

Infatti l’Iva da applicare varia a seconda del prodotto commerciato. Il massimo è il 20%. Per la corrispondente della S.r.l. italiana si devono versare, come detto, 80 euro quali capitale. Almeno il 50% va pagato prima della costituzione. In ogni modo non esistono differenti tipologie di società a responsabilità limitata come avviene invece in Italia. Quindi in questo caso non vi è la S.r.l. semplificata.

Va prestata particolare attenzione alla scelta della banca. Gli stessi abitanti del Paese non hanno una grande considerazione per gli istituti di credito ucraini. Il governo ha lavorato per ridare fiducia ai risparmiatori e agli investitori stranieri, ma è bene sapere che parte degli sforzi profusi non sono andati nella direzione di migliorare la situazione delle banche locali, bensì di portare filiali di istituti di credito esteri.

Optare per una banca straniera presente nel Paese potrebbe essere meglio per ottenere buone condizioni, ma soprattutto per avere solidità e affidabilità. Eseguire le operazioni con sicurezza e affidare i guadagni a chi li gestisce rappresentando solidità è importante, anche e specialmente per chi detiene un’attività commerciale. Sono diversi gli italiani che recentemente hanno deciso di trasferirsi nel Paese, quindi si può trovare un ulteriore supporto nella comunità italiana locale.

Magari anche per avere nuovi clienti che sanno apprezzare i sapori della patria. Ecco perché si deve studiare il territorio con attenzione prima di individuare il target di riferimento, la città e il locale in cui avviare la propria gelateria. Del resto un buon inizio consente di arrivare più facilmente al successo e ai guadagni per cui si investe.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.