Aprire una fattoria sociale: tutto quello che devi sapere

Aprire una fattoria sociale

Aprire una fattoria sociale implica l’esercizio di un’attività d’impresa. Il codice civile non fornisce una definizione dettagliata di quest’ultima ma all’art. 2082 c.c. qualifica l’imprenditore indicando indirettamente i requisiti affinché un’attività possa qualificarsi impresa.
Innanzitutto la norma richiede che il fine perseguito sia quello di produrre beni o servizi. Il fine, però, non basta per avere impresa. Occorre anche che l’attività sia organizzata, svolta con metodo economico e con professionalità.
L’organizzazione concerne il modo con cui devono essere impiegati i fattori produttivi (come il capitale e il lavoro) tra di loro. Esercitare un’attività con metodo economico non significa che questa deve necessariamente perseguire uno scopo di lucro ma che sia svolta in modo da essere in grado di “remunerare” i fattori impiegati.
Infine, deve essere esercitata in modo professionale cioè con costanza e non occasionalità. Non è necessario che l’attività sia continuativa posto che anche quella stagionale è un’attività d’impresa.
Per aprire una fattoria sociale non è sufficiente che l’attività sia svolta come un’attività d’impresa, ma è necessario che venga assunta anche una determinata forma giuridica (come quella di società cooperativa, azienda agricola o associazione) e che la finalità perseguita sia appunto quella sociale.

I DESTINATARI DELLA FATTORIA SOCIALE

L’istituto della fattoria sociale si è diffuso recentemente, anche se le sue origini risalgono intorno agli anni ’70 immediatamente dopo l’entrata in vigore della “Legge Basaglia”, che ha definitivamente posto la parola fine agli istituti manicomiali.
In seguito alla sua emanazione fu abolita ogni forma di pressione sociale, che contemplava la segregazione di coloro che erano affetti da disturbi mentali, e furono favorite le esperienze basate sulla condivisione di spazi e relazioni interpersonali. E aprire una fattoria sociale significa appunto immergersi in un progetto di apertura di spazi con la comunità locale presente sul territorio.
Nella fattoria sociale l’attività d’impresa è di tipo agricolo ed è corredata da servizi culturali, formativi ed educativi a vantaggio di persone che vivono situazioni di difficoltà perché disabili, perché soffrono di qualche forma dipendenza o perché vivono ai margini della società.

LE TIPOLOGIE DI ATTIVITÀ CHE POSSONO ESSERE SVOLTE APRENDO UNA FATTORIA SOCIALE

La particolarità dell’attività svolta in una fattoria sociale è da ricondursi alla possibilità di utilizzare le risorse agricole per sostenere, affiancare e rendere concrete condotte dirette all’implementazione delle capacità e all’inserimento socio-lavorativo della persona che vive una situazione di difficoltà.
Ci sono poi attività di tipo educativo e ricreativo che hanno come destinatari non persone in difficoltà ma soggetti appartenenti a varie categorie, come per esempio i minori d’età.
Specificamente, le attività che, possono essere svolte in una fattoria sociale, sono dirette a:
– favorire l’immissione nel mondo del lavoro delle persone che vivono importanti disagi sociali (ad esempio chi ha vissuto periodi di detenzione o ha avuto problemi di tossicodipendenza o di prostituzione) o che sono vittime di pregiudizi (ad esempio le persone immigrate).
– favorire le cure riabilitative a vantaggio di persone con disturbi psico-fisici (in questo caso, le cure mediche vengono affiancate da altre attività che sfruttano i benefici apportati dall’impiego di animali o della vegetazione sulla cura dei pazienti ospedalizzati e non);
– favorire attività ricreative e riabilitative per i giovani e attività di carattere sociale per i meno giovani. Nell’ambito delle attività di tipo ricreativo rientrano le iniziative dirette a favorire l’educazione alimentare e la conoscenza del territorio su cui opera la stessa fattoria sociale.

LA DISCIPLINA DELLA FATTORIA SOCIALE

A oggi non è stata ancora emanata una legge nazionale o europea che regoli dettagliatamente la fattoria sociale. La norma cui normalmente si fa riferimento, per l’individuazione delle finalità che una fattoria sociale deve perseguire, è legge n. 141 del 2015 in materia di agricoltura sociale; la connotazione sociale dell’attività agricola deriva dal tipo di destinatari cui s’indirizza (persone che vivono situazioni di disagio). L’agricoltura sociale è il macro-settore di cui fa parte anche la fattoria sociale insieme ad altre aziende che perseguono scopi simili (ad esempio le “fattorie didattiche” e gli “agrinidi”).
Per quanto riguarda la disciplina degli altri aspetti dell’attività, occorre fare rimando alle norme emanate in materia dalla singola Regione in cui è collocata la fattoria sociale. Ogni ente regionale può, quindi, prevedere una disciplina diversa.

APRIRE UNA FATTORIA SOCIALE: LE AGEVOAZIONI PREVISTE

Le agevolazioni previste per l’avviamento di una fattoria sociale sono differenti e sovente dipendono dall’azione dispositiva delle singole Regioni. Gli aiuti, però, non provengono solo dagli enti regionali ma anche dall’Unione Europea; infatti, nel piano europeo dedicato allo sviluppo agricolo per il periodo 2014-2020, sono previste voci di spesa proprio a favore delle attività agricole.
È possibile fare richiesta di questi fondi partecipando ai bandi emanati a livello regionale e previa presentazione di un progetto. Se quest’ultimo viene accettato, il soggetto richiedente otterrà la sovvenzione prevista.
Le agevolazioni, cui è possibile accedere quando si decide di aprire una fattoria sociale, non si limitano solo a delle sovvenzioni, ma anche nel contenimento del cuneo fiscale. Infatti, il settore dell’agricoltura gode del vantaggio di essere sottoposto a una delle più basse tassazioni del Paese. Altri vantaggi derivano anche dall’introduzione del bonus per gli agricoltori che prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali per un periodo di tre anni. Questo bonus è previsto a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli e la relativa domanda deve essere presentata entro il 31 marzo 2019.

 

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Commenti

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  1. Marianna Pettinato


    Salve
    È chiarissimo ciò che avete illustrato, ho solo due domande.
    Un azienda agricola già esistente che vuole appunto integrare l’agricoltura sociale,la fattoria sociale, deve effettuare variazione all’agenzia entrate e camera di commercio inserendo un nuovo codice attività? Quale?
    Il termine fattoria sociale deve essere in indicato alla camera di commercio così da comparire in visura o bisogna variare il nome dell’azienda ?
    Grazie

    • Riccardo Allievi


      Buongiorno, sì bisogna fare la variazione camerale del codice (55.23.5) ed indicare che si tratta di fattoria sociale.

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