Aprire una camiceria: tutto quello che devi sapere

Aprire una camiceria

Se hai deciso di metterti in gioco avviando una tua attività commerciale, aprire una camiceria può rivelarsi un’ottima idea. Questo tipo di negozio gode di una clientela che ama vestirsi e che è disposta a spendere di più pur di avere una camicia personalizzata, magari con le iniziali del proprio nome ricamate sul polsino o sul colletto. Da sempre la camicia rappresenta un caposaldo dell’abbigliamento maschile e non può mancare nel guardaroba di impiegati e uomini d’affari, clienti che devono essere fidelizzati con camicie di grande pregio, capaci di garantire un’estetica senza uguali al miglior rapporto qualità prezzo possibile.

Offrire un servizio sartoriale su misura è imprescindibile in questo business perché permette di dimostrare la cura individuale per il cliente e la costante ricerca della qualità. E non si tratta solo di dettagli (come il monogramma) con cui personalizzare il capo per puro piacere estetico, ma di garantire una vestibilità perfetta qualunque sia la corporatura del cliente. Talvolta recarsi da un sarto e richiedere una camicia su misura è inevitabile. Pensiamo, ad esempio, alle persone in sovrappeso che non riescono a trovare camicie della loro taglia.

Se vuoi aprire un negozio di camicie, in questa miniguida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: quale documentazione occorre, quanto costa, come creare un negozio di successo, ecc. Non esitare a richiedere la consulenza di uno Studio di Commercialisti che ti segua nella parte amministrativa e nella successiva tenuta contabile, permettendoti di evitare quegli errori tipici che si commettono quando si avvia un negozio.

APRIRE UNA CAMICERIA

Vale la pena oggi aprire una camiceria? La concorrenza nel business delle camicie è molto agguerrita, per questo motivo è fondamentale essere attenti alle esigenze del cliente. Sempre più aziende hanno capito che la chiave vincente nel settore dell’abbigliamento si chiama personalizzazione. La camicia sartoriale tagliata su misura per il singolo cliente funziona su un target molto vasto, non solo per la sua unicità ma anche perché dura nel tempo e costa meno delle grandi griffe. Per avere buoni guadagni bisogna saper portare avanti la qualità, proporre un’ampia gamma di tessuti che si adattino ai vari stili, dal classico al casual, dall’elegante allo sportivo, e aggiungere sempre più opzioni di personalizzazione.

La qualità deve sposarsi con la convenienza. La camicia è un capo d’abbigliamento che si cambia con una certa frequenza. Per questo, oltre ad essere bella ed elegante deve avere il giusto prezzo perché, a furia di usarla, finisce per usurarsi in alcuni punti, come il collo, e quindi bisogna cambiarla nel giro di poco tempo. Il negozio di camicie deve garantire un servizio eccellente sia per quanto riguarda la sartoria che lo staff, il quale deve conoscere i particolari delle camicie da realizzare e deve saper consigliare il cliente affinché possa scegliere il capo che meglio valorizza il suo stile, offrendo allo stesso tempo il massimo del comfort.

Creare capi ad hoc per il singolo cliente permette di avere una clientela fidelizzata, ma è consigliabile proporre anche una vasta gamma di camicie standard per tutti i gusti e per tutte le tasche. Non sottovalutare l’importanza di offrire alla tua clientela un’ampia scelta di accessori da abbinare alla camicia, come cravatte, fermacravatte, gemelli, cinture e papillon. Cura con grande attenzione la vetrina in quanto gioca un ruolo essenziale per attirare gli avventori e spingerli a varcare l’ingresso. Come la copertina di un libro, oltre a dover essere piacevole da guardare, deve anche invogliare all’azione al primo sguardo.

COME APRIRE UN NEGOZIO DI CAMICIE

Se vuoi aprire una camiceria dovrai innanzitutto trovare un locale che soddisfi le esigenze di spazio di cui hai bisogno. L’area espositiva ideale ha una superficie compresa tra i 30 e i 60 mq. Un particolare che non può mancare è il camerino dove provare i capi e prendere le misure. È consigliabile scegliere una zona con alta affluenza pedonale, dove il negozio possa risultare ben visibile e facilmente raggiungibile. L’ubicazione ottimale è nei centri storici, nelle vie principali, all’interno di gallerie e centri commerciali.

Per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche e fiscali, è consigliabile richiedere la consulenza di un commercialista che in aggiunta fornirà una consulenza aziendale. A prescindere da ciò, sarà necessario inviare al Comune la dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dall’apertura. Inoltre occorrerà aprire la partita Iva, un codice formato da 11 cifre che individua in maniera univoca il contribuente e gli permette di operare nel pieno rispetto del regime fiscale. Chi deve aprire un negozio è tenuto ad iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente sul territorio.

Oggi l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio, all’INPS e all’INAIL è possibile con un’unica comunicazione (ComUnica) che dà la possibilità di assolvere agli obblighi fiscali, previdenziali e assicurativi. La pratica deve essere inoltrata obbligatoriamente da un commercialista o da un ente abilitato. Per inoltrare ComUnica all’Ufficio del Registro delle Imprese, che a sua volta la inoltrerà agli altri enti, bisogna attivare la firma digitale e acquistare una casella di posta elettronica certificata (PEC) necessaria per ricevere le comunicazioni ufficiali dai vari enti.

QUANTO COSTA APRIRE UNA CAMICERIA

Il futuro imprenditore che vuole aprire una camiceria di successo deve esaminare obiettivamente ogni aspetto della propria idea attraverso la stesura del business plan, uno strumento che serve per pianificare l’attività che si porterà avanti, fornire dettagli tecnici di fattibilità dell’investimento, comprendere le risorse da acquisire e prevenire problematiche future. Il business plan serve anche a quantificare quanto verrà a costare l’apertura del negozio. Il capitale necessario per avviare questo tipo di attività non è particolarmente elevato.

Le ridotte dimensioni del locale e l’arredamento minimal permettono di avviare l’attività con un investimento iniziale che va dai 20.000 ai 25.000 euro. Tuttavia, vi sono dei fattori che possono far lievitare tale cifra:

  • scegliere un locale dall’ampia metratura;
  • aprire il negozio in una zona centrale;
  • vendere prodotti esclusivi;
  • eseguire opere murarie e di adeguamento dei locali;
  • assumere uno o più commessi;
  • aprire in autonomia anziché in franchising.

I costi di avvio comprendono anche le attività di pubblicità e marketing (volantini, affissioni, sito internet, social media, ecc.), le utenze, l’insegna, l’installazione di un sistema di antifurto e di videosorveglianza, il diritto camerale, cioè il contributo da versare ogni anno alla Camera di Commercio, i bolli e le consulenze professionali.

APRIRE UNA CAMICERIA: FINANZIAMENTI

Può succedere di non disporre di abbastanza fondi per aprire una camiceria. Per far fronte alle spese di apertura si può ricorrere ad un finanziamento. Esistono contributi a fondo perduto o a tasso agevolato rivolti ad alcune categorie di soggetti, come giovani, donne e disoccupati, o a particolari attività, quali le start-up innovative. Che siano erogati dallo Stato, dall’Unione Europea o dalle Regioni, è importante rimanere costantemente aggiornati sui bandi periodicamente indetti nonché sui requisiti e gli adempimenti burocratici necessari per richiederli.

Per conoscere tutte le agevolazioni disponibili, è consigliabile informarsi presso Invitalia, agenzia che opera su mandato del Governo per stimolare la competitività del Paese, sul sito del MISE o su quello della propria Regione. Se ti affidi al nostro Studio di Commercialisti non solo sarai costantemente informato sulle novità legislative in materia di finanziamenti agevolati, ma verrai assistito nella redazione del business plan e nella documentazione richiesta. Nel caso in cui tu non riesca ad ottenere un finanziamento agevolato, un’alternativa per ridurre le spese è quella di affiliarsi ad un marchio in franchising.

Aprire una camiceria in franchising vuol dire non solo trovare il supporto formativo e gestionale di una rete solida con un format collaudato, ma anche risparmiare sui costi di apertura perché fornisce tutto ciò che serve per allestire il negozio. Nella prassi, alla stipula del contratto di affiliazione il franchisee deve pagare la fee d’ingresso per l’avviamento di cui viene a godere. Tuttavia, non sempre viene richiesta dal franchisor. Le royaltees, invece, costituiscono un corrispettivo a fronte della concessione della licenza d’uso del brand, del know-how, della formazione, dell’assistenza, etc. Queste possono essere calcolate in misura fissa mensile o in percentuale sul giro di affari.

 

 

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