Non esiste amante dei viaggi che prima o poi non accarezzi il sogno di aprire un’agenzia turistica nella speranza di trasformare la propria passione in business. Le vacanze non passano mai di moda e lo dimostra il fatto che, nonostante la crisi, il turismo è ancora uno dei settori trainanti del nostro Paese e rappresenta pertanto un’attività imprenditoriale economicamente redditizia. Esistono diverse possibili strade da seguire per aprire un’agenzia viaggi, ma prima di decidere quale intraprendere è necessario analizzare molto scrupolosamente le potenzialità e i rischi di ciascuna.
Le insidie in questo settore non mancano. L’attività di intermediazione turistica vede oggi una forte concorrenza accompagnata da un assottigliarsi dei guadagni: basti pensare che in Italia ci sono ben 9000 agenzie viaggi. Senza contare che, con l’avvento di Internet, sempre più persone preferiscono organizzare i propri viaggi online perché possono risparmiare sui costi di intermediazione. Quello che fa ancora preferire ai clienti un’agenzia fisica rispetto ad una online è il fatto di poter interagire con persone competenti capaci di fornire informazioni dettagliate sulla vacanza sotto tutti i punti di vista, anche quelli burocratici, e di offrire un servizio diverso dal fai-da-te.
Avere un’agenzia turistica significa svolgere un lavoro affascinante e creativo ed avere buoni margini di guadagno. Ma bisogna sfatare il mito che l’agente di viaggio passi tutto il suo tempo a girare il mondo. Non si può negare che agli agenti vengano offerti viaggi a prezzi vantaggiosi, ma la maggior parte di essi sono finalizzati a visitare le strutture da promuovere, mentre tutto il resto del lavoro si svolge in ufficio ad offrire un servizio di consulenza ai clienti. In questo articolo ti illustreremo tutto quello che devi sapere prima di aprire un’agenzia turistica: quanto costa, quali requisiti ci vogliono e quali sono gli adempimenti burocratici da sbrigare.
APRIRE UN’AGENZIA TURISTICA: FRANCHISING O IN PROPRIO?
Chi vuole aprire un’agenzia turistica ha di fronte a sé due alternative: fare parte di un sistema di franchising oppure aprire un’attività indipendente. La strada più facile è quella di aderire ad un franchising, formula contrattuale che consiste nell’affiliarsi ad un brand già esistente beneficiando della sua notorietà. Con un semplice investimento iniziale che va dai 20 ai 40 mila euro, a seconda delle dimensioni del business, è possibile godere di tutti i vantaggi che questa soluzione comporta. La compagnia fornisce tutto l’indispensabile, dai computer ai software fino all’arredamento, e molte procedure sono centralizzate.
In pratica, il franchisee, senza spese aggiuntive, usufruisce della pubblicità di gruppo e della possibilità di relazionarsi con i migliori tour operator, ottenendo i pacchetti viaggio più interessanti, ma ha un’indipendenza limitata. Se desideri dare un’impronta personale all’esercizio potresti valutare l’apertura di un’agenzia viaggi indipendente. Questa strada, però, è la più difficile perché comporta dover trovare un locale idoneo, acquistare i mobili e la strumentazione e occuparsi da soli di tutte le questioni burocratiche. Inoltre devi saper contrattare con i fornitori e riuscire a creare una rete di rapporti consolidati con i partner giusti (hotel, villaggi turistici, tour operator, ecc.).
Per decidere quale strada intraprendere, bisogna valutare attentamente i pro e i contro di ciascuna soluzione. Chi decide di affiliarsi può contare sul supporto della casa madre, che interviene in caso di necessità, su un know-how collaudato e sulla direzione tecnica inclusa però ogni anno deve raggiungere un determinato risultato economico. Circa l’apertura in proprio, è la soluzione ideale per chi vuole gestire in maniera del tutto autonoma il proprio business, ma è consigliabile solo se si possiede una certa esperienza nel settore. L’operatore indipendente deve essere in possesso della qualifica di direttore tecnico oppure assumere un professionista che ricopra questo ruolo.
APRIRE UN’AGENZIA TURISTICA: ITER BUROCRATICO
Si può aprire un’agenzia turistica sia sotto forma di impresa individuale che di società di persone o di capitali. Qualunque attività di intermediazione turistica, anche online, deve rispettare i principi generali riguardanti gli adempimenti amministrativi dettati dal Decreto Legislativo 79/2011 (Codice del Turismo). Le norme attuative sono invece demandate alle singole Regioni, sebbene siano pressoché simili in tutta Italia. Vi sono infatti degli elementi comuni in tutte le legiferazioni regionali, come la nomina del Direttore Tecnico, figura responsabile della gestione tecnico-specialistica dell’agenzia, che può essere assegnata al gestore stesso o ad un professionista.
Per poter assumere l’incarico di Direttore Tecnico è necessario aver maturato una certa esperienza nel settore turistico ed aver superato un esame di idoneità ai fini dell’abilitazione alla professione.
Il passo successivo è quello di richiedere l’autorizzazione ad avviare l’attività attraverso il rilascio della licenza, oggi rappresentata dalla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Prima però è necessario iscriversi alla Camera di Commercio perché, per la pratica di SCIA, bisogna essere in possesso di numero REA e codice di iscrizione in CCIAA. In questa fase dovrà essere altresì effettuata l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate.
In alcune regioni, con l’inoltro della SCIA all’amministrazione competente, vi è l’obbligo di depositare una cauzione o polizza fideiussoria alternativa a copertura di eventuali versamenti dovuti per sanzioni o azioni disciplinari. Infine, l’agenzia dovrà sottoscrivere una polizza assicurativa per garantire l’adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio in ottemperanza alla Legge 1084/1977 e al D.Lgs. 206/2005. L’Ente verificherà con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, che la denominazione non sia già presente nemmeno in forme simili.
QUANTO COSTA APRIRE UN’AGENZIA TURISTICA
I costi per aprire un’agenzia turistica in proprio dipendono da molte variabili. Il deposito cauzionale ammonta in media a 20.000 euro; tuttavia, in alcune regioni, come la Lombardia, tale adempimento è stato abrogato. Molto dipende dalla location: per attirare clienti, è importante che il negozio si trovi in una zona di forte transito, il che influisce sugli affitti. Per fortuna l’attività non necessita di molto spazio: 20-30 mq possono bastare. Le altre spese che bisogna prendere in considerazione sono l’allacciamento di Internet e del telefono, le utenze, l’acquisto dei mobili, della cancelleria, della strumentazione (computer, fotocopiatrici, fax, ecc.) e dei software specifici.
Se non hai intenzione di ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico, dovrai mettere in conto una cifra piuttosto cospicua per la retribuzione di un professionista e per quella del personale dipendente. Ci sono poi le spese per le pratiche burocratiche e fiscali, la parcella del commercialista, le iscrizioni e via discorrendo. Inoltre, anche aprendo un’agenzia fisica, è opportuno dotarsi di un sito web che permetta ai clienti di effettuare le prenotazioni online. In linea generale, l’investimento per aprire un’agenzia turistica può essere ridotto occupandosi in prima persona della direzione tecnica e assumendo al massimo un dipendente part-time.
Scegliendo il contratto di franchising, oltre a godere di un ridotto rischio di fallimento, di assistenza burocratica e di immediata riconoscibilità sul mercato, si ha la possibilità di avviare l’attività con un investimento iniziale notevolmente inferiore rispetto all’avvio in proprio. Per aprire un’agenzia turistica in franchising ci vogliono dai 20.000 ai 40.000 euro a seconda della notorietà del marchio e dei servizi offerti. Lavorando a pieno ritmo, dovrebbero servire almeno quattro anni per rientrare dell’investimento. Occorre però essere molto abili nel gestire le entrate e le uscite.
APRIRE UN’AGENZIA TURISTICA: CONCLUSIONI
Nell’era di Internet, aprire un’agenzia turistica fisica ha senso solo se si è in grado di offrire una vacanza o un viaggio organizzato su misura. Data la concorrenza spietata, per avere successo, bisogna pianificare il progetto nei minimi particolari, evitando di buttarsi a capofitto solo perché si ama viaggiare. Considerando che oggi molte persone preferiscono organizzare i propri viaggi online, diventa essenziale offrire un servizio personalizzato e altamente competitivo.
Per quanto riguarda la contabilità, il settore travel deve sottostare a dei regimi contabili particolari, pertanto, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti, ti invitiamo a contattare il nostro Studio di Dottori Commercialisti.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

