Ai nostri giorni, aprire un’agenzia di sicurezza può dare grandi soddisfazioni per chi desidera diventare imprenditore perché numerose attività come gli stadi, i teatri, i cinema, le discoteche, i negozi, le industrie, i centri commerciali e tante altre realtà hanno bisogno dei servizi di sicurezza per prevenire i furti e le aggressioni. Ad esempio, secondo le leggi del nostro paese, negli stadi in grado di accogliere un pubblico di almeno 7.500 spettatori è necessaria la presenza di addetti alla sicurezza nel numero di 1 steward ogni 150 persone.
Al riguardo, essendo il mercato della security in continua crescita e promettendo interessanti prospettive di lavoro e di guadagno, se desideri aprire un’attività per gestire la sicurezza interna e cerchi un aiuto per muoverti nell’iter burocratico italiano puoi rivolgerti ad uno Studio di Dottori Commercialisti. Inoltre, puoi approfondire la lettura di questa guida che ti spiega tutto quello che devi sapere per aprire un’agenzia di sicurezza.
COME APRIRE UN’AGENZIA DI SICUREZZA
Un’agenzia di sicurezza è un’impresa che offre dei servizi di security sia ai cittadini che alle aziende pubbliche e private, in modo saltuario o fisso e con fini lucrativi. In particolare, un’attività di sicurezza può essere incentrata sulla custodia e la vigilanza delle proprietà altrui, sullo svelare i concorrenti sleali e/o i dipendenti infedeli, sulla scoperta di truffe, sul trasporto di valori, sulla vigilanza armata oppure effettuata con il teleallarme o via satellite, ecc. Inoltre, i servizi di sicurezza possono riguardare il controllo e la protezione delle fabbriche, delle manifestazioni, del territorio e delle persone e la ricerca e l’analisi di particolari informazioni.
Per poter aprire un’attività di sicurezza bisogna espletare degli adempimenti burocratici e possedere determinati requisiti morali e legali, ad esempio, devi essere incensurato. Nello specifico, fra i vari adempimenti per ottenere la licenza del Prefetto indispensabile per aprire un’agenzia di sicurezza devi compilare una domanda in marca da bollo che indichi i tuoi dati e quelli degli eventuali soci, amministratori e dipendenti, l’indirizzo degli uffici operativi e della sede legale e i servizi di sicurezza che intendi espletare. A tale richiesta devi allegare la copia della tuo documento di identità, del tuo curriculum, della planimetria dei locali, dell’atto costitutivo e dello statuto, la documentazione comprovante le tue capacità professionali e le tue disponibilità finanziarie e la tabella dei prezzi che intendi applicare ai servizi che ti accingi ad offrire.
Inoltre, alla domanda per ottenere la licenza del Prefetto devi allegare anche le copie delle carte di identità, dei curricula e della documentazione comprovante le capacità professionali di tutto il personale dipendente, dei soci e degli amministratori. La cauzione per la licenza è pari a 50.000 euro.
I PASSAGGI PER APRIRE UN’AGENZIA DI SICUREZZA
Dunque, quali sono i passaggi necessari per aprire un’agenzia di sicurezza in Italia? Ebbene, per aprire un’attività di security devi:
- scegliere la tipologia di agenzia di sicurezza di tuo interesse, per esempio di vigilanza armata, di vigilanza non armata, di servizi antitaccheggio, di bodygard, investigativi, di analisi del rischio, eccetera;
- richiedere all’ASL le autorizzazioni d’idoneità dei locali in cui lavorare in termini igienico-sanitari, urbanistici, edilizi e antincendio;
- recarti all’ufficio Territoriale del Governo, ex Prefettura, per ottenere la licenza obbligatoria perché le società di sicurezza, di investigazione, di custodia e di vigilanza armata possano iniziare la loro attività. Al riguardo, è bene sottolineare che per la vigilanza non armata non è richiesta alcuna licenza;
- rivolgerti allo sportello telematico SUAP, acronimo di Sportello Unico Digitale Attività Produttive, utile strumento per facilitare e velocizzare l’invio delle pratiche burocratiche per avviare e gestire le imprese;
- contattare uno Studio di Dottori Commercialisti per richiedere una consulenza sulla tipologia di società da costituire, sulle tematiche fiscali attuali e sulla stesura di un business plan dettagliato. A tal proposito, questo piano deve contenere documenti come lo studio di fattibilità, le ricerche di mercato, la previsione degli investimenti da effettuare e dei finanziamenti da richiedere, i costi fissi e variabili da sostenere e le entrate necessarie a coprirli, il nome dell’azienda, il numero dei soci e la forma giuridica dell’azienda da avviare;
- aprire la Partita IVA facendone richiesta all’Agenzia delle Entrate;
- iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio per svolgere legalmente la tua attività professionale;
- valutare i costi necessari per acquistare gli arredi e i dispositivi indispensabili a realizzare i servizi di sicurezza da garantire ai clienti, per prendere in affitto o per comprare i locali per la sede legale e per gli uffici operativi, per i permessi legali e per pagare i tributi allo Stato, i dipendenti e le varie utenze;
- avere la fedina penale pulita e assumere solo personale incensurato;
- aprire le proprie posizioni INAIL e INPS e quelle del personale assunto;
- assumere gli agenti della sicurezza rispettando il CCL, cioè il contratto collettivo di lavoro, del settore della sicurezza;
- far formare e aggiornare con appositi corsi gli addetti alla sicurezza, soprattutto perché questi collaboratori imparino a gestire le situazioni più imprevedibili e difficili, non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico, in particolare per placare i conflitti fra le persone in maniera corretta.
- promuovere la tua agenzia di security con il passaparola ed anche con la pubblicità tradizionale e quella digitale;
- dichiarare l’inizio dell’attività inviando l’autocertificazione SCIA, cioè la segnalazione di inizio attività, al sindaco del comune di riferimento e allo sportello telematico SUAP;
- informarti sulla possibilità di beneficiare di particolari agevolazioni fiscali oppure contributi a fondo perduto regionali, statali o UE.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

