Aprire un'agenzia di eventi

Al giorno d’oggi, avviare un’impresa non è cosa semplice. La crisi economica che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese ha interessato principalmente il mercato del lavoro, quindi la ricerca di un’occupazione, specialmente a tempo indeterminato, sembra più un sogno che una solida realtà. Tuttavia, sono sempre di più le persone che provano a mettersi in gioco lavorando in proprio. Aprire un’agenzia di eventi può essere la scelta vincente. Farlo non è assolutamente difficile, anzi! Si tratta di un settore in continua espansione che offre tante soddisfazioni e guadagni interessanti, quindi è un’ottima trovata soprattutto in termini di ricavi economici.

Chiaramente l’organizzazione di un evento non è un gioco da ragazzi. Oltre alla scelta della location più adatta, alla pianificazione dei servizi di trasporto e all’accoglienza vera e propria, è fondamentale curare anche altri aspetti, come quelli commerciali e legali, quelli relativi al catering, alle prenotazioni e al rapporto con la stampa in generale. Ciascuno di questi passaggi deve essere seguito ed eseguito con cura con l’unico scopo di soddisfare le richieste del cliente.

Per le ragioni esposte sopra, se si vuole aprire un’agenzia di eventi bisogna avere dei requisiti specifici che vedremo insieme. Partendo dal presupposto che esistono un’infinita varietà di eventi, dalle cresime ai battesimi, dalle comunioni ai matrimoni, fino ad arrivare ad eventi più importanti come feste, concerti o sfilate di moda, il requisito fondamentale, il più importante, è la professionalità. Questo significa che tutto deve essere organizzato alla perfezione, con lo scopo ultimo di venire incontro alle esigenze del cliente, il quale si aspetta che l’evento si svolga senza problemi o intoppi.

COSA SERVE PER APRIRE UN’AGENZIA DI EVENTI

Oltre ad essere una persona “professionale” dal punto di vista lavorativo, un buon organizzatore di eventi deve avere innanzitutto delle ottime capacità organizzative. Un’altro pregio è la capacità di relazionarsi con le persone. Sapersi rapportare con la clientela e coordinare il lavoro dei vari collaboratori fa certamente la differenza. Questo implica avere anche ottime capacità di problem solving, poiché se qualcosa va storto bisogna essere in grado di risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Infine, oltre al avere uno spiccato senso estetico, è fondamentale essere delle persone creative, piuttosto che ordinarie.

È importante precisare che chi si accinge a prendere questa particolare strada, non deve necessariamente avere un titolo di studio specifico. Certo, si tratta di un’attività molto impegnativa, ma una dose di buon senso unita ad un pizzico di originalità sono la ricetta ideale per avviare e portare avanti un’impresa del genere.

Tra le altre competenze, quelle informatiche non guastano. Non sono indispensabili, poiché per farsi pubblicità o per gestire i contatti in rete ci si può anche affidare ad un professionista del settore. Ma se si vuole risparmiare qualche euro, almeno agli inizi, bisognerebbe cavarsela da soli gestendo il traffico di email, messaggi, telefonate e pubblicità su internet per far conoscere l’attività.

A proposito della pubblicità, è utile spendere qualche parola in più. Per farsi conoscere, e per continuare a “rimanere in rete”, saper utilizzare il computer e nello specifico i social network è fondamentale. Questo significa che uno degli strumenti più importanti è il sito internet, o la pagina Facebook/Instagram, strumenti che consentono di pubblicizzare la propria attività e allo stesso tempo di interagire e restare in contatto con i clienti o di fidelizzarne di nuovi.

Un sito internet ben fatto, con le informazioni dettagliate sui servizi offerti dall’agenzia di eventi è la miglior vetrina che possa esistere. Più informazioni inserirete, maggiori feedback avrete.

ASPETTI BUROCRATICI PER APRIRE UN’AGENZIA DI EVENTI

Parlando dell’aspetto meramente burocratico, per aprire un’agenzia di eventi bisogna avere una Partita IVA, richiedere l’iscrizione al registro della Camera di Commercio, recarsi presso gli uffici del proprio comune di residenza per richiedere la segnalazione di inizio attività e ovviamente iscriversi all’INPS.

Tutti questi passaggi non sono per niente impegnativi. Tuttavia, se si preferisce concentrarsi su altri aspetti più pratici, almeno agli inizi dell’attività, è preferibile affidarsi ad un commercialista professionista del settore, il quale svolgerà al posto nostro tutte queste incombenze e sarà il punto di riferimento qualora si dovesse aver bisogno di un’aiuto dal punto di vista fiscale.

aprire un'agenzia di eventi

CONSIGLI PRATICI PER APRIRE UN’AGENZIA DI EVENTI

Se avete deciso di aprire un’agenzia di eventi ma non avete ancora un ufficio tutto vostro, all’inizio è possibile accontentarsi anche della propria stanza o del proprio studio. L’investimento iniziale quindi è davvero irrisorio. La cosa importante è che si tratti di uno spazio all’interno del quale si respira tranquillità, dove si può stare sereni senza che nessuno disturbi e ci si possa concentrare sul lavoro da svolgere. Fortunatamente, almeno all’inizio, per aprire un’agenzia di eventi serve poco: bastano un pc, una connessione ad Internet, una stampante e uno cellulare. Il resto può aspettare.

Un altro consiglio è quello di concentrarsi, almeno nei primi periodi di attività, su pochi eventi, o comunque su particolari tipi di eventi, al massimo due o tre. Piuttosto che aprire un’attività di eventi come tutte le altre, è meglio essere campioni nell’organizzazzione di un particolare tipo di evento. È meglio quindi specializzarsi su un settore specifico, magari qualcosa alla quale si è appassionati che può garantire dei contatti iniziali.

Un aspetto fondamentale da non sottovalutare è la creazione di un brand e di un logo. Per non sbagliare, è preferibile rivolgersi ad un grafico professionista o ad una agenzia pubblicitaria. Ovviamente, bisogna ricordarsi di creare dei bigliettini da visita da distribuire qualora ci fosse la necessità di lasciare i propri contatti a qualcuno.

Infine, per crescere in questo settore bisogna armarsi di pazienza ed essere delle persone estremamente flessibili, pronti ad essere reperibili qualsiasi ora e a qualsiasi richiesta, senza per questo tralasciare la qualità di ciò che si fa. Essere disponibili è il primo grande passo per guadagnarsi la fiducia dei clienti e far sì che questi parlino bene di te ad altre persone.

 

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.