Aprire un’agenzia di assicurazioni: tutto quello che devi sapere

Aprire un'agenzia di assicurazione

APRIRE UN’AGENZIA DI ASSICURAZIONI: UNA BUONA IDEA

In Italia ci sono tante assicurazioni obbligatorie e il numero delle persone desiderose di avere maggiore sicurezza nella vita quotidiano è in costante aumento. Infatti per proteggere loro stessi, i propri cari e i beni posseduti, moltissimi individui ricorrono ai prodotti assicurativi, prendendoli come tutela in caso di imprevisti e di danni. Aprire un’agenzia di assicurazioni risulta quindi essere una buona idea per chi vuole mettersi in proprio. Certo non è così semplice, perché nel settore non manca certo un’agguerrita concorrenza.

Non è neppure un’impresa impossibile, basta solamente adottare alcuni accorgimenti, così da avere risultati positivi e raggiungere la soddisfazione ricercata, soprattutto a livello economico. Le stime degli esperti del settore indicano che in circa un anno si riesce a raggiungere senza particolari sforzi una crescita intorno al 20%. Insomma si tratta di un business redditizio e a disposizione si ha una vasta gamma di polizze da proporre ai propri clienti.

Nonostante le principali fette del mercato siano in mano alle società assicurative più grandi, anche le piccole compagnie riescono ad avere un buon riscontro, conquistando una parte degli assicurati. La crisi economica inizialmente aveva portato le persone a risparmiare sulle polizze, ma i tanti rischi che si corrono tutti i giorni nei vari ambiti ha fatto invertire la tendenza, consentendo alti margini di guadagno alle imprese di assicurazione.

Per raggiungere un alto livello di guadagno, però, è necessario lavorare con impegno e serietà. La competenza e la responsabilità sono due elementi indispensabili per ogni assicuratore, quindi è fondamentale prepararsi per il meglio e conoscere in maniera approfondita il settore. Del resto si deve convincere il cliente a comprare e sbaragliare la concorrenza. La parte burocratica non è inferiore alle incombenze dovute all’affrontare i competitors.

Su questo aspetto, però, si può sempre fare riferimento a un commercialista, che può fornire un supporto tecnico qualificato, assolvendo i diversi obblighi burocratici evitando che il titolare dell’agenzia possa incorrere in sanzioni o ulteriori difficoltà dovute agli adempimenti previsti dalla legge. Il professionista sa anche consigliare sui passaggi da compiere, così da agevolare la strada verso l’avvio dell’impresa.

I REQUISITI RICHIESTI PER APRIRE UN’AGENZIA DI ASSICURAZIONI

Chi vuole aprire un’agenzia di assicurazioni deve avere una conoscenza approfondita del comparto, dei tipi di polizze, delle normative e delle esigenze della clientela. Infatti non bisogna dimenticare che si deve vendere e quindi essere appetibili agli occhi delle persone a cui si propongono le coperture assicurative. Molto spesso i contratti vengono personalizzati per rispondere in modo pù specifico alle richieste dei contraenti.

In ambito tecnico si deve superare un esame abilitante e quindi ci vuole esperienza pregressa nello stesso ambito professionale. Questi elementi sono basati sulla teoria e sulla conoscenza, ma sicuramente i requisiti da rispettare prevedono anche aspetti pratici, al fine di poter esercitare senza difficoltà. Tutto parte, come accade per ogni impresa, dalla redazione del business plan.

Anche per questo il commercialista è utile, ma cosa deve contenere il piano? Prima di tutto si deve fare un’approfondita analisi di mercato per sapere quali tipologie di polizze possono essere maggiormente interessanti per la clientela, ma anche per essere a conoscenza circa la presenza di altre attività dello stesso settore nella zona. Non bisogna infatti avviare un’attività in prossimità di un competitor, ma avere un certo spazio ed essere visibili, aprendo dove non c’è un ufficio simile, così da cominciare ad attirare gli abitanti dell’area.

Aprire un’agenzia di assicurazioni significa anche affrontare la burocrazia. Seguire scrupolosamente l’iter è obbligatorio per poter lavorare. Bisogna iscriversi al Rui, il Registro Unico degli Intermediari, e lo si può fare solamente dopo aver lavorato per almeno 3 anni in una compagnia assicurativa e naturalmente successivamente al superamento dell’esame abilitante. Per assicurare l’ufficialità delle verifiche, si deve svolgere la prova presso l’Insvap, l’ente che vigila sulle assicurazioni.

L’iscrizione al Rui deve avvenire secondo uno dei tre differenti ruoli: agente, broker e collaboratore. La scelta dipende appunto dall’inquadramento professionale, corrispondente a specifici ruoli professionali riferibili all’attività presso l’agenzia assicurativa. Va considerato che normalmente chi avvia questo tipo di impresa di affilia a una compagnia, quindi il ruolo ricoperto dipende dalla tipologia di accordo con l’azienda.

L’agente ha un rapporto diretto con la compagnia e riceve il mandato per operar

  1. Il broker invece è autonomo e opera con differenti agenzie e società assicurative, in modo da firmare accordi più convenienti per i propri clienti. I collaboratori, invece, non devono sostenere l’esame abilitante e operano insieme ad agenti e broker trovando clienti. L’unico requisito per questa terza figura professionale è di seguire un corso di 60 ore. Alla conclusione ci sarà una prova, ma decisamente diversa da quella prevista per agenti e broker.

Ogni ruolo ha specifici obblighi e precise responsabilità. Il collaboratore ha meno incombenze amministrative rispetto a broker e agenti, ma sicuramente c’è una differenza anche nel guadagno. Non è semplice fare un conto sui ricavi, perché a influenzare le entrate concorrono diversi fattori. Molto dipende dal numero di clienti e dall’andamento del mercato. I contraenti inoltre potrebbero sottoscrivere polizze in diversi ambiti oppure solo una, quindi varia la cifra che si può incassare.

Le difficoltà sono comunque maggiormente concentrate nella fase iniziale, periodo in cui si deve creare il pacchetto clienti. La fiducia deve certamente essere mantenuta nel tempo, ma non è neppure facile conquistarla, quindi si deve operare con la massima serietà per convincere e instaurare un buon rapporto. Il contraente si deve sentire sicuro nell’affidarsi e nel farsi consigliare dall’assicuratore. Aprire un’agenzia di assicurazioni è certamente impegnativo, ma è un lavoro ricco di stimoli e di opportunità.

Non bisogna dimenticarsi che al momento in cui si verificano dei sinistri, l’assicuratore diventa un tramite tra la compagnia e il cliente. Quindi bisogna essere pronti a gestire le pratiche e riuscire a risolvere eventuali problematiche. Il contatt

o con il pubblico costituisce una grande parte del lavoro, quindi le capacità commerciali e relazionali devono essere accostate alle competenze tecniche e sono certamente molto importanti. Si devono anche mettere in conto molte trasferte, per andare a trovare i clienti. Non si può sempre stare in ufficio.

APRIRE UN’AGENZIA DI ASSICURAZIONI: LA BUROCRAZIA E LE SPESE

Aprire un’agenzia di assicurazioni non richiede una burocrazia particolare e con l’aiuto di un commercialista sarà ancora più semplice. Si inizia con l’apertura della partita Iva, da richiedere all’Agenzia delle Entrate competente per territorio e quindi far seguire l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui ha sede l’agenzia. Una volta compiuti questi passi si deve richiedere l’autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

Vanno aperte posizioni all’Inps per il versamento dei contributi e all’Inail,

nel caso ci siano dipendenti, per avere l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, come previsto dalla legge. Va poi comunicato al Comune di competenza l’inizio dell’attività, in modo che possa prenderne atto e, se richiesto, concedere l’autorizzazione per l’esposizione dell’insegna. Sarà l’amministrazione comunale a trasmettere la pratica ai Vigili del Fuoco per l’ispezione relativa al rispetto delle norme di sicurezza dei locali adibiti ad agenzia.

I costi da sostenere per aprire un’agenzia di assicurazioni non è molto elevato. Soprattutto all’inizio possono non servire dipendenti e l’ufficio può essere di dimensioni contenute. L’investimento, in linea generale, potrebbe aggirarsi sui 10 mila euro. La somma non include gli adempimenti burocratici e l’acquisto di strumenti tecnologici per lo svolgimento del lavoro. La soluzione potrebbe essere il franchising, certamente conveniente in questo settore.

Il franchising consente di lavorare senza dover vantare speciali requisiti. Sarà infatti l’azienda a fornire un supporto tecnico, oltre a concedere lo sfruttamento di un brand già conosciuto dalle persone. Potrebbe essere richiesta una fee d’ingresso, ma la spesa verrebbe certamente ripagata con l’aiuto ricevuto specialmente in fase iniziale. Va considerato che ci sono piccole compagnie assicurative in espansione e l’affiliazione potrebbe costare meno e dare buoni frutti in futuro.

 

 

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