Aprire un sindacato: tutto quello che devi sapere

aprire un sindacato

Tutti coloro che hanno intenzione di aprire un sindacato devono, in primo luogo, essere consapevoli di che cosa significhi esattamente cimentarsi in una simile impresa. Una cosa è certa: aprire un sindacato è un’impresa a dir poco avvincente e, soprattutto, offre la possibilità di mettersi al servizio di tutti coloro che hanno necessità di ricevere assistenza. Ma scendiamo più nel dettaglio e scopriamo come fare per aprire un sindacato, quanto è il possibile guadagno e quali sono gli adempimenti da portare a termine per poter iniziare a lavorare.

APRIRE UN SINDACATO: ECCO COME FARE

Per quanto riguarda l’apertura di un sindacato, è bene tenere conto del fatto che è necessario essere in possesso di requisiti ben precisi. A potersi cimentare in tale attività, infatti, sono solo le associazioni di carattere nazionale e le confederazioni che si occupano di lavoratori e che siano state costituite almeno 3 anni fa. Inoltre, bisogna essere in grado di dimostrare di essere in possesso dei mezzi sia economici che, ovviamente, tecnici al fine di fornire un servizio completo e professionale.

Interessante è anche precisare che a poter aprire un sindacati sono anche le associazioni con finalità cosiddetta assistenziale. Un sindacato, infatti, non è altro che un ente che si occupa di assistenza sociale rigorosamente senza alcuno scopo di lucro. Unica finalità, dunque, è quella di assistere i lavoratori, tutelare i loro diritti, fornire consulenza a pensionati e, ovviamente, a cittadini privati.

Entrando più nello specifico, questo ente ha il compito di effettuare consulenze di natura socio-assistenziale, occuparsi di liquidazioni e di pensioni oltre che di fondi-pensione cosiddetti complementare. Tra gli altri compiti di un sindacato c’è poi, quello di fornire assistenza in merito alla sicurezza sociale, alle successioni, alla legislazione di natura fiscale e al diritto di famiglia. Un aspetto che non deve essere affatto dimenticato è anche la competenza del sindacato per quanto concerne ogni aspetto della permanenza degli italiani all’estero.

A potersi rivolgere ad un sindacato sono tutti coloro che ne hanno la necessità. Non c’è, quindi, alcun genere di preclusione. In genere, le prestazioni non sono a pagamento per chi non raggiunge il reddito minimo e le collaborazioni con i professionisti vengono effettuate stipulando delle particolari convenzioni con gli ordini di rifermento.

PROCEDURE BUROCRATICHE PER L’APERTURA

In merito alle corrette procedure da mettere in pratica, per prima cosa bisogna precisare che l’autorizzazione per poter svolgere una simile attività viene rilasciata dal Ministero del lavoro. Proprio tale Ministero, dunque, ha il compito di recepire la richiesta e di verificare la presenza dei requisiti. Al momento della presentazione della richiesta in questione è necessario fornire anche tutte le informazioni in merito sia alla disponibilità finanziaria che alla finalità del sindacato stesso.

Inoltre, è fondamentale anche inserire un’indicazione in merito alla sede oltre che fare un accenno alla gratuità delle varie prestazioni offerte. Il Ministero del lavoro, dal canto suo, procederà con l’invio della conferma entro e non oltre 90 giorni dal momento della ricezione della richiesta. Attenzione, però: l’ultima parola non è detta se non dopo 12 mesi. Trascorso un anno dal momento della richiesta, infatti, il medesimo Ministero dovrà procedere con l’invio del nulla osta definitivo grazie al quale iniziare a lavorare.

Nel caso in cui la richiesta dovesse essere respinta si potrà procedere con l’inoltro di una nuova richiesta solo 5 anni dopo il rifiuto. Se, invece, l’esito dovesse essere positivo, si avrà direttamente la possibilità di iscriversi regolarmente presso il registro delle persone giuridiche rivolgendosi alla Prefettura di riferimento. In merito ai costi, per aprire un sindacato serviranno alcune migliaia di euro necessari sia per sostenere le spese correnti che per reperire e pagare il personale competente.

APRIRE UN SINDACATO IN FRANCHISING

Come per moltissime altre attività, anche per i sindacati è possibile prendere in considerazione l’ipotesi di optare per qualcosa di molto simile al franchising. In realtà, non si tratta di un vero e proprio franchising quanto, piuttosto di un centro di raccolta delle varie pratiche. In buona sostanza, non si farà altro che creare una sede distaccata del sindacato in modo tale da smaltire le pratiche direttamente sul territorio.

In questo modo, si avrà la possibilità di risparmiare sull’acquisto del software e sulla formazione. A questo punto, non resta altro da fare che scegliere la soluzione migliore dipendentemente dalle proprie esigenze e procedere con l’apertura del sindacato o, in alternativa, dello sportello tenendo sempre bene a mente che la prima e più importante cosa da fare è riuscire a formare personale in grado di avere rapporti con il pubblico.

Un sindacato, infatti, ha il compito di riuscire ad andare incontro a qualunque tipo di esigenza. Per tale ragione, la cordialità e la professionalità devono essere considerati a dir poco essenziali per fare i modo che l’attività possa prendere piede e, soprattutto, riesca a rappresentare un vero e proprio punto di riferimento per tutti. Volendo, in ultimo, si potrebbero fornire anche servizi a distanza tramite il web in modo tale da essere sempre al passo con i tempi e riuscire a soddisfare le necessità anche dei più giovani.

In questo caso, un sito web o un profilo social potrebbe rivelarsi a dir poco utile.

 

 

 

  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.