Aprire un ristorante a Tenerife: tutto quello che devi sapere

Aprire un ristorante a Tenerife

Sono sempre di più gli italiani che decidono di cercare occasioni di lavoro all’estero, anche mettendosi in proprio. Una delle mete più ambite negli ultimi anni è Tenerife, la grande isola delle Canarie. Ci sono diverse persone provenienti dall’Italia che si sono stabilite in loco e che visitano la zona da turisti, per questo aprire un ristorante a Tenerife rappresenta certamente una buona idea. Le motivazioni sono tante, a partire dai numeri.

Tenerife conta circa un milione di abitanti, attestandosi come la più grande tra le isole delle Canarie, e la sua capitale, Santa Cruz, vanta 220 mila abitanti con l’afflusso di turisti più elevato della Spagna. Inoltre la collocazione dell’isola al largo del Marocco permette al territorio di beneficiare del vento caldo del Sahara occidentale che porta il clima a essere particolarmente mite e temperato. Infine un vantaggio di grande importanza è la pressione fiscale ridotta, con un regime che permette di spendere molto meno rispetto all’Italia, specialmente per chi decide di investire nella zona.

Va considerato che il clima favorevole che porta l’area a registrare temperature gradevole anche nella stagione invernale consentono a Tenerife di ospitare molte persone dall’Italia e da altri Paesi europei a svernare sull’isola. Naturalmente vi è la complicità dei costi molto più contenuti rispetto agli Stati di provenienza. Non mancano le attrazioni turistiche, a partire da quelle naturali come il vulcano Teide e le varie spiagge, alcune delle quali molto rinomate. I due aeroporti internazionali sono perfettamente attrezzati per ospitare le maggiori compagnie aeree.

Sull’isola ci sono ospedali pubblici e centri sanitari privati all’avanguardia e lo Stato offre buone condizioni per la creazione d’impresa. Per questi motivi investire nell’avvio di un ristorante può rivelarsi un’ottima e redditizia idea. Chiaramente ci vuole un certo impegno e soprattutto deve essere costante. Prima di iniziare l’iter di avvio dell’attività è meglio fare un sopralluogo e chiedere aiuto a un commercialista italiano che possa aiutare nella redazione di un business plan, relazionandosi con un collega locale per occuparsi direttamente e senza errori dei diversi adempimenti previsti dalla legge.

APRIRE UN RISTORANTE A TENERIFE: COSA SERVE

In Spagna vi è un elevato numero di bar e ristoranti, forse il più alto di tutta Europa, ma questo dati descrive una situazione favorevole. Infatti gli spagnoli e i tanti europei che si recano in visita a Tenerife e nelle varie isole trascorrono fuori casa e albergo molto tempo frequentando i locali perché la vita, specialmente grazie al regime fiscale, costa abbastanza poco. Le novità sono ben accolte e c’è ancora spazio per le nuove attività nel settore. Aprire un ristorante a Tenerife rappresenta una sfida, perché vista la grande offerta bisogna riuscire a distinguersi dai concorrenti.

Per avere successo bisogna essere in possesso di una notevole preparazione. Si deve essere abili nella programmazioni, avere fantasia, essere dotati della capacità di analizzare le tendenze e stare al passo con i gusti della clientela, cercando di anticiparle. L’originalità e la creatività sono le caratteristiche essenziali per riuscire a consolidare il locale e a mantenere la clientela, magari ampliandola. Ecco perché studiare prima il territorio serve a decidere il tipo di struttura che si vuole avviare e a stabilire la strategia da adottare per raggiungere il proprio target.

Considerando le abitudini della popolazione si può proporre un cibo biologico e salutare oppure la moda del brunch, o magari mettere a disposizione un servizio di take away. Una buona idea è l’installazione di mettere un bar all’interno del ristorante per dare la possibilità ai commensali di godere di un aperitivo prima della cena. Le possibilità sono tante, basta decidere in base all’esperienze e alle esigenze del territorio. In ogni modo è sempre gradita la presenza della connessione Wi-Fi. Questo per ricordare che i servizi accessori sono essenziali quanto la buona cucina. Un piccolo elemento può far tornare i clienti.

Non bisogna dimenticare che il passaparola, specialmente attraverso i social network, aiuta molto. La pubblicità del resto permette di farsi conoscere ecco perché oltre a usare giornali, televisione e radio ci si deve concentrare sugli strumenti online che portano il messaggio a un ampio numero di persone. Il marketing, per chi decide di aprire un ristorante a Tenerife, può essere abbinato all’organizzazione di eventi presso il locale per fare in modo che le persone si avvicinino al ristorante e poi decidano di tornare per un pasto tra amici o in famiglia.

APRIRE UN RISTORANTE A TENERIFE: IL LOCALE E LO STAFF

Il successo dipende certamente dalle competenze di chi gestisce l’attività e dalla pubblicità, ma anche dal locale. La struttura deve essere attraente e confortevole, alla moda e adeguata a creare un’atmosfera rilassata dove le persone possono chiacchierare tranquillamente e godersi un buon pasto con i loro commensali. L’arredamento costituisce un elemento importante, ma lo è anche la scelta del luogo. Per aprire un ristorante a Tenerife bisogna individuare un posto facilmente raggiungibile e visibile dai passanti, abitanti o turisti che siano, comodo per il parcheggio o il collegamento con il trasporto pubblico.

In questo modo si hanno maggiori opportunità di attirare i clienti e di dar loro modo di assaggiare il cibo preparato. Sebbene l’intera isola sia frequentata dai turisti ci sono zone con una maggiore presenza rispetto ad altre e chiaramente cambia la concentrazione di locali. Meglio non entrare in diretta concorrenza con gli altri posizionando la struttura accanto ad altri ristoranti, ma è più opportuno scegliere un posto meno affollato ma non lontano dai circuiti turistici.

Poi bisogna pensare al personale. Non si può fare tutto da soli, neppure se il locale ha dimensioni contenute. Cuoco e camerieri sono alla base delle assunzioni per chi vuole aprire un ristorante a Tenerife e naturalmente il titolare potrebbe ricoprire il ruolo più importante in cucina, ma questo dipende dalle competenze. Lo staff in ogni modo deve essere gentile e cortese e offrire un buon servizio al cliente. Il personale va inoltre coinvolto nelle decisioni, perché possono esprimere buone idee in base a quanto svolgendo le loro mansioni e devono sentirsi parte di una squadra.

Per selezionare le persone da assumere è opportuno verificare i curriculum e mettere alla prova chi lavorerà in cucina e in sala per essere certi che siano all’altezza degli standard del locale. La professionalità viene riconosciuta e apprezzata dalla clientela, mentre un servizio lasciato al caso porta al fallimento e quindi alla perdita della clientela. Va quindi prestata la massima attenzione alla selezione dello staff ed essere sempre molto chiari nell’impartire le istruzioni.

APRIRE UN RISTORANTE A TENERIFE: IL FISCO

A Tenerife si concentra un alto numero di italiani che ha deciso di avviare la propria impresa, la maggior parte delle persone sceglie l’area meridionale, collocandosi a Los Cristianos e sulle coste del Silencio e Adeje. I turisti invece si concentrano soprattutto a Playa de las Americas, dove oltre a spagnoli e italiani ci sono inglesi e tedeschi. Questi fattori possono essere un aiuto per scegliere il posto più adatto per offrire le proprie prelibatezze. In ogni modo aprire un ristorante a Tenerife significa beneficiare di un regime fiscale particolarmente vantaggioso, su tutta l’isola.

Sebbene le Canarie facciano parte della Spagna e dell’Europa, trovandosi in una zona extraterritoriale hanno un sistema fiscale ed economico differente rispetto a quello del Paese e quindi hanno un loro Governo e un loro Parlamento. L’Iva non viene applicata, quindi si può fatturare senza dover aggiungere l’imposta e risulta più vantaggioso per i clienti. Se si emettono delle fatture a persone fisiche però si adotta un’imposta denominata IGIC che ammonta al 7%.

Chi avvia una nuova impresa per i primi due anni paga le tasse con un’aliquota del 15% con uno scaglio fino a 300 mila euro di guadagno. Se si eccede tale somma, per la parte in più si paga il 20%. Una volta trascorso tale periodo si applica un’aliquota del 25% sui profitti maturati fino a 300 mila euro per fatturati fino a 10 milioni di euro. Le eccedenze vengono tassate al 30%. Se invece il fatturato globale è inferiore ai 5 milioni di euro si riducono le due aliquote del 5% ciascuna e sono quindi del 20% fino a 300 mila euro di profitto e del 25% sulle eccedenze.

 

 

 

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