APRIRE UN PUB: COSA BISOGNA SAPERE?
Se non sai come aprire un pub, in questo articolo analizziamo brevemente quali sono i passi fondamentali.
Al giorno d’oggi aprire un pub è sicuramente una idea molto comune, che può dare grandi soddisfazioni sia dal punto di vista della realizzazione personale sia dal punto di vista economico, in quanto persone di tutte le età sono sempre in cerca di locali nuovi dove poter passare una serata in compagnia.
Per poter iniziare questa attività è importantissimo sapere come aprire un pub, quali sono i requisiti morali, burocratici e le autorizzazioni necessarie per poterlo aprire in totale correttezza e tranquillità.
Prima di aprire un pub si deve fare una valutazione dei costi dell’investimento, analizzando attentamente quali sono le spese per poter iniziare l’attività e quali sono le pese per il mantenimento del pub. Tra le spese principali sicuramente dovrete tenere in considerazione il costo dell’immobile, affitto o il costo di acquisto, che sarà sicuramente una spesa di una certa rilevanza per il bilancio della società, poi è molto importante tener conto delle spese per l’arredamento del locale, le spese per eventuali dipendenti , le spese di fornitura dei prodotti, le spese delle utenze e i contributi previdenziali INPS.
GLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI
Prima di tutto per sapere come aprire un pub è necessario conoscere quali sono gli adempimenti burocratici richiesti:
- aprire la Partita IVA;
- effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese;
- presentare la SCIA, ossia il modulo di autocertificazione che attesta l’inizio dell’attività.
- aprire la posizione INPS ed iscriversi all’INAIL.
LE AUTORIZZAZIONI RICHIESTE
Saranno anche necessarie una serie di autorizzazioni senza le quali non è possibile aprire un pub come:
- l’autorizzazione dell’ASL di appartenenza sulle norme igieniche e le autorizzazioni sanitarie che devono essere rispettate;
- l’autorizzazione o licenza alla distribuzione di cibi e bevande, che si può ottenere se si è in possesso di un diploma di scuola alberghiera, se si ha fatto almeno 2 anni di lavoro nel settore della somministrazione di cibi e bevande, se si hanno almeno 18 anni e se si ha frequentato e concluso la scuola dell’obbligo.
Nel caso non si sia già in possesso di questi requisiti, sarà necessario seguire dei corsi SAB per poter ottenere tale autorizzazione.
In un pub di successo non può sicuramente mancare la musica, per questo motivo sarà necessario pagare la Società italiana degli Autori e degli Editori, meglio conosciuta come SIAE, che consiste in una tassa obbligatoria, che verrà versata o periodicamente o annualmente, con un importo in base al modo in cui si diffonderà la musica.
PUBBLICITA’ E MARKETING
Una volta scoperto come aprire un pub sarà necessario fare molta pubblicità e marketing, con la finalità di attirare clienti e far conoscere il locale. Al giorno d’oggi ci sono vari modi e metodi per far conoscere il vostro pub, tra i più comuni sicuramente è la pubblicità online, tramite i social network, pubblicando foto e inviti ad eventi che organizzerete nel vostro locale. Oltre alla pubblicizzazione online è di fondamentale importanza sponsorizzare il proprio pub con un insegna che possa distinguere il locale da quelli vicini. Si ricorda però che insegne di dimensioni superiori ai 5 metri quadri saranno soggette al pagamento di una tassa comunale, che varia in base alle caratteristiche dell’insegna stessa.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

