Aprire un patronato: tutto quello che devi sapere

aprire un patronato

Il numero di coloro che hanno deciso di mettersi in proprio e di abbandonare il sogno del lavoro dipendente è in continua crescita. Come è noto, il nostro Paese sta facendo i conti con una stringente crisi economica che ha visto molti settori dover fare i conti con la recessione. Il tasso di disoccupazione è schizzato alle stelle e sono sempre di più le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti. La problematica riguarda in misura maggiore i giovani che sono sempre più propensi a mettersi in gioco. Ma quali sono i settori più promettenti al momento? Questo è, senza alcun dubbio, il primo e più importante interrogativo con cui i giovani e i meno giovani che intendono mettersi in proprio devono assolutamente farei conti. Gli ambiti in cui investire sono i più disparati. Tra questi c’è anche quello dei patronati. Chi ha una minima esperienza in fatto di diritto e di conti può decidere di intraprendere questo percorso senza alcun genere di problema. Vediamo, dunque, di scendere più ne dettaglio e di scoprire come fare per aprire un patronato, quali sono i requisiti necessari e quale è l’iter da seguire per non sbagliare.

APRIRE UN PATRONATO: ECCO COSA E’ E COME APRIRNE UNO

Prima di scendere più nel dettaglio in merito all’iter da seguire per aprire un patronato, è estremamente necessario fare presente che tra patronati e Caf c’è una differenza notevole. Alle volte, però, si è soliti confonderli e, dunque, è bene mettere le cose in chiaro. Il Caf non è altro che una parte di un sindacato che si occupa solo ed esclusivamente delle dichiarazioni dei redditi. Il compito del patronato, invece, è decisamente molto diverso. A loro, infatti, spetta il compito di occuparli della cosiddetta inabilità lavorativa, delle richieste di disoccupazione, delle pensioni di invalidità e così via. Ma vediamo di scoprire quali sono i requisiti necessari per aprire un patronato.

Ad avere la possibilità di aprire un patronato sono le associazioni rigorosamente nazionali di lavoratori a patto che siano in attività da almeno tre anni o le confederazioni. In entrambi i casi, è necessario dimostrare di essere in possesso di ogni genere di mezzo tecnico ed economico con il quale gestire al meglio un simile istituto. Inoltre, è utile tenere conto del fatto che il medesimo diritto lo hanno anche le associazioni fondate a fini assistenziali. Questi requisiti sono necessari poiché un patronato non è altro che un ente che non ha scopi di lucro e che ha come unico fine quello dell’assistenza sociale.

A regolamentare i patronati è la legge 152/2001. In tale dispositivo viene chiaramente spiegato che il compito dei patronati è quello di informare, fornire assistenza e tutelare tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi ma anche i pensionati ed i privati cittadini. In buona sostanza, ci si può rivolgere ad un patronato sia nel caso in cui si abbia necessità di prestazioni di carattere socio-assistenziale ma anche per ogni genere di informazione in merito a fondi pensionistici, diritto di famiglia e, più in generale, a tutto ciò che riguarda la materia fiscale. Ad avere diritto di rivolgersi ad un patronato sono tutti coloro che ne hanno necessità, a prescindere dalla personale adesione all’ente che ha promosso il patronato.

COME APRIRE UN PATRONATO

Chi ha intenzione di aprire un patronato deve fare riferimento, come detto in precedenza, alla legge 152/2001. In questo dispositivo vengono regolati i patronati e si stabilisce anche l’iter da seguire per l’apertura. In primo luogo, tutti coloro che hanno intenzione di aprire un patronato devono essere consapevoli del fatto che questo percorso può essere intrapreso solo ed esclusivamente da sindacati che contino al proprio attivo almeno 50.000 adesioni. Inoltre, è fondamentale sapere che serve anche un capitale piuttosto consistente per poter procedere con l’avvio dell’attività. Oltre che all’investimento iniziale, il capitale dovrà essere destinato anche all’assicurazione che, essendo pensata direttamente per tali tipologie di attività, alle volte può essere a dir poco onerosa.

Discorso diverso, invece, deve essere fatto per chi ha intenzione di aprire un semplice sportello in cui raccogliere le varie pratiche per poi fare capo solo in un secondo momento ad un ente che già opera sul territorio. Questa seconda opzione ovviamente è molto più facile da mettere in pratica oltre che meno impegnativa sia dal punto di vista economico che sotto il profilo delle risorse umane. Se di dovesse avere l’intenzione di intraprendere questo percorso, la prima e più importante cosa da fare sarebbe quella di rivolgersi ad un patronato con il quale prendere degli accordi. Per trovare il patronato più vicino alla propria zona è sufficiente fare riferimento all’elenco dei patronati d’Italia. Riguardo all’organizzazione dello sportello, è interessante fare presente che i servizi possono essere forniti sia a pagamento che a titolo gratuito.

La decisione in merito ad un’eventuale gratuità deve essere presa in maniera ponderata. Pur sembrando la soluzione migliore optare per i servizi gratuiti, alla lunga a farne le spese potrebbe essere la qualità dei servizi e, di conseguenza, la reputazione dell’intero sportello. Per tale ragione, la cosa migliore è quella di prendere in considerazione l’ipotesi di un contributo per ogni servizio che, seppur simbolico, potrà consentire allo sportello di sopravvivere senza alcun genere di difficoltà. In buona sostanza, questa ipotesi non è molto diversa dal punto di vista concettuale da un tradizionale franchising. A prima vista, infatti, si tratta pressoché dello stesso meccanismo. In realtà, però, non esiste nulla di più differente.

Il patronato al quale si deciderà di affiliarsi con il proprio sportello, infatti, metterà a disposizione un software ben preciso, si occuperà di dare seguito ad un percorso di formazione, affiancherà e supporterà il personale senza chiedere nulla in cambio. Ciò vuol dire che nel caso in cui si avesse già un locale, i costi sarebbero pressoché zero. Come è facile intuire, quindi, questa è l’alternativa migliore per chi parte da zero e non ha la forza di un sindacato. Tra l’altro, si tratta di una strada facilmente percorribile anche da chi non ha eccessiva competenza in fatto di fisco, tasse, pensioni e, più in generale, in fatto di materie economiche. L’unica cosa è affidarsi nelle mani del patronato e fare da tramite. A questo punto, chi ha intenzione di aprire un patronato o uno sportello è in possesso di tutte e informazioni necessarie e non resta altro da fare che decidere quale delle due strade intraprendere per poi mettersi a lavoro. Non resta altro da fare, quindi, che darsi da fare e magari rivolgersi ad un esperto del settore in grado di fornire informazioni precise e dettagliate in merito all’iter da seguire e a tutte le pratiche da sbrigare.

 

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