APRIRE UN’OSTERIA: COME FARE?
Avere in mente l’idea commerciale di aprire un’osteria potrebbe risultare un progetto economico di enorme successo. Un’interminabile crisi economica ha messo a dura prova l’economia di numerose famiglie e oggi, più che mai, per trovare delle occupazioni redditizie occorre avere soluzioni geniali. Il fine deve essere quello di puntare su attività commerciali capaci di garantire una continuità di guadagno per migliorare la propria condizione economica e quello della propria famiglia.
Stiamo parlando di avviare una nuova attività imprenditoriale, compito non facile ma non impossibile da realizzare soprattutto dando importanza a tutti gli aspetti fino ai minimi dettagli. Naturalmente per riuscire nell’impegnativa impresa occorrono delle risorse caratteriali e un cospicuo budget iniziale da poter investire nel progetto. Servono capacità relazionali, sacrifici, volontà e tanta perseveranza per non abbattersi davanti ai primi problemi.
Una delle cose che non potrà mai smettere di suscitare interesse sono sicuramente un buon bicchiere di vino e il cibo, un motivo in più per puntare dritto su un’osteria. Un luogo molto meno formale di un ristorante, dove passare un po’ di tempo in piacevole compagnia e consumare qualche prelibatezza locale ad un prezzo davvero ragionevole. Allora analizziamo gli elementi fondamentali per aprire un’osteria, per capire tutto quello che c’è da sapere per avviare questa nuova attività commerciale.
APRIRE UN’OSTERIA: L’IMPORTANZA DEL LOCALE
La ricerca del locale da destinare alla nuova attività commerciale è un aspetto a cui dedicare enorme importanza. Da questa delicata scelta infatti potrebbe dipendere il successo della vostra osteria. Prima di individuare il locale è opportuna un’approfondita analisi di mercato per conoscere meglio le possibilità di guadagno e i concorrenti presenti nelle immediate vicinanze.
In questa direzione bisogna analizzare bene anche i punti strategici, il massimo sarebbe riuscire a trovare un locale nei pressi di centri sportivi, discoteche, cinema e grandi attrazioni turistiche.
Con un budget iniziale impegnativo si potrebbe pensare di acquistare il locale, anche se affittarne uno sarebbe un modo per vedere prima come vanno le cose. Un altro punto su cui prestare attenzione e impegnare diverse giornate è l’arredamento della vostra osteria, per dare così alla struttura un’impronta assolutamente personalizzata.
Fortunatamente trattandosi di un’osteria non sono necessarie grosse formalità, possono bastare tavoli e sedie in legno e bicchieri e posate anche non elegantissimi proprio per dare un tocco rustico al locale. Ovviamente questo in linea generale, perché l’arredamento dell’osteria dipende naturalmente dai vostri gusti personali.
APRIRE UN’OSTERIA: LA SCELTA DEL PERSONALE E LA PUBBLICITA’
Quando si tratta di aprire una qualunque nuova attività commerciale la scelta dei dipendenti è fondamentale. Per un’osteria è molto importante trovare un bravo chef con una grande conoscenza dei piatti tipici del posto, il punto chiave di questi locali. Tutto il personale, dai proprietari ai camerieri, si deve distinguere poi per cordialità e simpatia, in quanto il cliente deve essere invogliato a tornare in osteria sia per provare altro ottimo vino e altre pietanze locali ma anche per l’ospitalità ricevuta.
L’osteria non è un ristorante di lusso e per combattere la concorrenza bisogna sfruttare ogni espediente, perché il cliente di turno va trattato sempre al meglio sotto ogni punto di vista: culinario, economico e in termini di accoglienza. Anche perché specie per questo genere di locali il passa parola è molto importante per pubblicizzare la propria attività.
Ma per dare concretezza alla propria politica promozionale non è sufficiente il passa parola, ma serve la messa in atto di altre strategie pubblicitarie: riviste di settore, giornali, partecipazione ad eventi e manifestazioni organizzate dalle istituzioni territoriali e web. Soprattutto l’utilizzo delle nuove strategie promozionali online permettono di pubblicizzare al massimo la propria attività commerciale, in quanto gli strumenti attuali offerti da internet sono davvero efficaci.
APRIRE UN’OSTERIA: PASSAGGI BUROCRATICI
Anche in questo caso un passo importante da fare per portare a termine il proprio progetto è quello di adempiere a una lunga e complessa serie di obblighi. Passaggi di carattere burocratici da espletare assolutamente per potere aprire un’osteria. Uno dei primi passi da fare è aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
Per aprire la partita IVA è sufficiente fare richiesta sugli appositi modelli di domanda messi a disposizione della stessa agenzia e inviare l’istanza per raccomandata con ricevuta di ritorno, attraverso il canale telematico oppure consegnarla direttamente allo sportello. I modelli sono anche disponibili sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e facilmente scaricabili online al seguente indirizzo: http://www.agenziaentrate.gov.it.
Oltre ad aprire la partita IVA bisogna iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, effettuare l’iscrizione all’INPS, propedeutica al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, e iscriversi all’INAIL per la tutela contro eventuali infortuni sul lavoro.
Inoltre bisogna presentare al Comune competente la DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) e ottenere l’autorizzazione dall’ASL. Quest’ultima, attraverso i propri ispettori, sottoporrà l’ambiente destinato alla nuova attività imprenditoriale a un’attenta analisi igienica prima di concedere il nulla osta definitivo.
Tutte pratiche di non semplice risoluzione, per tale ragione il consiglio è affidarsi a un esperto qualificato del settore. Un professionista serio e competente in grado di seguirvi passo passo lungo tutto il percorso burocratico e mettervi al riparo da eventuali sbagli. Stiamo parlando di un bravo commercialista capace di garantirvi il disbrigo delle pratiche in tempi relativamente brevi e con la massima correttezza.
Di fronte a tale opportunità è molto meglio spendere qualche euro in più per affidarsi alla sapienza di un professionista che fare in piena autonomia e rischiare di commettere diversi errori. Un suggerimento valido in ogni circostanza, ma soprattutto quando non si conosce bene la materia e non si ha tempo a disposizione da dedicare alla questione.
Se non avete un commercialista di fiducia non ci sono problemi, in questo caso per trovarne uno affidabile è infatti sufficiente il ricorso diretto all’Ordine dei Dottori Commercialisti più vicino o chiedere informazioni a qualche amico.
APRIRE UN’OSTERIA: CONSIDERAZIONI FINALI
Aprire un’osteria, anche in tempi di crisi come questi, potrebbe essere un’ottima idea per dare una buona sterzata alle proprie casse finanziarie. Naturalmente il progetto imprenditoriale deve seguire alcune regole fondamentali, senza le quali non si va da nessuna parte. Al capitale iniziale devono essere abbinate risorse caratteriali non indifferenti per dare avvio all’attività con i presupposti giusti.
Per aprire un’osteria quindi serve un investimento iniziale di tutto rispetto e non sempre si ha a disposizione la somma occorrente. Questo aspetto però non deve rappresentare una preclusione perché per reperire i fondi necessari esistono valide strade alternative da seguire. Si può, ad esempio, provare a trovare qualche socio disposto a investire nello stesso progetto oppure ricorrere a qualche istituto finanziario o prestare attenzione ai bandi regionali.
Infatti per alcune categorie di soggetti, come giovani e disoccupati, le Regioni mettono a disposizione alcuni interessanti finanziamenti a tassi di interesse vantaggiosi e con un piano favorevole di restituzione delle rate.
Per avere un quadro esaustivo della situazione è importante tenersi informati attraverso la consultazione periodica dei siti di riferimento, in modo da non farsi sfuggire qualche ghiotta occasione. Una volta dati questi ultimi validi consigli, non resta che farvi un grosso in bocca al lupo per l’apertura della vostra nuova attività imprenditoriale!
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

