Aprire un negozio in un centro commerciale

Una delle prime cose che vengono in mente quando si vuole intraprendere un’attività in proprio è aprire un negozio in un centro commerciale. Un’idea condivisa da molte persone e un progetto commerciale già intrapreso da un buon numero di giovani imprenditori. A favorire l’apertura di nuove attività in proprio sono sicuramente le scarse opportunità occupazionali legate al lavoro dipendente.

Anche se la grande crisi economica sembra alle spalle, in Italia il problema occupazionale resta un tema irrisolto e che interessa buona parte di cittadini. Chiaramente mettersi in proprio è una buona soluzione lavorativa per migliorare la propria posizione economica, ma non è mai un’operazione estremamente semplice.

Non siamo di fronte a una situazione particolarmente facile perché in un centro commerciale la prima cosa da fare è rispettare delle specifiche regole. Ai clienti vanno assicurati orari continuativi e l’attività lavorativa si sviluppa generalmente su 7 giorni su 7.

In tal senso i poteri decisionali sono ridotti e, per chi ha intenzione di mantenere totale autonomia, il progetto di aprire un negozio in un centro commerciale è da valutare con giudizio. In ogni caso, con buone capacità imprenditoriali e relazionali, con sacrifici, volontà e il budget necessario per avviare il nuovo lavoro l’idea può comportare enormi soddisfazioni.

Allora passiamo ad esaminare i passi da fare per aprire un negozio in un centro commerciale, quello che c’è da sapere: primi passi, orari di apertura, documentazione da presentare e ultimi consigli.

APRIRE UN NEGOZIO IN UN CENTRO COMMERCIALE: PRIMI PASSI DA FARE

Un negozio aperto in un famoso centro commerciale garantisce prestigio e visibilità, anche se per iniziare c’è bisogna di una somma di denaro di una certa entità. A partire dai costi per l’affitto, piuttosto consistenti, le spese da affrontare sono diverse. Ad incidere particolarmente sulle spese di affitto di un negozio in un centro commerciale sono alcuni precisi elementi, come le dimensioni e la posizione del locale dentro la struttura.

Un negozio posizionato in una zona strategica del centro commerciale, come può essere una posizione a pochi metri dall’entrata, assicura tanta visibilità rispetto a un locale relegato in un posto più nascosto. I locali vicino all’entrata sono i più in vista e quelli più richiesti proprio perché diverse volte i clienti non visitano interamente il centro commerciale, ma si fermano purtroppo ai primi negozi.

Una situazione da attenzionare scrupolosamente per la natura della sua importanza. Prima di prendere una decisione definitiva e stipulare il contratto di affitto bisogna conoscere bene la struttura commerciale per verificare le condizioni e la collocazione del locale al suo interno.

Bisogna mettere in debito conto un contratto di locazione con costi intorno almeno ai 2000/2500 euro per un negozio posizionato in una zona meno strategica. Nonostante costi di affitto sensibilmente più alti, il consiglio è sempre lo stesso: meglio prendere in affitto un negozio nei pressi di un bar, di un ristorante e di altri interessanti negozi piuttosto che uno in un luogo isolato. Dare a un’attività lavorativa in proprio un’ottima visibilità è un buon punto di partenza verso il successo finale.

In campo commerciale la visibilità non è l’unico elemento a fare la differenza, i clienti vanno attratti anche con continue promozioni e scontistiche, cartelloni pubblicitari, siti web, annunci sulle radio e tv locali, etc. Così si avvicina la gente al proprio negozio e si riesce a farsi conoscere nel giro di poco tempo. Specialmente di questi tempi, non considerare l’aspetto pubblicitario sarebbe un grave sbaglio, da evitare per non compromettere il buon andamento dell’attività commerciale e il capitale investito.

APRIRE UN NEGOZIO IN UN CENTRO COMMERCIALE: ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

Uno degli aspetti da conoscere quando si decide di aprire un negozio in un centro commerciale è la poca flessibilità oraria. Questo perché bisogna garantire al pubblico orari di apertura continuativi e per l’intera settimana, senza possibilità di turni di riposo. Esiste ovviamente la possibilità della turnazione, da effettuare all’interno del negozio con i propri eventuali collaboratori. È possibile infatti gestire il negozio fruendo del principio della turnazione avvalendosi di giovani simpatici, dinamici ed esperti del campo.

Tuttavia, orari di lavoro a parte, la convenienza di aprire un’attività in un centro commerciale esiste perché la visibilità garantita è grande rispetto ai negozi posizionati in luoghi periferici di città. Inoltre, con un maggior numero di ore passate al lavoro e con l’apertura anche nei giorni di sabato e domenica, aumentano sensibilmente le possibilità di guadagno. Quindi, come in ogni cosa, la valutazione va fatta a 360 gradi confrontando gli aspetti favorevoli e quelli negativi della questione.

aprire un negozio in un centro commerciale

APRIRE UN NEGOZIO IN UN CENTRO COMMERCIALE: DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE

Non è possibile aprire un negozio in un centro commerciale prima di presentare la documentazione prevista dalle norme vigenti. Tra i primi passaggi da fare ci sono l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, da effettuare utilizzando un apposito modello scaricabile direttamente dal sito ufficiale della stessa agenzia, e l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

Poi, occorre regolarizzare le posizioni INPS e INAIL. L’scrizione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è necessaria per poter effettuare i versamenti dei contributi, regolare la posizione presso l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, invece, è fondamentale per tutelarsi contro eventuali infortuni. Inoltre, bisogna segnalare l’inizio dell’attività al comune di riferimento.

Adempimenti funzionali e obbligatori di difficile risoluzione quando non si può contare su di una persona competente. Per questo si consiglia il ricorso alla consulenza di un commercialista serio e preparato, al punto di completare tutta la documentazione di rito senza nessun problema.

Stiamo parlando di un bravo commercialista che sappia mettervi al riparo da qualunque rischio burocratico e in grado di darvi preziosi suggerimenti sulle scelte da fare. Per trovare un commercialista che fa al vostro caso o fate riferimento all’Ordine dei Dottori Commercialisti più vicino oppure chiedete a qualche amico di fiducia. Sarebbe assurdo rischiare di sbagliare per non pagare la parcella a un bravo commercialista e non mettervi al riparo da eventuali errori

APRIRE UN NEGOZIO IN UN CENTRO COMMERCIALE: ULTIMI CONSIGLI

Per aprire un negozio in un centro commerciale non sono sufficienti solamente lo spirito di iniziativa, le motivazioni e l’entusiasmo, bisogna conoscere bene il campo di lavoro e studiare alla perfezione ogni punto. Difficile avere successo senza seguire precise regole di mercato e soprattutto è complicato contrastare la concorrenza.

Per non disperdere il capitale investito, sia in termini di sacrifici che di capitale, è bene conoscere come fare gli ordini, come piazzare la merce, gestire il magazzino e così via. Sotto questo punto di vista, una buona esperienza pregressa fatta direttamente sul campo può aiutare parecchio. Poi, chiaramente, per fare la differenza e per affermarsi sul mercato conta anche saper scegliere bravi collaboratori.

Stiamo parlando chiaramente di qualche commesso con una discreta esperienza che sappia occuparsi della gestione del negozio e dei rapporti con i clienti senza alcun problema. Poter confidare su dei validi collaboratori è un altro aspetto importante che spalanca le porte del successo.

Comunque è fondamentale dare importanza a tutti gli aspetti senza trascurare nulla, tanto meno i particolari che sembrano meno rilevanti. Per avere successo con una nuova attività commerciale occorre una progettualità seria e completa di ogni punto, senza la quale non si va molto lontano. Dopo gli ultimi consigli, ora non resta che augurarvi una buona apertura del vostro negozio in un centro commerciale!

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.