Aprire un negozio di abbigliamento online prevede diversi step sia burocratici che organizzativi abbastanza impegnativi ma che se effettuati con ordine e competenza possono dare risultati soddisfacenti.
La vendita di abbigliamento online è molto inflazionata ma, nonostante questo vi è sempre la possibilità di creare un’attività nella moda ottenendo ottimi risultati nel fatturato.
Il web permette di ampliare la possibilità di trovare nuovi clienti non solo sul territorio italiano ma in tutto il mondo. Per tale motivo il settore moda non sarà mai saturo ma solo chi conosce le giuste tecniche di vendita potrà avere successo. Ma quali sono le mosse giuste per rendere il proprio ecommerce più apprezzato di altri?
COSA FARE PER APRIRE UN NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO ONLINE
Aprire un negozio di abbigliamento online richiede lo svolgimento di alcune pratiche burocratiche che vano assolutamente assolte per poter iniziare e portare avanti un’attività nella totale legalità.
Il negozio online è un’attività di commercio a tutti gli effetti e per questo richiede l’apertura di una Partita Iva. Inoltre si deve comunicare all’Agenzia delle Entrate e all’INPS l’apertura dell’ecommerce e si necessita di un’iscrizione alla Camera di Commercio e al SUAP del tuo comune di appartenenza.
Come per qualsiasi attività commerciale, è consigliabile rivolgersi ad un commercialista per le pratiche amministrative e fiscali evitando di incorrere in dimenticanze e conseguenti sanzioni.
Una volta creata la Società con rispettiva P.Iva sarà possibile fatturare e quindi vendere gli articoli del proprio negozio online.
APRIRE UN NEGOZIO ONLINE: ASPETTI TECNICI
Dopo aver svolto l’iter burocratico si passa alla parte creativa dello sviluppo dell’e-commerce.
È arrivato il momento di creare il negozio vero e proprio, prima di tutto bisogna scegliere una piattaforma su cui costruire il negozio, poi si passerà alla creazione di contenuti e del catalogo prodotti e infine bisognerà stabilire i metodi di pagamento e di consegna.
Iniziamo con la scelta della piattaforma che può essere scelta tra il Sistema Open Source oppure tra le Piattaforme in affitto o si può creare un Sito web di proprietà.
Il Sistema Open Source include piattaforme che hanno una licenza General Pubblic License, il codice sorgente è completamente modificabile, tra questi vi sono Prestashop e Magento.
Le piattaforme in affitto, invece permettono di creare un negozio online semplicemente pagando un affitto mensile o annuale. Questo genere di piattaforme può dare vantaggi sulla gestione e la pubblicità effettuata dal gestore, ma è possibile che si alzino i costi a seconda del pacchetto di abbonamento scelto.
Una terza possibilità è creare un Sito web personale completamente da zero. Questa è tra le tre, la soluzione più costosa ma anche quella che permette una totale personalizzazione del proprio negozio online.
Per la costruzione dell’e-commerce è consigliabile affidarsi ad un web master esperto o costituire un intero team che si occupi della costruzione dei vari settori del sito web e della loro gestione.
In modo da ottenere consigli da persone preparate ed un e-commerce perfettamente funzionante e pronto ad affrontare nel migliore dei modi anche un grande afflusso di clienti senza problemi.
Effettuata la scelta della tipologia di piattaforma da utilizzare si può aprire un negozio di abbigliamento online ed iniziare a diffonderlo nel web anche attraverso i social creando pagine dedicate alla moda con attività di content marketing. L’utilizzo dei social è altamente indicato per il settore moda in quanto si tratta di un metodo di comunicazione attiva di alta diffusione.
RENDERE INTERNAZIONALE IL NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO ONLINE
Un dettaglio importante da non sottovalutare quando si pensa di iniziare un’attività di vendita nel web, è aprire le frontiere a tutto il mondo, in modo da avere una clientela potenziale più ampia possibile.
In Europa si utilizza una sola moneta e ciò facilita gli scambi commerciali tra le nazioni.
L’abbigliamento non presenta particolari difficoltà di trasporto e non è ingombrante ne fragile, quindi facile da spedire in ogni parte del mondo. Il costo della spedizione permette di avere un buon margine di guadagno visto i grandi numeri delle vendite di abbigliamento.
Nel commercio internazionale di abbigliamento è necessario però ricordare che cambiando il paese di destinazione, spesso cambiano anche i gusti in fatto di moda. Perciò è importante effettuare una ricerca cercando i trends su Google inserendo una o più parole chiave che richiamino il nostro stile. Dai risultati si può capire quali sono i prodotti, gli stili, la moda più ricercata nei vari paesi europei e quale sarà il paese che apprezzerà maggiormente i modelli in vendita nell’e-commerce.
Per estendere la clientela ai paesi esteri non basta creare un e-commerce in multilingua, è necessario che anche SEO e SEM siano sviluppati in maniera specifica soprattutto se si vendono prodotti nuovi e privi di brand noti.
Le marche conosciute sul mercato della moda vengono ricercate direttamente nel web ma per chi vuole lanciare brand innovativi o poco conosciuti, creare un sito indicizzato SEO è essenziale per essere trovati nel mercato online.
UN BLOG DI MODA: CONTENT MARKETING
Affiancare all’e-commerce un blog dedicato e sempre attivo, aiuta ad acquisire clienti mantenendo un rapporto coinvolgente e fornendo notizie sulla moda creando interesse in chi legge. All’interno del blog vi saranno naturalmente, collegamenti diretti al sito di ecommerce (content marketing).
In Italia il marketing si sta sviluppando verso il one to one, mentre sta diminuendo notevolmente il marketing di massa.
Questo vale anche per quanto riguarda la diffusione web del prodotto e la scelta del prodotto stesso che va studiato attentamente informandosi sulle mode attuali dei vari paesi in cui si desidera vendere.
Inoltre ogni nazione avrà un settore dedicato che si innescherà cambiando la lingua al momento dell’apertura del sito.
Oltre ai prodotti selezionati, per ogni area geografica vi saranno specifici costi e modalità di spedizione.
COME PRESENTARE I PRODOTTI
Vendere capi di abbigliamento non è come vendere un prodotto qualsiasi. La moda trasmette immagini ed emozioni, un abito ha la capacità di trasformare una persona e renderla più sicura di se, più sexy, più professionale o elegante a seconda delle varie occasioni.
È importante quindi presentare ogni capo di abbigliamento nel modo giusto. La scheda prodotto va curata attentamente fornendo al cliente tutte le informazioni di cui potrebbe avere bisogno ma quello che lo convincerà a fermarsi e ad acquistare sarà l’emozione che gli trasmette l’immagine del prodotto.
L’immagine racconta una storia e va studiata nei minimi dettagli, dalle forme, ai colori, allo sfondo, tutto ha un significato preciso e una sensazione che deve colpire l’acquirente.
I tipi di fotografie che si utilizzano attualmente con successo sono le foto dinamiche e le foto a 360°.
L’immagine dinamica è una foto interattiva che contiene tag che il cliente può cliccare per collegarsi ai rich media, cioè ulteriori contenuti che approfondiscono la descrizione del prodotto utilizzando video, immagini, parole descrittive, call action, indicazioni o consigli per l’utilizzo e l’abbinamento del prodotto di moda.
Le foto a 360 ° si creano per consentire al potenziale cliente di osservare il capo di abbigliamento in ogni angolazione possibile. In questo modo si avrà l’impressione di avere l’abito di fronte a se, guardandolo in ogni dettaglio proprio come in negozio. Questo tipo di fotografia aiuta l’acquirente più esigente a scegliere ed è molto apprezzata.
Dopo che l’immagine ha attirato l’attenzione del cliente, si deve essere sicuri di fornire ad esso le informazioni di cui ha bisogno per capire se quel prodotto fa al caso suo. E qui è importante creare una scheda prodotto il più possibile descrittiva e che rispetti la realtà dei fatti.
Fornire false indicazioni potrebbe convincere il cliente a comprare, ma sarebbe l’ultima volta perché perderebbe la fiducia nel negoziante. Il contenuto però, oltre ad essere descrittivo deve essere anche convincente e motivazionale per il cliente. In questo modo l’acquisto andrà a buon fine e il cliente sarà fidelizzato.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

