APRIRE UN’EDICOLA: NON SI VENDONO SOLO GIORNALI
La televisione, la radio e soprattutto internet permettono alle informazioni di viaggiare più velocemente e di arrivare in tempo reale alle persone. I giornali, invece, escono il giorno successivo all’evento descritto. Questo non è un buon motivo per abbandonare l’idea di aprire un’edicola, perché il negozio moderno non vende solo i quotidiani e neppure solo le riviste, ma gli articoli proposti alla clientela sono molti. I magazine specialistici pubblicati ogni settimana oppure ogni mese non sono stati rimpiazzati dalle nuove tecnologie, neppure quelli che trattano tematiche legate al web e all’informatica. Infatti gli appassionati seguono con attenzione l’uscita di tali riviste.
La carta stampata, comunque, affronta la crisi mantenendo un certo numero di lettori, perché sfogliare le pagine fa sempre piacere e poi si trovano approfondimenti che non vengono diffusi in rete. Prodotti e servizi in aggiunta a giornali e riviste consentono di dare una nuova vita alle rivendite e permettono a chi vuole aprire un’edicola di fare un investimento redditizio. Innanzitutto il negozio consente di fidelizzare la clientela, grazie alle riviste che escono periodicamente e alle raccolte, come ad esempio figurine ed enciclopedie pubblicate a fascicoli. Chiaramente è necessario valutare con attenzione la zona in cui aprire il punto vendita, per evitare la presenza della concorrenza, bisogna avere una vasta gamma di articoli e personalizzare i servizi per o clienti. Infatti la varietà degli acquirenti richiede un’attenzione particolare, sia nell’accoglienza, sia nelle proposte da fare loro, offrendo nuove riviste oppure prodotti specifici.
Inoltre bisogna essere in grado di raccogliere le richieste e fare in modo che gli articoli desiderati siano sempre messi da parte. La consegna di giornali e riviste a domicilio e l’apertura nella pausa pranzo aiutano a incrementare la clientela e le vendite. Insomma, operando con impegno e costanza si può far ben fruttare l’attività commerciale. Aprire un’edicola è un’affare per chi vuole dare spazio alla propria propensione di servire il cliente in un modo personalizzato.
APRIRE UN’EDICOLA: PRODOTTI E GUADAGNI
Avviare un’attività nel settore significa scommettere sulle proprie capacità, infatti un tempo bastava avere un chiosco con i giornali e la gente arrivava per prendere il suo quotidiano. Oggi la società è cambiata e bisogna saper conquistare la clientela, attirarla e fidelizzarla. Un po’ come accade per gli editori, che allegano gadget di vario genere alla carta stampata per riuscire a vendere di più, interessando gli acquirenti di più con i prodotti allegati. Aprire un’edicola significa pensare alla vendita di Dvd, gadget per i bambini come gli oggetti riferiti ai cartoni animati più famosi.
Si possono mettere a disposizione articoli di modellismo per i bambini più grandi, proporre i biglietti dei mezzi pubblici, i gratta e vinci o i biglietti della lotteria, tenere ricariche telefoniche e offrire il servizio di ricarica per le carte di debito di diversi istituti bancari e delle Poste. Basta proporre un assortimento vario e si aumentano le entrate. In questo modo si è garantiti qualora un prodotto non dovesse essere molto apprezzato, perché con gli altri ricavi si potrebbe compensare la mancata vendita, calibrando periodicamente la propria offerta.
Se ci si trova in una località turistica, avere cartoline e mappe della città può aiutare a intercettare i turisti, così come avere dei libri può consentire di riservare interessanti letture agli acquirenti appassionati o in partenza per le vacanze con l’intenzione di avere un testo per le ore di relax. Un po’ di creatività unita all’indagine di mercato necessaria prima di aprire un’edicola aiuta a individuare quali possano essere i prodotti più ricercati e vendibili in edicola. Ci sono negozi di giornali in cui ad esempio vengono venduti occhiali per la lettura oppure prodotti di cartoleria come penne e quaderni. L’offerta merceologica include moltissimi articoli, ma ovviamente bisogna sempre informarsi circa le normative, incluse quelle regionali, perché non tutte le tipologie di prodotti possono trovare posto sugli scaffali delle edicole secondo le normative vigenti.
APRIRE UN’EDICOLA: NEGOZIO NUOVO O GIA’ AVVIATO?
Chi decide di avviare l’attività commerciale ha due possibilità: aprire un’edicola nuova oppure rilevare un negozio già avviato. Non c’è la soluzione giusta, ma solamente vantaggi e svantaggi da considerare in base al proprio caso, tenendo conto degli obiettivi e delle disponibilità di capitale. In caso si desideri iniziare in completa autonomia è necessario procedere scegliendo la tipologia di locale, decidendo se si desidera un negozio tradizionale oppure un chiosco. Si deve individuare il luogo più adatto e quindi pensare ad affrontare la parte burocratica.
Si deve aprire la partita Iva presentando l’istanza presso l’Agenzia delle Entrate, successivamente si richiede la licenza al Comune in cui si apre il negozio. L’ottenimento dell’approvazione da parte dell’amministrazione locale dipende dalla densità della popolazione e quindi dalla distanza tra le edicole già presenti sul territorio. Meglio scegliere l’area con cura, considerando il Comune in cui aprire un’edicola. Se si ottiene il via libera dall’ente, si può procedere con l’ultimo passaggio: l’iscrizione alla Camera di Commercio di competenza per provincia. Si potrà così contattare la Federazione Italiana Editori di Giornali che fornirà una lista di recapiti per i fornitori da usare per essere riforniti con giornali e riviste da vendere.
Se si preferisce si può sempre rilevare un’altra attività. Ci sono edicolanti in crisi, che non sono in grado di innovare, oppure semplicemente in età pensionabile. A seconda del locale il costo varia, ma il vantaggio è interessante, perché ci sono già le licenze, i fornitori sono già collaudati e la clientela già frequenta l’edicola. Basta mantenere gli acquirenti ed eventualmente pensare di conquistarne altri. Meglio comunque verificare le licenze in possesso del titolare del negozio, perché sia tutto in regola. Farsi aiutare da un commercialista è opportuno, perché i consigli dell’esperto possono far risparmiare tempo e denaro. Si esaminano le condizioni, si verificano le procedure e si segue l’iter nel modo corretto, focalizzandosi sul lavoro anziché doversi smarrire con la burocrazia.
APRIRE UN’EDICOLA: I COSTI
Come accade per l’avvio di una qualsiasi attività commerciale, bisogna pensare al budget iniziale. Non è possibile fare un calcolo preciso, perché varia da un caso all’altro, ma elencando ciò che serve, si riesce a capire quali sono le voci del bilancio. La spesa più importante per aprire un’edicola riguarda il locale. Si può affittare oppure acquistare. A seconda della zona in cui si trova, delle dimensioni e dello stabile il prezzo varia. Se si decide di prendere un’edicola già avviata ovviamente si valuta il posto in cui si trova, mentre se si parte dal nuovo si decide dove posizionarsi.
Non ci devono essere concorrenti vicini, meglio se vi è un parcheggio di fronte o a poca distanza. Può essere utile posizionare l’edicola su una strada di passaggio. Vanno aggiunte i costi delle tasse per la registrazione, l’eventuale costo di occupazione di suolo pubblico se si opta per il chiosco, quindi le utenze. Inoltre si devono pagare anticipatamente i giornali presi dai fornitori, anche se vi è il reso e, con la liberalizzazione voluta dal Governo Monti, si può usare il reso come anticipo sugli acquisti successivi, in base al valore. Si deve fare anche un po’ di pubblicità, per farsi conoscere e far sapere che si ha un’edicola in un preciso punto della città, così da trovare nuovi clienti.
Ci vogliono arredi adeguati, da acquistare nuovi oppure usati se si trovano e sono in buone condizioni. Se si decide di vendere altri prodotti, oltre a giornali e riviste, ci vogliono risorse per acquistarli e per avere i necessari scaffali. Queste sono le voci da includere nel budget del proprio business plan, così da decidere come procedere. Per quanto concerne gli articoli in vendita, giornali inclusi, è bene considerare di avere fondi necessari per gli acquisti del primo anno, perché per rientrare dell’investimento ci vuole un po’ di tempo e, soprattutto se non si rileva un negozio esistente, si deve riuscire ad avere un certo numero di acquirenti, quindi le vendite aumenteranno, ma all’inizio sono limitate. Ci si deve preparare all’investimento nel modo giusto.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

