Aprire un e-commerce: scopri come si fa

come aprire un e-commerce

Le aziende di e-commerce stanno spopolando in questo periodo. Viviamo in una società in cui il mondo virtuale vive in parallelo con quello reale. Si pensi, ad esempio, all’utilizzo dei social network. Ai giorni nostri praticamente quasi tutto si fa in via telematica: acquistare abiti, fare la spesa, effettuare pagamenti, etc. La scelta di optare per acquisti e transazioni monetarie on line è dettata dalla comodità di svolgere tali operazioni direttamente da casa o in qualsiasi altro luogo. Inoltre poter acquistare e pagare in via telematica è senza dubbio molto veloce. Ecco quindi che, in quest’ottica, sono sempre di più le aziende che decidono di aprire un e-commerce per offrire la vendita di beni e servizi.

COME APRIRE UN E-COMMERCE DI PICCOLE DIMENSIONI

Per aprire un e-commerce bisogna anzitutto avere dimestichezza con il pc e con il mondo virtuale. Chi muove i primi passi verso questo settore e ha intenzione, momentaneamente, di avviare un’attività di piccole dimensioni, può usufruire di servizi on line che permettono di creare un negozio di e-commerce in semplici passi. Un esempio è Blooming, una piattaforma on line che guida passo passo alla creazione dell’attività telematica. Blooming prevede tre pacchetti con diverse tariffe, a seconda se si vuole vendere un numero limitato o illimitato di prodotti. Una piattaforma simile è OneMinuteSite. Anche in questo caso il sito web propone una guida all’apertura dell’attività di e-commerce e permette la scelta di diversi pacchetti da acquistare, a seconda delle necessità di vendita.

COME APRIRE UN E-COMMERCE DI GROSSE DIMENSIONI

Per aprire un e-commerce di grosse dimensioni è necessario acquistare un dominio web. In tal senso, bisogna scegliere il nome che distinguerà l’attività di e-commerce e verificarne la disponibilità. Infatti, non è possibile che esistano due domini uguali. Fatto ciò, si dovrà scegliere l’estensione tra .com, .net, .org, che sono estensioni generiche, oppure .it, .uk, etc. che indicano il paese a cui l’e-commerce si riferisce. Fatto ciò è necessario acquistare uno spazio web in cui inserire il CMS. Il CMS è il Content Management System, ossia un sistema di gestione di contenuti da pubblicare sul mondo virtuale. Sono diversi i Content Management System proposti sul web. Un esempio valido è WordPress che, tramite l’installazione di alcuni plugin, permette di avviare un sito web in cui gestire un’attività di vendita. Altro CMS è Joomla che permette di avviare un negozio on line e di gestire più utenti rispetto a WordPress. Più performante di Joomla, e a costi superiori, è Magento, una piattaforma che permette di gestire, da un unico pannello, più negozi on line. Si può aprire uno spazio e-commerce anche all’interno di grandi negozi virtuali come Amazon e E-Bay, scegliendo il pacchetto e la tariffa che più soddisfa le esigenze di vendita.

E-COMMERCE INDIRETTO

Qualora si decidesse di aprire un negozio di e-commerce, si dovrà scegliere quali prodotti o servizi vendere. In tal senso distinguiamo la vendita virtuale in indiretta e diretta. La vendita indiretta prevede la cessione di beni fisici. Tali beni materiali vengono venduti mediante la rete internet e vengono recapitati all’indirizzo di consegna scelto dal cliente al momento dell’acquisto. La consegna del bene avviene mediante il servizio postale o avvalendosi di un corriere espresso, come DHL, GLS, Bartolini, etc.
Un esempio di e-commerce indiretto è Zalando, con la vendita di vestiti ed accessori, ossia di beni materiali, che vengono recapitati all’indirizzo del destinatario mediante il corriere DHL. In generale la vendita di abbigliamento, libri, accessori, alimenti, prodotti farmaceutici, utensili ad uso domestico, attrezzi da lavoro e tutto ciò che è assimilabile ad un bene materiale coincide con l’e-commerce indiretto.

E-COMMERCE DIRETTO

L’e-commerce diretto, a differenza di quello indiretto, riguarda la vendita di sevizi e di beni non fisici. Ne sono un esempio l’acquisto di musica, film, giochi, testi, informazioni, etc. Il commercio diretto è disciplinato dall’art. 7 della Legge 282/2011. Un commercio diretto prevede che la natura della prestazione sia automatizzata, con un intervento umano nullo o minimo. Ai sensi della suddetta legge, rientrano nel commercio diretto, oltre alla cessione dei beni virtuali sopra citati, la vendita di prodotti digitali come i software e gli antivirus per il pc, la vendita di pagine web, etc. Nel caso di e-commerce diretto, la vendita avviene contemporaneamente al pagamento del bene o servizio in questione. Tutta la procedura avviene per via telematica per cui il prodotto acquistato non viene recapitato fisicamente a casa ma viene inviato telematicamente al cliente.

DISCIPLINA IVA DI UN E-COMMERCE INDIRETTO

La vendita telematica di beni materiali si qualifica, ai fini IVA, alla cessione di beni e, più precisamente, alla vendita per corrispondenza. In tal senso, non è obbligatorio emettere fattura. Il D.P.R. n. 633/1972 afferma, infatti, che per le vendite per corrispondenza, ossia vendite di beni fisici a distanza, l’emissione della fattura non è obbligatoria. L’art. 2 del D.P.R. n. 696/1996 stabilisce, inoltre, che le vendite indirette non sono soggette all’obbligo di scontrino o ricevuta fiscale. Quindi, coloro i quali decidano di aprire un e-commerce indiretto non dovranno emettere alcun documento in merito alle vendite elettroniche effettuate. I pagamenti ricevuti giornalmente dalle transazioni effettuate dovranno essere solamente annotati nel registro dei corrispettivi. Il cliente potrà, comunque, richiedere la fattura a fronte dell’acquisto effettuato. In questo caso il negozio on line deve provvedere all’invio della fattura. In questo caso, oltre a tenere il registro dei corrispettivi si dovrà tenere il registro delle fatture emesse.

DISCIPLINA IVA DI UN E-COMMERCE INDIRETTO

La vendita on line diretta si qualifica, ai fini IVA, alla prestazione di servizi. In tale tipologia di e-commerce è obbligatoria, a differenza della vendita indiretta, l’emissione della fattura. A tal proposito, il D.P.R n. 63/1972 chiarisce la modalità di individuazione del momento impositivo di un e-commerce diretto. Per momento impositivo si intende la frazione di tempo in cui avviene la cessione del bene o servizio, determinando l’esigibilità dell’IVA. Il Decreto sopra citato stabilisce che la vendita di beni o servizi diventa imponibile nel momento in cui il cliente riceve il prodotto richiesto. Qualora il pagamento avvenga prima della ricezione del bene o servizio, il momento impositivo coincide con la data del pagamento. Qualora la fattura venga emessa prima della ricezione del pagamento, il momento impositivo coinciderà con la data della fattura.

APRIRE UN E-COMMERCE: PRO E CONTRO

Aprire un negozio di e-commerce comporta notevoli vantaggi. Anzitutto esso può essere raggiunto da più persone contemporaneamente. La clientela non si limita ai residenti nella zona in cui nasce il negozio, ma si espande a tutto il mondo. Chiunque può acquistare tramite un e-commerce, basta un pc o, più semplicemente, uno smartphone. I costi sono più bassi rispetto ad un’azienda reale perché non sono previsti i pagamenti di bollette ed altre utenze. L’e-commerce permette, inoltre, con un investimento iniziale non eccessivo, di presentarsi nel mercato ed essere visibile ad un buon numero di clienti. Infine, basta optare per una strategia di marketing mirata per poter raggiungere i clienti che potrebbero essere interessati ad acquistare i beni o servizi venduti. Si ricorda, però, che l’e-commerce può comportare, almeno all’inizio dell’attività, degli svantaggi. Ne è un esempio la diffidenza dei clienti quando approcciano ad uno store on line nuovo. In questo caso è necessario rassicurare il cliente mediante un attento servizio di customer care. Molto utile risulta anche la possibilità di far recensire, sul sito di e-commerce, i clienti che hanno già acquistato. In questo modo chi si approccia alla vendita per la prima volta può conoscere l’esperienza che altre persone hanno avuto durante l’acquisto. Poiché l’e-commerce è molto in voga attualmente, e lo sarà ancor di più con il passare del tempo, bisogna prestare estrema attenzione alla concorrenza. E’ necessario offrire beni o servizi a prezzi concorrenziali e di alta qualità, in modo da riuscire a garantirsi una buona fetta di clientela fidata.

 

 

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