Aprire un deposito pacchi: tutto quello che devi sapere

Aprire un deposito pacchi

Aprire un deposito pacchi può rivelarsi un’attività particolarmente remunerativa nell’era dell’e-commerce, in cui sono sempre più numerosi gli utenti che effettuano acquisti online.

Gli stessi negozi che operano online, consci del fatto che chi acquista spesso non è in casa al momento della consegna del pacco, si appoggiano a soggetti terzi, che svolgono come attività proprio quello di accogliere presso di sé i pacchi. In questo modo, l’utente che ha acquistato il prodotto su internet può comodamente ritirare il pacco presso il centro di raccolta abilitato.

A differenza del passato in cui erano le aziende del parastato a operare esclusivamente in questo settore, oggigiorno opera il principio della libertà di accesso a questo tipo di mercato. Attualmente chiunque intenda inserirsi nel campo del deposito pacchi ha la possibilità di crearsi la propria attività.

COME APRIRE UN DEPOSITO PACCHI

Come per qualsiasi altra attività, è consigliabile redigere un progetto in cui indicare tutte le spese che si prevede di affrontare e gli adempimenti burocratici da eseguire. Per aprire un deposito pacchi, occorre innanzitutto individuare una sede.

La dimensione della sede dipende dalla tipologia del servizio offerto: più sono grandi i pacchi che si intendono accogliere, più sarà necessario disporre di un’area più vasta. Se non si dispone già di una sede e bisogna individuarne una, sarebbe preferibile sceglierne una che disponga di un parcheggio piuttosto grande da consentire la sosta e la consegna dei pacchi da accogliere nel deposito.

Altro passo da compiere prima di aprire un deposito pacchi è presentare la relativa richiesta di autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico per chiederne l’autorizzazione. In particolare, l’istanza va presentata al dipartimento delle comunicazioni, che rilascerà il relativo nullaosta.

LE AUTORIZZAZIONI GENERALI E LE LICENZE INDIVIDUALI

Come detto sopra, successivamente all’individuazione della sede, bisognerà attivarsi per ottenere le autorizzazioni allo svolgimento della suddetta attività. Le autorizzazioni possono essere generali o individuali.

L’autorizzazione generale viene rilasciata secondo il meccanismo del silenzio-assenso: se, dal momento della presentazione della comunicazione di avvio della nuova attività, non interviene entro un determinato periodo di tempo un provvedimento di diniego da parte dell’Amministrazione, l’attività s’intende autorizzata. Chi intende comunque ottenere una specifica attestazione di titolarità da parte del Ministero dello Sviluppo ne deve fare espressa richiesta.

Se si è in possesso di un’autorizzazione generale, salvo alcune limitazioni previste dalla normativa, si può accogliere posta sopra i 2 kg e pacchi da 20 a 30 kg. È possibile accettare presso questi centri anche le raccomandate urgenti.

Per il rilascio della licenza individuale, invece, occorre necessariamente comunicare la tipologia del servizio offerto (le modalità di accesso, i prezzi e l’assistenza prestata in caso di contestazione da parte del cliente).

La licenza individuale può essere chiesta con riferimento all’esercizio di specifiche attività come ad es. l’accettazione e la distribuzione dei pacchi. In particolare, con la licenza individuale si può accogliere la posta fino a 2 kg, i pacchi fino a 20 kg e le raccomandate. In genere, chi è in possesso di una licenza individuale può avvalersi anche dei servizi offerte da Poste italiane.

Sia nel caso di autorizzazione generale sia nel caso di licenza individuale, il deposito non potrà mai ricevere le raccomandate rientranti nelle procedure amministrative e giudiziarie. Per queste ultime, la competenza è esclusiva della società Poste Italiane.

LA PROCEDURA PER APRIRE UN DEPOSITO PACCHI

Individuata la sede e ottenuta l’autorizzazione a compiere l’attività, occorre adempiere ad alcune formalità legate all’impresa che s’intende aprire.

Dal momento che aprire un deposito pacchi comporta comunque l’avvio di un’attività imprenditoriale, è fatto obbligo al titolare di richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate l’apertura della partita iva; occorre procedere all’iscrizione dell’azienda nel registro delle imprese del luogo in cui verrà svolta l’attività d’impresa. Questo registro è conservato presso la Camera di Commercio.

Anche sul piano previdenziale (Inps) e assicurativo (Inail) sono previsti determinati adempimenti per regolarizzare la propria posizione e quella degli eventuali dipendenti. L’attività può essere svolta previa comunicazione all’ente locale del luogo in cui avrà sede l’azienda di deposito pacchi.

Una volta adempiute tutte le formalità di cui sopra, l’attività può partire. Affinché quest’ultima abbia successo e porti i suoi frutti, occorre far conoscere la nuova attività a un numero più numeroso possibile di potenziali utenti.

QUANTO COSTA APRIRE UN DEPOSITO PACCHI

Prima di cimentarsi in quest’attività, è bene fare un programma delle spese che dovranno essere sostenute per il suo avvio (cd “business plan”).

Le spese più importanti sono quelle legate alla sede; i suddetti costi variano a seconda che si disponga già di una location da utilizzare per l’attività o se la si prende in affitto o si decide di investire una determinata somma e comprarne una. Altra voce di spesa è quella per le utenze a cui deve aggiungersi quella per il personale dipendente (stipendi e contributi previdenziali e assicurativi).

Inoltre, è indispensabile realizzare un proprio sito internet che sia facilmente consultabile da chi intende utilizzare il servizio di deposito pacchi. Per rendere più usufruibile il servizio, si potrebbe prevedere un sistema di tracciabilità virtuale dei pacchi: gli utenti che vogliono conoscere se è arrivato il proprio pacco presso il deposito potrebbero consultare il sito e verificarne lo stato.

LA PUBBLICITÀ DEL SERVIZIO DEPOSITO PACCHI

Pur essendo un settore che ha conosciuto un grande sviluppo solo recentemente è già presente una forte concorrenza. ci sono già molte valide aziende che competono tra di loro. Per questo motivo, per conquistare una fetta di questo mercato e realizzare dei buoni guadagni, occorre investire in un buon servizio pubblicitario. La pubblicità può avvenire sia attraverso la pubblicazione di annunci su giornali sia mediante la pubblicazione di post online.

Affinché la spesa per pubblicità sia bene investita, occorre analizzare attentamente il territorio e individuare le esigenze dei potenziali clienti e modellare il servizio offerto in funzione di quest’ultime. La fetta di mercato cui si può ambire è potenzialmente vasta perché l’utenza che potrebbe aver interesse a un tale servizio è varia: può richiedere il servizio tanto il privato quanto i professionisti e le aziende.

Investire nella pubblicità aiuta a farsi conoscere quando si avvia una nuova attività ma, affinché si conservi la fetta di mercato conquistata, occorre costantemente assicurarsi che il proprio servizio sia celere e sempre efficiente e venga offerto a un prezzo competitivo.

 

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Commenti

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  1. GRAVANTE ANNA


    se voglio aprire un deposito pacchi con sede la mia abitazione e possibile?

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