Aprire un centro di pet therapy

Aprire un centro di pet therapy richiede molta dedizione e competenza, ma rappresenta ad oggi una delle migliori occasioni di lavoro soprattutto alla luce della recente rivalutazione della relazione uomo-animale e dei suoi benefici, in termini di sostegno e cura, sui bambini, anziani e persone che soffrono di problemi psico-fisici.
La disciplina della pet therapy è contenuta essenzialmente nelle norme emanate a livello locale dalle Regioni nel rispetto dell’Accordo del 6 febbraio 2003 stipulato tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano “in materia di benessere degli animali da compagnia e Pet Therapy”. L’Accordo, all’articolo 9, afferma che le Regioni e le Province autonome hanno il compito di “agevolare una più ampia diffusione dei nuovi orientamenti clinico-terapeutici con i cani per disabili e con le tecniche della pet-therapy, adottando iniziative intese ad agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, siano esse residenti presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture protette o ricoverate presso Istituti di cura, con animali da compagnia di loro proprietà o con animali comunque utilizzabili per la pet-therapy”.
L’accordo persegue l’intento di assicurare che gli Interventi Assistiti con gli Animali (in seguito IAA) si svolgano nel rispetto della salute dell’utente e dell’animale e in conformità alle linee guida pubblicate unitamente al suindicato Accordo.

L’ITER BUROCATRICO PER APRIRE UN CENTRO DI PET THERAPY

Per avviare un centro di pet therapy è necessario richiedere all’Agenzia delle Entrate l’apertura della partita iva e scegliere la forma giuridica da dare alla propria attività (associazione o società). Dopo la costituzione dell’ente, occorre procedere alla registrazione della nuova attività presso il registro delle imprese della Camera di Commercio del luogo in cui ha sede l’attività.

Considerata la tipologia di attività esercitata, per aprire un centro di pet therapy è necessario richiedere il certificato d’idoneità della struttura (nulla osta) all’ASL competente. Il rilascio è subordinato a un sopralluogo che accerti il possesso da parte del centro di tutti i requisiti igienico-sanitari previsti dalla legislazione vigente. L’istanza di nulla osta, unitamente alla Segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA), protocollata dal Comune del luogo in cui ha sede l’impresa, sono inviate alla competente ASL all’inizio dell’attività.
L’erogazione degli IAA deve avvenire nel rigoroso rispetto della normativa in vigore e, nelle procedure educative e terapeutico-riabilitative, su principi scientifici. Le modalità operative implicano l’utilizzo di protocolli che prevedano la presa in carico dell’utente, la redazione di un piano di lavoro, la determinazione degli scopi, il riscontro costante dei risultati conseguiti e la predisposizione dei vari specialisti, provenienti da differenti contesti scientifici e culturali, a lavorare in équipe.

GLI AMBITI D’INTERVENTO DELLA PET THERAPY

Gli Interventi Assistiti con gli Animali – IAA si svolgono in diversi settori:
– Terapie Assistite con gli Animali (TAA): trattasi di terapie, eseguite in seguito ad un’apposita prescrizione medica, che s’indirizzano a soggetti con disturbo psico-fisici e motori;
– Educazione Assistita con gli Animali (EAA): percorso di tipo socio-educativo rivolto a persone a lungo ricoverate in ospedale e a bambini/adolescenti che vivono momenti di grossa difficoltà;
– Attività Assistite con gli Animali (AAA): interventi rivolti al singolo individuo o a un gruppo di soggetti e diretti a sviluppare la relazione uomo-animale e a favorire il reciproco benessere.

Aprire un centro di pet therapy

ÉQUIPE MULTIDISCIPLINARE

Per lo svolgimento degli IAA (in particolare le TAA e le EAA) è necessaria la presenza di un’équipe multidisciplinare che sappia gestire correttamente la relazione uomo-animale. Essa deve essere costituita da diverse figure professionali (sanitarie e non) e da operatori che partecipano attivamente alla predisposizione e all’esecuzione dell’intervento, ciascuno con le proprie capacità, e operando in stretta collaborazione.
Coloro che formano l’équipe devono aver seguito uno specifico percorso formativo e aver conseguito l’attestazione d’idoneità agli IAA. L’erogazione della formazione è eseguita dal Centro di Referenza Nazionale per gli IAA, dell’Istituto superiore di sanità e degli altri Enti a ciò autorizzati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

Nel dettaglio, le figure professionali e gli operatori richiesti per tutti gli IAA, sono il medico veterinario esperto in IAA e il coadiutore dell’animale.
Il medico veterinario coadiuva il responsabile di progetto nelle attività e nella selezione dell’animale da impiegare negli interventi ed è colui che decide sull’abbinamento coadiutore – animale. Valuta la salute e i comportamenti dell’animale scelto e fornisce le direttive per la corretta gestione di quest’ultimo accettandone le relative responsabilità.
Il coadiutore dell’animale è un addetto che ha maturato una documentata esperienza negli IAA. Si occupa della presa in carico dell’animale nel corso degli incontri e nel rispetto delle direttive impartite dal medico veterinario. In tali momenti è colui che deve garantire la corretta gestione dell’animale e il costante monitoraggio delle sue condizioni di salute. Nell’ipotesi di riscontri di patologie o disturbi comportamentali deve darne immediata comunicazione al medico veterinario.
In aggiunta ai suddetti soggetti, sono richieste ulteriori figure in funzione della tipologia d’intervento da effettuare e per la precisione:
– per le TAA, il responsabile di progetto (medico specialista o uno psicologo-psicoterapeuta) con funzioni di coordinamento del gruppo di lavoro nell’ambito della definizione degli scopi del progetto e il referente d’intervento (figura appartenente al settore sanitario) con funzioni di presa in carico dell’utente durante gli interventi;
– per le EAA, il responsabile di progetto (pedagogista, educatore o psicologo-psicoterapeuta) con funzioni di coordinamento dell’équipe e il referente di intervento (scelto tra i possessori di una laurea nel settore educativo o socio-sanitario o tra chi ha maturato un’importante esperienza conformemente agli scopi del progetto) con funzioni di presa in carico dell’utente.
– per le AAA, responsabile d’attività con funzioni organizzative e di coordinamento delle attività.
L’erogazione degli IAA può avvenire sia presso Centri specializzati sia presso altre strutture (pubbliche o private) che, oltre ad essere conformi alla normativa vigente (igienico-sanitario ed edilizia), devono possedere anche gli specifici requisiti strutturali e gestionali connessi al tipo d’intervento offerto e alla tipologia di animali impiegati negli interventi.

CENTRI SPECIALIZZATI IN IAA

I Centri specializzati sono quei centri certificati dalle Autorità sanitarie territorialmente competenti come entità che possiedono i requisiti previsti dalla normativa in vigore per offrire interventi di TAA/EAA. Per una corretta gestione dei centri, viene innanzitutto richiesto a chi intende avviare un centro specializzato di TAA/EAA di prevedere le modalità operative e le procedure da attivare in caso di emergenze, oltre che individuare le funzioni e le responsabilità di ciascun operatore coinvolto nel progetto.
Inoltre, all’interno dei centri deve essere obbligatoriamente individuato il rappresentante legale. Nell’ipotesi in cui si tratti di TAA, deve essere indicata la figura del Direttore Sanitario, che può anche corrispondere con quella del rappresentante. Nel caso di EAA, deve essere indicato il Responsabile del centro, ruolo che può combaciare con quella del rappresentante legale.
Accanto alla figura del Responsabile, devono essere indicare le altre figure professionali (sanitarie e non) e gli operatori in numero corrispondente a quello necessario per l’attuazione del progetto.
Se il centro ospita animali residenziali, cioè che sono presenti in modo permanente all’interno della struttura, devono essere indicate ulteriori figure:
– il Direttore Sanitario veterinario (figura che può anche corrispondere con quella del medico veterinario esperto in IAA);
– responsabile del benessere animale;
– operatori addetti alla cura degli animali.

LE STRUTTURE NON SPECIALIZZATE CHE OSPITANO IAA

L’erogazione degli IAA può essere effettuata anche da strutture non specializzate e può avvenire anche presso il domicilio del paziente. Queste strutture possono avere varia natura, medica (nosocomi, poliambulatori, studi medici, etc.), sociale (case di riposo, case famiglia), educativa (istituti scolastici), ricreativa (centri di equitazione), agriturismi etc. Se presso le suddette strutture vengono erogate le TAA e le EAA con animali residenziali, è necessario il riconoscimento da parte delle ASL competenti per territorio del possesso dei requisiti in conformità della normativa vigente

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.